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Sonia Cavicchioli

Professoressa associata

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: L-ART/02 STORIA DELL'ARTE MODERNA

Temi di ricerca

Parole chiave: Committenza Arte e cultura benedettina Arte e letteratura Iconografia Eredità dell'antico nel moderno Grande decorazione Arte del Rinascimento e del Barocco

Fra i miei principali interessi di ricerca rientrano la fortuna dei temi classici e biblici in età moderna, cui ho dedicato i volumi Le metamorfosi di Psiche (Marsilio 2002, tradotto in inglese e francese rispettivamente dagli editori Braziller, New York e Flammarion, Paris) e Les figures de David à la Renaissance, curato con E. Boillet e P.A. Mellet (Genève, Droz, 2014); e il mecenatismo e la storia degli Estensi di Ferrara e Modena, di cui sono frutto la cura dei volumi Il principe e le cose (CLUEB, 2010) e Modena Barocca (Edifir 2013, con S. Casciu, E. Fumagalli) e la monografia L’aquila e ‘l pardo. Rinaldo I e il mecenatismo di casa d’Este nel Seicento (Franco Cosimo Panini, 2015).

 

1.

Grande decorazione e committenza nel Cinque e Seicento emiliano. La ricerca privilegia Modena, sede della corte estense a partire dalla fine del XVI secolo, pur mantenendo costante l’interesse per Bologna nei secoli dell’età moderna, sia per ragioni didattiche che per progetti di collaborazione con colleghi. Alcune imprese decorative particolarmente rappresentative vengono studiate dal punto di vista stilistico, iconografico e tipologico. Si tratta di una linea di ricerca perseguita negli anni anche recenti, come documentato da alcune pubblicazioni recenti (S. Cavicchioli, a cura di , Fille de France, Dux Mutinae. Studi intorno a Laura Martinozzi d’Este reggente del Ducato di Modena (1662-1674), Modena, Il Bulino, 2009 (nel volume pubblica il saggio: Una principessa dall’animo grande. Laura Martinozzi mecenate negli anni della reggenza (1662-1674), pp. 89-117); S. Cavicchioli, a cura di, Il principe e le cose. Studi sulla corte estense e le arti nel Seicento, Bologna, CLUEB, 2010; S. Cavicchioli, La difficile successione a Francesco I d’Este. Appunti su un quarantennio di storia collezionistica familiare (1658-1694), in «Paragone», S. III, LXI, n. 91, 2010, pp. 49-64; S. Cavicchioli con S. Casciu, E. Fumagalli, a cura di, Modena barocca. Opere e artisti alla corte di Francesco I d’Este (1629-1658), atti del Convegno internazionale, Firenze, Edifir, 2013 (nel volume pubblica il saggio: Francesco I collezionista nel carteggio dei suoi ambasciatori a Roma, pp. 49-60). Attualmente la ricerca sta proseguendo su due versanti: alcune specifiche committenze ducali di grande importanza artistica trascurate dagli studi (per es. committenze in terra francese da parte di Laura Martinozzi d’Este); lo studio delle dimore ducali, ancora oggi assai lacunoso. A questo secondo orizzonte della ricerca è dedicata un’ampia ricerca d’archivio, e una ricognizione delle fonti, spesso sorvolate dalla ricerca precedente. Fuoco dello studio è la genesi di alcune grandi imprese decorative (per es. la straordinaria decorazione ad affresco dei principali saloni di rappresentanza del palazzo Ducale modenese, patrocinata dal duca Rinaldo I nei primissimi tempi del suo governo), col fine di comprendere le ragioni di alcune scelte iconografiche molto originali, di decifrare – se possibile – alcuni soggetti ancora “misteriosi” arrivando a leggerne il significato in rapporto alle condizioni politiche del ducato, alla cultura del tempo con cui il duca si misurava, e alla gloriosa storia del mecenatismo estense, di cui i membri recenti della dinastia erano molto consapevoli. Per quel che riguarda Bologna, i punti di interesse sono la corte bentivolesca e le committenze dei cardinali legati soprattutto nel Seicento, cui ho dedicato in anni recenti alcune ricerche rese in parte note in occasione di conferenze presso le Collezioni comunali d’arte di Palazzo d’Accursio.

2.

Arte e cultura monastica. Il tema prende avvio dalla ricerca sul monastero benedettino di San Pietro in Modena, abbazia di storia millenaria, colpito nel 2012 da un terremoto che ha reso necessari indagini diagnostiche e restauri. Si è così avviato un processo di ricerca integrato fra approfondimento della cultura monastica e attenzione alla tutela del bene culturale. Da allora, in collaborazione con l’arch. Vincenzo Vandelli, si è organizzata la giornata di studi “Su questa pietra…” (2013) durante la quale studiosi di cultura , arte e storia benedettina, si sono avvicendati a funzionari e Soprintedenti responsabili di restauri nell’abbazia di San Pietro, e agli studiosi e tecnici che svolgono indagini conoscitive e diagnostiche sui materiali e sui manufatti. Il convegno e il volume ricavatone, dal titolo"Su questa pietra...". Nuovi studi e ricerche sull'abbazia benedettina di San Pietro in Modena , a cura di S. Cavicchioli e V. Vandelli, Modena, Panini, 2014 (contiene S. Cavicchioli, Arca testamenti Domini. Scritture e immagini per la decorazione dell’organo, pp. 153-163) hanno avuto entrambi il patrocinio del Dipartimento. Il lavoro è poi continuato con il convegno internazionale di studi Arte nei monasteri, arte per i monasteri (Monastero di San Pietro, Modena, 28-29 novembre 2014), che ha visto fra l’altro la partecipazione di alcuni dottorandi e giovani laureati, di cui si ha in animo di pubblicare gli atti. Attualmente il fronte della ricerca è aperto su due linee: lo studio di un grande affresco di cui è in corso il restauro finanziato da un privato, del quale sono direttrice scientifica si è rivelato di grandissima importanza. È stata infatti rimessa a nudo una figura totalmente scialbata, ed è emersa un’architettura dipinta di altissimo pregio. Ho dunque intrapreso lo studio dell’opera pressoché inedita, che è necessario condurre introducendo in modo organico questa decorazione nell’ambito delle abitudini decorative dei grandi monasteri benedettini cassinesi di età moderna (l’affresco si data al terzo decennio del Seicento). La ricerca continua inoltre sul fronte della ricerca architettonica e dell’interesse per il restauro. Si sta dunque lavorando a un progetto di ricerca con alcuni studiosi italiani e stranieri, e in particolare con una collega della University of Texas, Arlington, i cui studi sul monastero benedettino di San Giovanni Evangelista a Parma sono da tempo motivo di scambio. È in preparazione un convegno internazionale per la primavera 2016, che sarà finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena,  sulla base di un bando a cui abbiamo concorso col progetto scientifico.

3.

Persistenza di temi classici e biblici nell'età moderna e contemporanea. Questa linea di ricerca si propone di studiare i modi della rappresentazione e l'influenza che alcuni soggetti ereditati dall'antichità greco-romana ed ebraica hanno avuto nei secoli recenti in rapporto al mutare della sensibilità e del gusto. Proseguendo un lavoro iniziato negli anni passati, ha per oggetto alcuni temi, letterari e non, ereditati dall'età classica: la favola di Psiche, le mitologie astrologiche e la figura della Fortuna nel XVI secolo sono state al centro degli interessi anche recenti, come si può riscontrare nei prodotti della ricerca. Altrettanto dicasi per i Trionfi antichi e petrarcheschi (cui è stata dedicata una mostra e il relativo catalogo), e per la figura biblica del re David, al quale è stato dedicato un convegno internazionale organizzato presso il CESR dell’Università di Tours, i cui atti sono stati pubblicati nel 2014. Al momento si stanno studiando alcune figure, quali le Muse, e le allegorie politiche di Giustizia e Pace nei loro risvolti politici e di propaganda.