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Susanna Mancini

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Settore scientifico disciplinare: IUS/21 DIRITTO PUBBLICO COMPARATO

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Sentenze citate nelle lezioni di Diritto Pubblico Comparato del 22/09/2020

Sentenze citate nella lezione del 22/09/2020

Lawrence v. Texas, 539 U.S. 558 (2003) (uso della comparazione da parte della C.S. USA per dichiarare incostituzionale la legge del Texas che sanzionava penalmente i rapporti sessuali tra adulti maschi consenzienti).

Dudgeon v. United Kingdom Application No. 7525/76 (1981) (caso utilizzato dal giudice Kennedy nell’opinione di maggioranza in Lawrence v. Texas, in cui la Corte EDU ritenne che la Sezione 11 della legge sull'emendamento 1885 del codice penale che criminalizzava gli atti omosessuali maschili in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord violasse la CEDU).

Carmichele v Minister of Safety and Security (CCT 48/00) [2001] ZACC 22; 2001 (4) SA 938 (CC); 2001 (10) BCLR 995 (CC) (in cui la Corte Sudafricana cita DeShaney e Osman, e decide che lo Stato è responsabile per i danni cagionati da omissione da parte dei soggetti preposti. Il caso concerneva la responsabilità della polizia e del pubblico ministero nella scarcerazione di un pregiudicato, che, in attesa di un nuovo processo per violenza sessuale, aveva brutalmente assalito la ricorrente. La Corte fa leva sulla sez. 39(2) Cost., che stabilisce che nell’interpretare il Bill of Rights, le corti “devono promuovere i valori di base di una società aperta e democratica, fondata sulla dignità umana, sull’eguaglianza e sulla libertà”. Lo stesso articolo stabilisce chele corti “devono tenere conto del diritto internazionale” e “possono tenere conto del diritto straniero.”

DeShaney v. Winnebago County, 489 U.S. 189 (1989) (caso citato dalla Corte Sudafricana in Carmichele, per dissociarsi dalla giurisprudenza americana, in cui la Corte Suprema USA ritenne che il fatto che i servizi sociali statali non abbiamo prevenuto gli abusi su di un minore da parte del padre non ha violato il diritto del bambino a norma del Quattordicesimo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. La Corte Suprema USA afferma qui in sostanza che i diritti fondamentali hanno applicazione esclusivamente verticale, e che i cittadini non possono rivalersi contro le istituzioni pubbliche che non li hanno protetti dalla violenza da parte di attori privati).

Castle Rock v. Gonzales, 545 U.S. 748 (2005) (caso in cui la Corte Suprema USA cita il precedente di DeShaney per negare che vi sia stata violazione dei diritti della ricorrente, a cui l’ex marito, in violazione di un ordine restrittivo della Corte del Colorado, rapí ed uccise le tre figlie, nell’inerzia della polizia. La Corte afferma che, anche in presenza di un ordine restrittivo, la polizia ha sempre la discrezionalità di valutare se intervenire o meno a tutela della persona a protezione della quale l’ordine restrittivo è stato adottato). In seguito la Commissione Interamericana dei Diritti dichiara che gli USA hanno violato i diritti umani della ricorrente e delle sue bambine. Se vi interessa, Jessica Gonzales racconta la storia del suo caso qui:

https://www.law.miami.edu/academics/clinics/human-rights-clinic-gonzalez-usa

Osman v. United Kingdom Application No. 23452/94 (1998) (caso citato dalla Corte Sudafricana in Carmichele come esempio di compatibilità con la Costituzione Sudafricana, in cui la Corte Edu condannò il Regno Unito, che non aveva adottato misure idonee ad impedire l’uccisione di un padre e di suo figlio da parte di un soggetto che aveva più volte manifestato condotte ossessive nei confronti dello stesso nucleo familiare. Qui la Corte Edu tara il giudizio di responsabilità dello Stato sulla prevedibilità degli atti lesivi in danno di un individuo e sulla ragionevolezza delle misure da adottare per impedire la materializzazione del rischio. In questo caso e nei molti che seguono, la Corte Edu stabilisce che gli stati abbiano un obbligo di natura positiva di proteggere gli individui dalla violenza privata).

Pubblicato il: 23 settembre 2020