Foto del docente

Bruna Conconi

Professoressa associata

Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne

Settore scientifico disciplinare: L-LIN/03 LETTERATURA FRANCESE

Coordinatrice del Corso di Dottorato in Dese — les littératures de l'europe unie/ european literatures/ letterature dell'Europa unita

Temi di ricerca

Da sempre per lo più consacrata allo studio della letteratura francese cinque-seicentesca, l'attività di ricerca di Bruna Conconi è andata segnatamente concentrandosi nel corso degli ultimi anni sull'analisi del rapporto con la tradizione italiana. Gli ultimi risultati di tale ricerca sono stati presentati ai seguenti convegni internazionali: Convegno internazionale Le livre italien à Lyon à la Renaissance: auteurs, libraires, traducteurs (Lione, giugno 2014), con la comunicazione Fingere in nome della verità: il ‘Philalethes’ di Maffeo Vegio nella Lione di Vauzelles (Genève, Droz, 2017); Congresso annuale della Renaissance Society of America (Berlino, 26-28 marzo 2015), con la comunicazione Arétin ‘psalmiste’ entre Lyon et Paris: traductions, éditions, exemplaires; LXe Colloque International d’Etudes Humanistes « Poco a poco ». L’apport de l’édition italienne dans la culture francophone (giugno 2017, Tours-Paris, Centre d’Etudes Supérieures de la Renaissance - Bibliothèque Mazarine) con la comunicazione «Demonstrer ce qui est plus clair que le plein midy»: italianisme et traduction d’après les inventaires de la Croix du Maine et Du Verdier. Come referente della sezione concernente le traduzioni del progetto di ricerca internazionale EDITEF (che intende coordinare ricerche innovanti sugli attori della produzione, della commercializzazione e della conservazione del libro in italiano e delle sue traduzioni francesi, http://editef.hypotheses.org/le-projet/vos-referents-editef), in collaborazione con Elise Boillet ha organizzato una giornata di studi su La traduction de l’italien au français à l’Age Moderne: modalités et conséquences d’une professionnalisation che si è tenuta il 20 gennaio 2017 presso il Centre d’Études Supérieures de la Renaissance di Tours.

L'avvio di una ricerca che aveva come obiettivo l'edizione critica della traduzione francese della Humanità di Christo di Aretino ad opera di Larivey (1604), pubblicata nel 2009 presso l'editore parigino Champion, ha condotto all'indagine sulla ricezione dell'autore italiano oltralpe. I contributi più significativi a tale soggetto sono l'intervento ad un convegno su La traduzione del moderno nel XVI secolo (Groninga, 21-22 ottobre 2010) dal titolo 1539-1618: tempi, luoghi protagonisti della traduzione di Pietro Aretino in Francia. Con un primo repertorio ed una conferenza presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Padova (Cluep, 2012). Inoltre, nel corso degli ultimi anni, lo studio della presenza, all'interno di scritti francesi non solo letterari, di riferimenti all'opera dell'autore italiano, si è accompagnato all'analisi di dati che riguardano la circolazione dei testi e il loro lettorato: dati ottenuti attraverso lo spoglio di inventari di biblioteche private così come degli esemplari oggi conservati presso le biblioteche d'Oltralpe. I risultati intermedi di tale spoglio, giunto ormai a coprire più del 90% dei circa 400 esemplari reperiti, sono stati esposti in occasione di due convegni – La circolazione dei testi aretiniani nella Francia del XVII secolo (Université de Toulouse, 23-25 aprile 2009; Presses de l’Université de Toulouse-Le Mirail, 2010); Pietro Aretino nelle biblioteche di Francia: riflessioni su una ricerca in corso, in «Parce que c’estoit luy…». Atti della Giornata di studi, Università di Verona, Ier ottobre 2010. Studi sul Cinquecento in memoria di Michel Simonin, Gruppo di Studio sul Cinquecento francese, « Sidera », n. 1, 2017, pp. 1–13. Il repertorio già pubblicato, contenente la descrizione degli esemplari delle traduzioni francesi, sarà prossimamente affiancato da una monografia-catalogo dell'insieme della produzione aretiniana reperita.

Sempre al rapporto tra Italia e Francia è legato lo studio della ricezione nel nostro Paese di uno dei più importanti membri della intelligentsia ugonotta del XVI secolo, Philippe Duplessis-Mornay, di cui almeno tre opere ebbero diritto dal XVI al XVIII secolo ad una traduzione. La circolazione di un testo di controversia religiosa di autore riformato nel paese cattolico per eccellenza rende naturalmente di particolare interesse la messa a fuoco del luogo e del momento in cui tali operazioni culturali poterono essere portate a termine. Anche in questo caso ad essa si è accompagnato il tentativo di dare un volto al lettore ideale e reale, grazie all'esame di un centinaio di esemplari finora rinvenuti nelle biblioteche della Penisola. È stata inoltre portata a termine l'edizione critica di una ventina di lettere inedite del Mornay rinvenute presso la Biblioteca Angelica di Roma e collazionate con altri testimoni conservati presso le biblioteche Sorbona di Parigi, Nazionale di Vienna, Universitaria di Leida. Gli obiettivi e la metodologia che hanno sotteso lo studio della ricezione italiana del Mornay sono ugualmente alla base della ricerca avviata sulle traduzioni italiane di Giovanni Calvino, oggetto dell'intervento intitolato Tracce di lettura e di lettori negli esemplari delle traduzioni di Calvino conservati nelle biblioteche italiane, presentato al convegno su Giovanni Calvino nel quinto centenario della nascita (Firenze, 14-16 marzo 2009; Paris Garnier, 2013), e del volume Le traduzioni italiane di Giovanni Calvino. Storie di libri e di lettori, Bologna, Odoya-I libri di Emil, 2016. Per la continuazione della ricerca, che ha come obiettivo finale la pubblicazione di una monografia, e che prevede anche in questo caso la stesura di un catalogo, è in corso anche lo studio delle traduzioni italiane delle altre due guide riformate francofone, Théodore de Bèze et Pierre Viret.

Sempre attinente a questioni di ricezione, ma riconducibile alla produzione di quella sorta di nazione a parte che è il Refuge ugonotto nei paesi nord-europei, è stato l'ultimo intervento presentato nel novembre 2011 al convegno internazionale tenutosi presso l'Università “La Sapienza” di Roma sul Quarto libro di Rabelais: Londres, 1694 : Pierre le Motteux interprète le ‘Quart livre' de Rabelais (Garnier, 2012).

L'Histoire memorable de la ville de Sancerre di Jean de Léry, cui era stata in origine dedicata una monografia, ha aperto la via ad un secondo filone di ricerca su Storia e Letteratura: già punto di partenza di un'indagine sulle strategie di recupero del sapere antico nella storiografia riformata della seconda metà del XVI secolo, l'Histoire memorable è stata più recentemente spunto per alcune riflessioni sulla figura del traditore nella letteratura francese del Rinascimento in un saggio pubblicato nella rivista “Seizième Siècle” (2009) e sul suo X capitolo, fonte dei Tragiques di d’Aubigné (“Cahiers d’Etudes italiennes”, 2013). Uno studio in corso di pubblicazione ha per oggetto le traduzioni tedesca, olandese e latina del testo di Léry (il saggio Sancerre en Europe sarà pubblicato presso l’editore Droz all’interno dei Mélanges in onore del Prof. Frank Lestringant dell’Université Paris-IV Sorbonne) e un saggio sul tema della guerra nella produzione di Agrippa d’Aubigné è stato edito nel volume collettaneo Marte e le muse, che riunisce i contributi dei docenti del Dottorato DESE-Littératures de l'Europe Unie: Quando un frammento di storia diventa poesia: d’Aubigné, Sancerre e il gioco delle fonti, in «Rilune», 10, 2016, pp. 58-81 (traduzione francese in corso di stampa nella «Revue d'histoire du protestantisme»).

Il rapporto tra letteratura e teologia, cui è dedicato un terzo filone di ricerca, ha avuto negli ultimi anni oggetto d'approfondimento una pièce teatrale di inizio '600 centrata sulla storia di Francesco Spiera. La fine tragica dell'avvocato padovano morto di disperazione per aver abbandonato “la verità del Vangelo” attirò infatti immediatamente l'attenzione di storici e teologi di primo piano, quali Sleidan e lo stesso Calvino, ma finì ben presto per penetrare anche l'universo letterario, come dimostra la tragedia François Spiera, ou le desespoir presa in esame in un saggio pubblicato nel 2012 presso l'editore parigino Garnier. È stata edita, all’interno degli atti del convegno Tradurre lo spirito. Scritture eterodosse italiane nel Cinquecento francese ed europeo, tenutosi a Milano il 17-18 settembre 2014, la prima parte del saggio Contributi italiani al mito della Riforma: le lettere dal carcere di Giovan Luigi Pascale e la storia della vita di Galeazzo Caracciolo (in «Studi di Letteratura Francese», XLI, 2016, pp. 155-174; la seconda parte è in corso di pubblicazione all’interno della stessa rivista). All’interno di questo filone si inseririrà anche l’intervento al seminario Topographie de la Réforme (Università Sorbona, 11 gennaio 2018), intitolato Les preuves qui viennent du sud: Jean Crespin et la Réforme italienne.

Il quarto ed ultimo filone di ricerca è dedicato allo studio di relazioni di viaggio nate da esperienze ben differenti da quelle che diedero tradizionalmente vita alla letteratura odeporica del XVII secolo. Un articolo tratta della ricezione della cultura inglese da parte di un rifugiato (“On se moque ici de toutes les loix du Théatre d'Aristote et des nôtres”: limiti ed intuizioni di un osservatore ugonotto oltremanica ai tempi della crisi della coscienza europea, Bononia University Press, 2011); ma all'indomani della Revoca dell'Editto di Nantes, la soluzione della questione protestante prevede anche, per i sudditi ugonotti refrattari alla conversione, l'esperienza delle galere e la deportazione nei territori d'Oltremare. Le testimonianze prese in esame raccontano, senza ovviamente esimersi dal tributo ai topoi del genere, il viaggio di questi “forzati per la fede”: un articolo è stato pubblicato presso Peter Lang (2008); un secondo su Letture galeotte: libri, lettori, biblioteche nelle galere del Re Sole nella “Rivista di storia e letteratura religiosa” (2011). Sempre riconducibile alla produzione di quella sorta di nazione a parte che è il Refuge ugonotto nei paesi nord-europei, e sempre attinente a questioni di ricezione, à l'ultimo intervento presentato nel novembre 2011 al convegno internazionale tenutosi presso l'Università “La Sapienza” di Roma sul Quarto libro di Rabelais: Londres, 1694 : Pierre le Motteux interprète le ‘Quart livre' de Rabelais (Garnier, 2012).

La letteratura del XVI secolo è infine anche l’oggetto dei convegni dei cui atti Bruna Conconi è stata curatrice, rispettivamente dedicati a Didon se sacrifiant di Etienne Jodelle e alle Histoires tragiques di François de Rosset (entrambi pubblicati presso la casa editrice bolognese Odoya nel 2014).