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Bruno Riccio

Professore associato

Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"

Settore scientifico disciplinare: M-DEA/01 DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE

Temi di ricerca

Antropologia ed etnografia delle migrazioni (Trasnazionalismo, mobilità, diversità multiculturalismo, cosmopolitismo, razzismo, mediazioni, seconde generazioni)
Antropologia dello sviluppo e del cambiamento sociale (cooperazione decentrata; co-sviluppo; rappresentazioni e culture dell'emigrazione)
Antropologia politica (conflitti etnici, cittadinanza, rappresentanza/rappresentazione, sfera pubblica)
Antropologia urbana (migrazioni, confini, globalizzazione, trasformazioni urbane, imprenditoria etnica)
Antropologia del turismo (Turismo culturale e sostenibile)
Etnografia e metodologia della ricerca qualitativa (Ricerche multi-situate)
Mobilità e migrazioni interne




Sulla base di uno studio etnografico “multi-situato” finalizzato ad analizzare le migrazioni transnazionali dei senegalesi e la costruzione sociale delle migrazioni sia nel contesto di partenza sia in quello di approdo (1995-2000), ho appreso che lo studio dei processi migratori beneficia enormemente dell'esplorazione simultanea di almeno tre realtà sociali: le istituzioni della società di approdo, gli stessi migranti e la società di origine. Questa impostazione metodologica ha continuato a caratterizzare gli interessi e le ricerche successive che si sono rivolte sia verso le esperienze degli operatori nei servizi per gli stranieri (volontariato, sindacato, formazione; 2001-2004) sia ai migranti provenienti dall'Africa a sud del Sahara (senegalesi, ghanesi 2003-2007). Inoltre, è sempre stata mia intenzione investigare tanto le pratiche quotidiane quanto le rappresentazioni del senso comune all'interno delle istituzioni e nei media locali e nazionali. Una particolare attenzione è stata rivolta alla cooperazione allo sviluppo decentrata attraverso le migrazioni (co-sviluppo), che si presenta come ambito di ricerca molto interessante proprio per la sua capacità di condensare gli aspetti prima evocati. Più specificatamente, sono state studiate le molteplici esperienze dell'associazionismo ghanese e senegalese in Emilia Romagna e nella provincia di Bergamo (2003-2007). Strettamente connesse a questi processi si sono rivelate anche le esplorazioni etnografiche in ambito urbano, grazie alle quali ho voluto investigare, dopo una pausa nell'antropologia del turismo culturale e sostenibile in Cambogia (2001-2004), le interazioni che animano lo spazio pubblico della città di Bologna, focalizzando l'attenzione sull'ethnic businness pakistano e bengalese e sulle conseguenti trasformazioni urbane (2003-2006). All'interno della ricerca PRIN "Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti", sono state studiate le esperienze di partecipazione politico-sociale dei giovani di origine straniera nella città di Bologna, focalizzando l'attenzione sulle loro attività associative e sull'analisi antropologica del concetto di cittadinanza (2007-2009). Sucessivamente (2010-2011) il materiale empirico raccolto nell'ultimo decennio è stato rivisitato per esplorare con più attenzione la dimensione religiosa nell'esperienza migratoria e contribuire in questo modo all'attività di studio del Centro RES (Religione Educazione Società) del Dipartimento di Scienze dell'Educazione. Più recentemente si è ripresa l'attnzione sui processi di razzializzazione e le ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini di origine straniera (2012-2013). Infine, ho il piacere di coordinare il neo-nato centro di ricerca MODI (Mobilità Diversità Inclusione sociale) e il progetto di ateneo FARB mobilità senza confini (2013-2016) che mi permette di mettere alla prova le prospettive analitiche, sviluppate con lo studio delle migrazioni transnazionali, nella ricerca sulle mobilità interne. Contemporaneamente, all'interno della neo-nata Società Italiana di Antropologia Applicata si stanno esplorando i potenziali della ricerca-azione all'interno dei servizi socio-educativi rivolti agli stranieri. Oltre che da un'attenzione alle relazioni socio-culturali, questo percorso di ricerca è caratterizzato da una predisposizione metodologica piuttosto diffusa in antropologia: prendere sul serio le persone e i loro modi di interpretare ed agire nel mutevole contesto in cui vivono. Ritengo che il sapere antropologico, costituitosi con questa vocazione a vedere la realtà dal punto di vista degli attori in gioco, sia estremamente rilevante nella comprensione della società contemporanea.