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Enrico Pitozzi

Ricercatore a tempo determinato tipo b) (senior)

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: L-ART/05 DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO

Temi di ricerca

Parole chiave: Percezione Corporeità Presenza Virtuale Visualscape Composizione Movimento Ambiente immersivo Estetica digitale Soundscape Filosofia del teatro Vocalità

Scena performativa contemporanea (danza/teatro/suono elettronico);

Tecnologie e sistemi interattivi per la scena;

Analisi del movimento;

Estetica digitale;

Corporeità;

Percezione;

Presenza (gradazioni di);

Virtualità;

Ambiente;

Suono;



La ricerca si orienta attorno alla relazione tra la scena performativa contemporanea e le neo-tecnologie, con particolare attenzione rivolta alle diverse modalità attraverso le quali queste ultime entrano in relazione con il corpo e il movimento del performer, anche e sopratutto da un punto di vista del riassetto percettivo del performer nella composizione del movimento.

L'analisi vi avvale di un movimento trasversale tra territori disciplinari a carattere fisiologico e neuroscientifico, informatico, estetico-filosofico e musicale. Seguendo queste direttrici la ricerca muove verso la ridefinizione del concetto scenico di “presenza”, attraverso l'elaborazione di una teoria delle “gradazioni” – tecnologicamente mediate – che investono il corpo del performer, oltre alla complessità dei rapporti visivo/sonori che la scena contemporanea instaura.

Se una prima direttrice della ricerca guarda alle relazioni tra il corpo e le neo-tecnologie, un secondo aspetto si concentra sulla ridefinizione che le neo-tecnologie apportano alla riconfigurazione delle categorie di spazio e tempo scenico, elaborando una modalità compositiva della scena che l'avvicina a territori dell'installazione visiva e dell'elaborazione tecnologica del suono.

Emerge dall'intersezione delle due prospettive, un radicale ripensamento dell'assetto scenico e, di conseguenza, la messa in discussione di categorie come quella di “azione”, di “rappresentazione” a favore di un processo trasformativo che abbandona la logica della forma per accede a un'estetica del flusso tecnologico. La cornice all'interno della quale elaborare tali processi di trasformazione si concretizza nel concetto di opera-sistema.

L'intero lavoro di indagine sulla scena è percorso da una radicale ridefinizione del concetto di virtualità.

L'attenzione generale dell'analisi è dunque posta sulle forme sceniche contemporanee che tendono a integrare diversi codici compositivi, in un area di riferimento che va dall'Europa al Québec al Giappone (Romeo Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio, Scott Gibbons, Giardini Pensili, William Forsythe, Granular Synthesis, Cindy Van Acker, Myriam Gourfink, Kondition Pluriel, Corps Indice, Skoltz_Kolgen, Metamkine, Robert Lepage, Dumb Type/Rioji Ikeda, N+N Corsino, Wolf Ka).

Da un punto di vista metodologico, la ricerca si orienta verso la definizione di un « lexicon » di concetti e temi a carattere trasdisciplinare in cui i processi neo-tecnologici studiati si fanno processo di pensiero.

Lo studio e la ricerca attorno a queste prospettive si sviluppa in una piattaforma di relazioni internazionali avviate con il soggiorno presso il Département Danse de l'Université de Paris 8 nel 2005 e nel 2006 e dal 2008 con il progetto “Effets de présence” dell'Université du Québec à Montréal (Québec – Canada). 


Parole chiave attorno alle quali si orienta la ricerca:

corporeità, fiction, movimento, percezione, interfaccia, virtuale, paramorphe, presenza, bobyscape, azione, situazione, composizione, e-space, tempo (e sue dimensioni tecnologicamente indotte) visualscape, soundscape, immersione, interattività, ambiente, rappresentazione, trasformazione, opera-sistema.