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Claudia Golino

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia

Settore scientifico disciplinare: IUS/05 DIRITTO DELL'ECONOMIA

Direttrice Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia

Temi di ricerca

Parole chiave: Finanza pubblica Ordinamento professionale Mercato Autorità indipendenti Regolazione Pubblica Amministrazione Piccole e medie imprese Politica di coesione

Arrività di ricerca e percorso scientifico

 Dal 2002 al 2005, l'attività di ricerca collegata al Dottorato in Diritto ed Economia - Law and Economics, ha avuto per oggetto l'analisi dell'attività delle imprese non profit. Si è esaminato il profilo teorico, dal punto di vista giuridico ed economico, del settore non profit, costituito da un insieme ampio e variegato di organizzazioni che si differenziano l'una dall'altra per dimensioni, struttura organizzativa e fini istituzionali. Si sono analizzati, in particolare quali princìpi organizzativi e procedimentali i soggetti non profit, in relazione ai loro compiti, mezzi finanziari, tipologia, devono adottare per agire con logiche e forme imprenditoriali in settori nei quali gli obiettivi di efficienza imprenditoriale non sono misurabili secondo i parametri dei soggetti for profit. L'obiettivo dello studio è stato quello di analizzare i princìpi organizzativi che si possono applicare ai soggetti non profit traendoli dal mondo for profit e delle amministrazioni pubbliche. L'analisi si è svolta altresì alla luce delle nuove regole del diritto societario, specialmente quelle sulle cooperative, delle problematiche del principio di economicità delle imprese pubbliche e di quelle dei cosiddetti “costi sociali”, oltre che della riforma in senso privatistico della pubblica amministrazione, e – ad un altro livello – delle vicende della devolution. A conclusione di questo percorso di ricerca è stato pubblicato un saggio: “Enti non profit, attività di impresa e concorrenza”, in Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico, n. 3, 2006.

Dal 2006 al 2010, l'attività di ricerca si è incentrata sul tema degli Ordini e dei Collegi professionali, ricerca che ha preso le sue le mosse in ragione della regolamentazione in senso pubblicistico delle professioni. Infatti, l'evoluzione organizzativa subìta dall'attività professionale nei moderni ordinamenti europei di tipo continentale ha dimostrato esaurientemente che il settore in oggetto rivela spiccate note strutturali, riconducibili alla dogmatica amministrativa delle figure soggettive di organizzazione. L'aspetto maggiormente rilevante di questo fenomeno è costituito dal massiccio intervento statuale nella regolamentazione di molteplici professioni e, più specificamente, delle figure associative che organizzano, in vario modo, le diverse categorie professionali. Sulla scorta di queste considerazioni, la ricerca ha posto tra i suoi interrogativi fondamentali quale sia oggi il ruolo degli Ordini e dei Collegi professionali e se siano ancora attuali alcune caratteristiche degli stessi in relazione al mercato e alla sua prevedibile evoluzione, con uno sguardo costante agli altri ordinamenti dell'Europa continentale e dei Paesi anglosassoni.
I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati, in primo luogo, in uno studio monografico nel 2008: “Gli Ordini e i Collegi professionali nel mercato”, CEDAM, Padova, 2008; e in una relazione, dal titolo “Gli ordini e i collegi professionali: tensioni tra disciplina corporativa e disciplina concorrenziale” presentata alla Fourth Annual Conference della Italian Society of Law and Economics, svoltosi presso l'Università di Bologna, il 7 e l'8 novembre 2008.

Nel 2011 la ricerca è stata aggiornata ed è stata pubblicata una edizione riveduta della monografia all'interno della Collana del Dipartimento di Discipline Giuridiche dell'Economia e dell'Azienda dell'Università di Bologna, dal titolo “Gli Ordini e i Collegi professionali nel mercato. Riflessioni sul modello di ente pubblico professionale”, CEDAM, Padova, 2011.

Nel 2012 lo studio degli ordini e dei collegi professionali ha percorso un ulteriore approfondimento pubblicando un saggio dal titolo “Gli Ordini e i Collegi professionali nelle esperienze di civil Law a di common Law”, in JUS, vol. 1, 2012, presentato al Convegno di Studi “Il Diritto delle Libere professioni”, svoltosi presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Piacenza, il 26 febbraio 2010.

Dal 2010 al 2012 l'attività ricerca ha avuto un percorso parallelo avente ad oggetto il settore dei servizi idrici, sviluppando il tema in relazione alle sue caratteristiche economiche e alle ragioni dell'ampiezza dell'intervento pubblico, analizzando in particolare le specificità e le possibili criticità di un'organizzazione di stampo pubblicistico del settore, caratterizzata da intensi profili di complessità, inadeguatezza e frammentarietà. La ricerca ha operato in conclusione una ricognizione delle funzioni di regolazione del settore dei servizi idrici rilevando un ritorno ad una visione di regolazione indipendente del mercato. Il risultato di questa ricerca è stato pubblicato nel 2012 nel contributo a volume “Organismi pubblici di regolazione dei servizi idrici”, in AA.VV., Studi di Diritto dell'Economia e dell'Impresa in memoria di Antonio Cicognani, CEDAM, Padova, 2012.

Dal 2012 al 2013, l'attività di ricerca si è incentrata sulla elaborazione di un altro studio monografico che prende in analisi i principali riflessi sull'ordinamento nazionale dell'introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Costituzione repubblicana. In primo luogo, al centro dell'analisi è l'evoluzione della disciplina di bilancio europea, che prende le sue mosse dai primi sviluppi della costruzione dell'Unione economica e monetaria e dei vincoli che ne sono derivati, sino ad arrivare alla costruzione di un sistema di regole sull'assetto di una nuova governance economica europea che ha portato alle spinte verso una formalizzazione, all'interno delle Costituzioni degli Stati membri, del principio del pareggio di bilancio. In secondo luogo, l'analisi passa sul piano nazionale, con un esame dell'evoluzione della disciplina di bilancio all'interno del dibattito dottrinale e giurisprudenziale, dalla nascita della Costituzione sino ai nostri giorni. Infine, la ricerca si incentra sull'introduzione del principio del pareggio di bilancio con la riforma costituzionale del 2012, e sulla sua attuazione, cercando di rinvenirne le criticità emerse, che risultano ancora in fase embrionale trattandosi chiaramente di un terreno di recente esplorazione. Il tema, dunque, ha rappresentato un forte stimolo non solo a ragionare sull'attualità degli accadimenti del particolare momento storico che ha vissuto il nostro Paese, ma anche e soprattutto a ragionare sulle nuove forme del costituzionalismo inteso come progressiva ed intensiva istituzionalizzazione di limiti al potere politico.

Il risultato di questa ricerca è contenuto, in primo luogo, in una monografia dal titolo “Il principio del pareggio di bilancio. Evoluzione e prospettive, Padova, CEDAM, 2013” all'interno della Collana del Dipartimento di Discipline Giuridiche dell'Economia e dell'Azienda dell'Università di Bologna; in secondo luogo, in un saggio dal titolo “Gli effetti e le prospettive del pareggio di bilancio fra dimensione globale, Unione europea e ordinamento nazionale”, in GIUSTAMM – Rivista di Diritto Pubblico, ottobre 2013.

Relativamente al tema generale dei vincoli alla finanza pubblica, si è operato un approfondimento delle problematiche in relazione alle possibili ricadute sul nostro sistema di Welfare ad opera dei nuovi criteri cui deve necessariamente ispirarsi la nuova disciplina dei bilanci pubblici. Il risultato di questo studio è contenuto in: I vincoli al bilancio tra dimensione europea e ordinamento nazionale: le possibili ricadute sul welfare, in Innovazione e diritto, n. 4, 2013, tradotto anche in lingua inglese col titolo “Budgetary constraints among European Union and Italian Legal System, the possible effects on Welfare”, in Innovazione e Diritto, n. 4, 2013.

Sempre nel corso del 2013, l'attività si è concentrata sulle problematiche relative alla necessità di un ridimensionamento della spesa pubblica, a causa di un aumento assolutamente fuori dai parametri, del nostro debito. Lo studio ha preso in analisi il ruolo dei recenti provvedimenti di "spending review" nella specifica relazione con i costi per il pubblico impiego. Il risultato di questo lavoro di ricerca è contenuto in un saggio: “Il ruolo della spending review e il lavoro pubblico”, in Il Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni, n. 2, 2013.

Nel 2014 gli interessi di studio hanno ripreso il filone di ricerca incentrato sulla tematica delle public utilities, con l'obiettivo di analizzare anche altri settori (nel 2012, come riportato sopra, si è analizzato il settore dei servizi idrici), come quello dei trasporti. Infatti, il settore dei trasporti ha vissuto in quel tempo il difficile avvio della nuova Autorità e dunque, gli obiettivi di studio si sono incentrati nel mettere in luce le difficoltà di un settore composto da numerosi ambiti dalle caratteristiche eterogenee ma anche di esaltarne le sue potenzialità. Lo studio della regolazione indipendente delle public utilities, in questo contesto, si inserisce in generale nella più ampia tematica che prende in considerazione la definizione di una politica industriale più rigorosa, sia a livello europeo, sia a livello nazionale. Il risultato di questo lavoro è contenuto in: “La regolazione nel settore dei trasporti ed il difficile avvio della sua Autorità”, in GIUSTAMM.IT – Rivista di Diritto pubblico, maggio 2014.

Sempre nel 2014 le ricerche hanno anche visto l'impegno su tematiche relative alle Piccole e Medie Imprese, con particolare attenzione all'evoluzione del mercato di capitali e agli strumenti finanziari disegnati recentemente dal legislatore per questa particolare tipologia di impresa, che sempre più deve far fronte alle problematiche della crisi economica e finanziaria, con il tentativo di operare una ripresa. Il risultato di questa recente ricerca è contenuto in: “Il mercato finanziario per le piccole e medie imprese tra le difficoltà della crisi economica e nuove prospettive”, in Forum dei Quaderni costituzionali – Rassegna, giugno 2014.

Dalla fine del 2015 al 2018 le tematiche di ricerca hanno seguito due filoni principali. Il primo, riprende le tematiche relative allo studio della regolamentazione a favore delle attività produttive ed in particolare si incentra sull’analisi della disciplina per l’imprenditorialità giovanile e femminile, sia nell’ordinamento europeo che in quello nazionale, con l’obiettivo di verificare se ed in quale misura possano intravedersi prospettive per una nuova valorizzazione della libertà di iniziativa economica. I risultati di questa ricerca sono contenuti in due saggi: “Strumenti giuridici ed incentivi economici a favore dell’imprenditoria giovanile e femminile nel framework legislativo nazionale”, in Percorsi costituzionali, n. 1, 2017 e “Prospettive per una nuova valorizzazione della libertà di iniziativa economica di giovani e donne nel framework legislativo europeo e nazionale” in Federalismi.it, n. 3 2018.

Il secondo filone di studio, si incentra sul tema degli squilibri territoriali e sulla definizione di più incisivi paradigmi di intervento pubblico volti ad affrontarli che vedono le Istituzioni europee e nazionali in prima linea per realizzare uno sviluppo equilibrato dei sistemi economici e sociali. Il risultato dell’avvio di questa ricerca è contenuto in “L'efficacia della regolamentazione europea e nazionale per il Mezzogiorno”, in Rivista trimestrale di Diritto dell’Economia, vol. Supplemento n. 3-2015, p. 80-113, che ripercorre l’intervento pubblico per lo sviluppo del Mezzogiorno e valuta l’efficacia delle misure che da ciò sono derivate, e ne analizza possibili prospettive. In seguito, la ricerca si è incentrata sulla elaborazione di uno studio monografico che, allargando la visuale, si propone di indagare in quale modo le problematiche della riduzione delle disparità territoriali incida, da un lato, sul processo di integrazione europea nel suo insieme, e da altro lato, sulla relazione tra coesione e concorrenza, e dunque tra solidarietà e mercato, al fine di verificare se ed in che misura possa configurarsi un nuovo modello di intervento pubblico, sia di tipo sovranazionale sia statuale, per lo sviluppo economico e sociale dei territori e delle comunità di riferimento delle aree depresse. Il risultato di questo studio è contenuto in: “L’intervento pubblico per lo sviluppo economico delle aree depresse tra mercato e solidarietà”, pp. 1-184 – G. Giappichelli, Torino.

Tra la fine del 2018 e il 2019, lo studio ripercorre le tematiche affrontate più di recente, ed è volto a compiere una analisi delle prospettive del nuovo periodo di programmazione 2021-2027, partendo dalla necessità di dare sempre più rilievo ai territori in un’ottica di dare sempre più impulso allo sviluppo economico e sociale. Ma le ricerche compiono anche una disamina sulla efficacia della disciplina europea in tema di coesione e utilizzo degli strumenti finanziari di attuazione (Fondi strutturali europei): più in particolare, ciò che si rileva di interesse è la comparazione tra l’esperienza nazionale e quella di altri Stati membri dell’Unione europea in merito alla capacità di attrazione e di spesa delle risorse europee.