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Pier Paolo Piccaluga

Professore associato

Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale

Settore scientifico disciplinare: MED/08 ANATOMIA PATOLOGICA

Temi di ricerca

Patobiologia dei linfomi T (1997-oggi)

Per meglio comprendere la patogenesi molecolare dei linfomi a cellule T-periferiche sono stati impiegati diversi approcci, dall'analisi immunofenotipica allo studio del profilo di espressione genica, dalla genotipizzazione ad alta risoluzione ai modelli funzionali in vivo ed al sequenziamento di nuova generazione (attualemnte in corso). Tali attività, per le quali sono stati ottenuti finanziamenti ad hoc,  sono state svolte anche in rappresentanza di gruppi internazionali quali lo European T-cell lymphoma study group, International T-cell lymphoma Project ed il T-cell Project, con rilevanti contributi sotto i profili patobiologico e clinico.

Patobiologia del linfoma di Burkitt (2007-oggi)

Sono state eseguite analisi molecolari di vario genere, inclusi studi del profilo di espressione genica e di miRNA, in stretta collaborazione con Ricercatori dell'Università di Siena e di alcune istituzioni Africane (in primis della Makerere University in Uganda), volte a comprendere la patogenesi del linfoma di Burkitt endemico, ossia la variante tipica dei paesi in via di sviluppo, ed il ruolo di alcuni virus (tra cui EBV) nell'eziologia della malattia. Sono stati ottenuti finanziamenti specifici e, grazie ai contributi presentati, il sottoscritto è stato invitato a far parte dell'INCTR (International Network for Cancer Treatment and Research), l'ente che promuove la ricerca ed il supporto delle attività cliniche nei paesi a più basso tenore economico.



Sviluppo di nuove terapie linfomi

Spesso sulla base delle indicazioni ottenute dalle analisi molecolari ed immunofenotipiche, sono stati condotti trials clinici innovativi volti a migliorare lo standard di cura dei pazienti affetti da linfoma non Hodgkin, in stretta collaborazione con il Prof.Zinzani e la Fondazione Italiana Linfomi.



Nuove tecnologie per la diagnosi ed il monitoraggio delle oncoemopatie (2006-oggi)

Tecnologie innovative sono state applicate allo studio dei linfomi e delle leucemie al fine sia di caratterizzarne al meglio la patobiologia, sia di monitorarne il decorso nel setting clinico. A tal riguardo, il candidato è stato scelto dalla Fondazione Italiana Linfomi quale responsabile di uno dei 4 laboratori cui fare riferimento a livello nazionale per lo studio della malattia minima residua nei linfomi. Tra le metodiche più utilizzate il gene e miRNA expression profiling, il seuqneziamento di nuova generazione, gli SNP arrays, i tissue microarrays, gli array di metilazione e la PCR quantitativa.



Patobiologia e terapie delle leucemie acute mieloidi (1998-oggi)

In quest'ambito sono stati effettuati studi squisitamente clinici, clinico-patologici (soprattutto volti alle analisi di malattia minima residua e di caratterizzazione del sarcoma mieloide) e patobiologici (in corso uno studio internazionale, coordinato a Bologna, sui tumori blastici di derivazione dalle cellule plasmacitoidi dendritiche che prevede lintegrazione di gene e miRNA expression profiling, sequenziamento, citogenetic ed anlisi funzionali in vivo).



Terapia mirata nella leucemia acuta linfoblastica (1998-oggi)

Anche in questo settore sono stati svolti studi di tipo clinico, clinico-patologico e patobiologico, utilizzando spesso tecnologie innovative ed introducendo nuovi farmaci nella terapia. Significativi in questo senso gli studi sulle forme BCR/ABL1 positive e l'uso di interferone ed inibitori delle tirosin chinasi da un lato e la caratterizzazione molecolare estensiva dall'altro. Grazie ai contributi prodotti, il candidato è stato accolto nell'EWALL (European Working Party on adult Acute Lymphoblastic Leukemia), il ristrettissimo gruppo di studio creato su iniziativa della Comunità Europea tramite lo European Leukemia Net ed ora afferente alla European Hematology Association.



Mielofibrosi e microambiente

L'interesse per il ruolo del microambiente nello sviluppo e nel mantenimento delle oncoemopatie ha condotto allo studio della mielofibrosi primaria ed altre patologie midollari ed extramidollari. In collaborazione con l'Università di Palermo e l'Istituto Nazionale Tumori di Milano sono stati condotti diversi studi, mentre un trial clinico di fase II fu condotto a Bologna con importanti risultati.



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