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Susanna Mancini

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Settore scientifico disciplinare: IUS/21 DIRITTO PUBBLICO COMPARATO

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Sentenze citate nelle lezioni di Diritto Pubblico Comparato del 23/09/2020

Sentenze citate nella lezione del 23/09/2020

Roper v. Simmons, 543 U.S. 551 (2005): la Corte Suprema USA vieta la condanna a morte di tutti i minorenni al momento del reato, perché lesiva dell'VIII Emendamento -che vieta le punizioni crudeli e inusuali-, e perché non tiene conto dell’ “evolversi degli standard di decenza che segnano il progresso di una società civile” e non prende in considerazione l'instabilità e gli squilibri emotivi tipici dell’ adolescenza. Il giudice Kennedy afferma che la Corte Suprema debba tenere conto dell'opinione pubblica internazionale contraria alla pena di morte per ai minorenni. (“Solo sette paesi oltre agli USA hanno eseguito condanne a morte di minorenni…: l’Iran, il Pakistan, L’Arabia Saudita, lo Yemen, la Nigeria, la Repubblica Democratica del Congo e la Cina). La decisione venne assunta a maggioranza di 5 contro 4.

R v. Keegstra, [1990] 3 SCR 697 (la Corte Suprema del Canada afferma la costituzionalità della norma del Codice penale che proibisce la promozione volontaria dell’odio contro un gruppo identificabile. Il caso concerneva un insegnante che divulgava teorie anti-semite).

Collin v. Smith (c.d. caso “Skokie”) Court of Appeal (US) 578 F. 2nd 1197 (7th Cir. 1978) (la Corte d’Appello stabilisce che i nazisti possano organizzare una manifestazione in un quartiere a maggioranza ebraica, con molti residenti scampati all’Olocausto, perché il Primo Emendamento protegge anche le opinioni espresse dai gruppi non popolari)

R.A.V. v. City of St. Paul, 505 U.S. 377 (1992) (la Corte Suprema degli USA dichiara l’incostituzionalità di un’ordinanza che proibiva l’uso di “fighting words” motivate dal razzismo perché contraria al Primo Emendamento. Con questa sentenza viene anche annullata la condanna inflitta ad un individuo dalla Corte Suprema del Minnesota per aver bruciato una croce sul prato della casa di una famiglia afro-americana [NB che l’atto di bruciare la croce ha una connotazione tipicamente razzista associata al KKK], perché ritiene incostituzionali –a norma del primo Emendamento- le restrizioni alle manifestazioni del pensiero basate sul loro contenuto, equiparando l’atto di bruciare la croce ad un’espressione del pensiero.

Pubblicato il: 24 settembre 2020