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Sandro Mezzadra

Professore associato confermato

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: SPS/01 FILOSOFIA POLITICA

Temi di ricerca

1. Autori classici del pensiero politico europeo (Hobbes, Spinoza, Marx).
2. Storia delle scienze politiche, sociali e giuridiche tedesche tra Otto e Novecento.
3. Storia e trasformazioni contemporanee del concetto di cittadinanza.
4. Teoria critica contemporanea (con particolare riferimento agli sviluppi del cosiddetto post-operaismo).
5. Globalizzazione e movimenti migratori.
6. Studi postcoloniali.
7. Storia del pensiero politico afro-americano, con particolare rifermento all'opera di W.E.B. Du Bois.
8. Trasformazioni dei confini nell'età globale


La mia attività di ricerca si è collocata sul confine tra la Storia delle dottrine politiche e la Filosofia politica fin dagli anni di studio trascorsi nella Facoltà di Filosofia dell’Università di Genova: qui, l’interesse per la teoria politica contemporanea mi ha condotto a ritroso verso il momento aurorale della filosofia politica moderna, inducendomi in particolare a concentrarmi sull’opera di Thomas Hobbes, a cui ho dedicato la tesi di laurea. Successivamente, nel corso dei miei studi nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna, sono andato maturando un accentuato interesse per le scienze politiche, sociali e giuridiche tedesche tra Otto e Novecento. Ho coltivato questo interesse per molti anni, a partire dall’idea che gli sviluppi di quelle scienze costituissero la rielaborazione di una serie di questioni filosofiche maturate all’interno dei dibattiti sullo storicismo e sulle «scienze dello spirito». Sia la mia tesi di laurea in Scienze politiche, dedicata all’opera di Hans Freyer, sia la dissertazione di dottorato (successivamente rielaborata in volume nel 1999) sul pensiero giuridico e politico di Hugo Preuss, collocato all’interno della storia costituzionale tedesca tra il II Reich e la Repubblica di Weimar, rientrano in questo ambito di studio, che è rimasto a lungo centrale nella mia attività scientifica, come è attestato dalle numerose pubblicazioni che a esso si riferiscono. Il lavoro all’interno di riviste come «Filosofia politica» e «Scienza & politica» mi ha contemporaneamente consentito di maturare una peculiare metodologia di ricerca, che ha preso forma all’incrocio tra le tradizioni della storia concettuale e della storia costituzionale tedesca. Negli anni successivi alla mia presa di servizio come ricercatore, anche per via delle sollecitazioni che mi sono venute dall’impegno didattico, ho altresì applicato questa metodologia nella redazione di capitoli di manuali di storia delle dottrine politiche e nella preparazione di antologie dedicate ad autori classici (Marx, insieme con Maurizio Ricciardi) o a concetti fondamentali (cittadinanza) della moderna filosofia politica.

Contemporaneamente, una serie di studi nel campo della teoria politica contemporanea mi ha condotto a concentrare la mia attenzione sulle trasformazioni della cittadinanza nel contesto dei cosiddetti processi di globalizzazione (su cui ho curato un volume collettaneo nel 2000 insieme con Agostino Petrillo, pubblicando numerosi saggi negli anni successivi), e in particolare sul rapporto tra cittadinanza, trasformazioni del capitalismo e movimenti migratori. A quest’ultimo tema ho dedicato un volume nel 2001 (riedito con sostanziali aggiunte nel 2006), muovendo dalle sollecitazioni derivate da una specifica articolazione dei miei studi “germanistici” (ovvero dalle ricerche dedicate dal giovane Max Weber nei primi anni Novanta dell’Ottocento alla condizione dei lavoratori agricoli nei territori a est dell’Elba, di cui ho anche curato insieme con Furio Ferraresi un’ampia silloge, uscita per i tipi della casa editrice Laterza). L’interesse per questi temi mi ha da una parte condotto a riscoprire, e a riproporre in una nuova edizione italiana, un classico del pensiero politico novecentesco: il saggio su Cittadinanza e classe sociale di T.H. Marshall. Dall’altra mi ha condotto a dedicare una quota crescente della mia attività scientifica all’approfondimento di un filone di studi di derivazione anglosassone, poco noto nel nostro paese negli anni in cui ho cominciato a occuparmene: i cosiddetti studi coloniali e postcoloniali. A questi ultimi ho dedicato una serie di articoli e di edizioni di testi, nonché, nel 2008, una monografia: anche la mia partecipazione alla fondazione della rivista «Studi culturali», il cui primo numero è uscito nel giugno 2004 per i tipi del Mulino, si inscrive del resto in questo filone di lavoro.

Il mio lavoro sui temi proposti dagli studi postcoloniali, condotto in un dialogo costante con alcuni dei protagonisti di questa corrente di studi, si è progressivamente concentrato su temi fondamentali del dibattito filosofico-politico contemporaneo: la soggettivazione politica, la teoria della giustizia, il rapporto tra inclusione ed esclusione nelle trasformazioni della cittadinanza, lo statuto dell’universale. Questi stessi temi, collocati sullo sfondo delle trasformazioni contemporanee del capitalismo, sono stati del resto negli ultimi vent’anni al centro dell’intera mia attività di ricerca, e hanno in particolare caratterizzato sia i miei studi su W.E.B. Du Bois e il pensiero politico afro-americano (coronati nel 2010 con la pubblicazione di un’ampia raccolta dei suoi scritti, a cui ho premesso una lunga introduzione) sia il mio lavoro sulle trasformazioni contemporanee dell’istituto del confine (su cui ho tra l’altro pubblicato un libro con l’amico e collega australiano Brett Neilson, intitolato Border as Method, or, the Multiplication of Labor, Durham, NC – London, 2013). Nel corso di questo lavoro ha del resto assunto una rinnovata importanza il confronto critico con l’opera di Marx, a cui ho dedicato recentemente una monografia (Nei cantieri marxiani. Il soggetto e la sua produzione, Roma, manifestolibri, 2014, tradotta in spagnolo nel 2014 e in inglese nel 2018). Negli ultimi anni ho poi proseguito l’intensa collaborazione con Brett Neilson: il nostro secondo libro, intitolato The Politics of Operations. Excavating Contemporary Capitalism, è uscito all’inizio del 2019 per Duke University Press e si propone di analizzare criticamente alcuni aspetti del capitalismo contemporaneo muovendo da un’analisi incrociata di finanza, estrazione e logistica.