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Paola Brembilla

Professoressa associata

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: PEMM-01/B Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali

Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale

Contenuti utili

● Guida alla redazione della tesi di laurea ●

 

● Potete scaricare la Guida alla redazione della tesi di laurea, in versione PDF, da questo link ●

 

PRIMA DI INIZIARE

Questa guida raccoglie le indicazioni per la preparazione e la redazione delle tesi di laurea di cui sono relatrice.
Le norme riportate in questa pagina devono essere lette attentamente prima di iniziare il lavoro e rispettate durante tutte le fasi della ricerca, della scrittura e della revisione.
Il mancato rispetto sistematico di queste indicazioni, anche dopo le revisioni, incide sulla valutazione finale della tesi.
Tutti gli elaborati vengono sottoposti al controllo antiplagio tramite Compilatio.

 

Lo scopo della tesi

Lo scopo della tesi è dimostrare la capacità di applicare metodi, concetti e strumenti acquisiti durante il percorso di studi all’analisi di uno o più casi di studio, nel rispetto delle convenzioni della scrittura accademica.

Una tesi non è una recensione, una sinossi o una semplice raccolta di informazioni. È un lavoro di ricerca che utilizza fonti attendibili e strumenti teorici per sviluppare un’argomentazione autonoma e criticamente consapevole.

Nella maggior parte dei casi, il lavoro si articola secondo questo percorso:

  • definizione della domanda di ricerca o dell’obiettivo dell’elaborato;
  • ricostruzione del quadro teorico e dello stato degli studi;
  • analisi del caso o dei casi di studio;
  • conclusioni, nelle quali si risponde alla domanda iniziale o si traggono considerazioni complessive sull’oggetto di ricerca.

Una conclusione non coincide necessariamente con una risposta definitiva: anche l’impossibilità di rispondere alla domanda di ricerca può costituire un risultato significativo, purché sia adeguatamente argomentata.

 

USO DELL’IA GENERATIVA NEL LAVORO DI TESI

L’IA generativa può costituire uno strumento utile a supporto dello studio individuale, ad esempio per approfondimenti, sintesi (ma solo dopo avere letto e compreso i materiali originali), brainstorming e percorsi di autovalutazione.

Nel lavoro di tesi è consentito esclusivamente un utilizzo limitato, dichiarato e non sostanziale dell’IA per attività di supporto. Non è invece consentito utilizzarla per la generazione acritica di bibliografie, testi o altri contenuti destinati all’elaborato.

L’uso non consentito dell’IA costituisce una violazione dell’integrità accademica e comporta l’immediata bocciatura dell’elaborato e/o il ritiro della mia disponibilità a svolgere il ruolo di relatrice.

Per maggiori informazioni sugli usi consentiti e non consentiti dell’IA generativa, consultate la pagina di Ateneo dedicata.

Come dichiarare l’uso dell’IA

L’eventuale utilizzo dell’IA deve essere sempre dichiarato.

  • Quando mi inviate un capitolo, dovete specificarlo nella mail.
  • Nella versione definitiva della tesi, dopo la bibliografia, dovete inserire una pagina che indichi il software utilizzato e le modalità del suo impiego.

 

INVIO E CORREZIONE DEI CAPITOLI

L’inizio della fase di scrittura deve essere concordato con me, dopo aver completato un’adeguata ricerca bibliografica (vedi pagina dedicata) e aver definito l’indice della tesi.

I capitoli devono essere inviati uno alla volta, in formato .doc, come allegato alla mail (non tramite condivisione cloud), seguendo l’ordine della tesi e iniziando dal primo capitolo.

Correggo i capitoli direttamente sul file tramite lo strumento Revisioni di Word. Solo se necessario, vi convocherò a ricevimento per discutere il lavoro svolto.

Inviate esclusivamente capitoli completi, riletti con attenzione e conformi alle presenti norme redazionali. Non accetto bozze o capitoli incompleti.

L’introduzione deve essere scritta solo al termine del lavoro, quando l’intero elaborato è ormai definito.

I tempi medi di correzione sono di una o due settimane.

L’ultimo capitolo mi va inviato almeno una settimana prima rispetto alla data di upload su SoL e Compilatio, per lasciare tempo per le revisioni finali.

 

STRUTTURA DELLA TESI

L’elaborato deve contenere, nell’ordine, le seguenti parti:

  • Frontespizio
  • Indice (preferibilmente generato automaticamente con la funzione dedicata di Word)
  • Introduzione: presenta l’argomento della tesi, ne esplicita l’obiettivo principale, illustra la metodologia della ricerca e descrive sinteticamente il contenuto dei singoli capitoli. Si consiglia di scriverla al termine del lavoro.
  • Testo: suddiviso in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi
  • Note a piè di pagina: tutte le citazioni, sia dirette sia parafrasate, devono essere accompagnate da una nota contenente il relativo riferimento bibliografico.
  • Conclusioni: hanno lo scopo di rispondere alla domanda di ricerca o di trarre le considerazioni finali rispetto agli obiettivi illustrati nell’introduzione. Non costituiscono un semplice riassunto dell’elaborato, ma un’interpretazione dei risultati dell’analisi.
  • Eventuali appendici
  • Bibliografia
  • Eventuale sitografia

 

NORME REDAZIONALI

FORMATTAZIONE

  • La scelta del font è libera; i caratteri più utilizzati sono Times New Roman, Arial, Calibri e Garamond.
  • Corpo del testo: 12 pt.
  • Note a piè di pagina: 10 pt.
  • Titoli dei capitoli: 14 pt.
  • Interlinea del testo: 1,5.
  • Interlinea delle note: singola.
  • Margini superiore, inferiore, destro e sinistro: 2,5 cm.
  • Allineamento del testo: giustificato.
  • Tutte le pagine devono essere numerate.

 

TITOLI DI CAPITOLI, PARAGRAFI E SOTTOPARAGRAFI

Per garantire uniformità all’elaborato, utilizzare la seguente struttura sia nell’indice sia nel testo:

Capitolo 1 – Titolo del capitolo (grassetto, 14 pt)
1.1 Titolo del paragrafo (12 pt)
1.1.1 Titolo del sottoparagrafo (corsivo, 12 pt)
1.1.2 Titolo del sottoparagrafo (corsivo, 12 pt)
1.2 Titolo del paragrafo
1.2.1 Titolo del sottoparagrafo
1.2.2 Titolo del sottoparagrafo

 

IMMAGINI, GRAFICI E TABELLE

Immagini, grafici e tabelle devono essere numerati progressivamente con le diciture Fig. 1, Fig. 2, ecc., oppure Tab. 1, Tab. 2, ecc.

Se l’immagine non è stata realizzata dall’autore della tesi, la fonte deve essere indicata nella didascalia oppure in una nota a piè di pagina.

Nel caso di grafici, tabelle o infografiche realizzati dall’autore ma basati su dati provenienti da altre fonti, tali fonti devono essere esplicitamente indicate nella didascalia o in nota.

 

REGOLE GRAMMATICALI DI BASE

  • Utilizzare l’accento nei monosillabi che potrebbero essere confusi con omografi: ché/che, dà/da, là/la, lì/li, né/ne, sé/se, sì/si, tè/te.
  • Non utilizzare l’apostrofo al posto dell’accento. In particolare: È, non E’.
  • La lettera e richiede l’accento grave quando è aperta (è, cioè) e l’accento acuto quando è chiusa (, perché, poiché, ).
  • La d eufonica si utilizza solo davanti alla stessa vocale (ad Anzio, ed etico), con le consuete eccezioni (ad esempio, ad oggi, ad ogni modo, ad opera).
  • Non inserire la virgola tra soggetto e predicato.

 

CRITERI PER LA REDAZIONE DEL TESTO

Uso del corsivo

Devono essere scritti in corsivo:

  • i titoli di opere (libri, spettacoli, poesie, canzoni, film, serie TV, videogiochi, ecc.);
  • le parole straniere e dialettali non entrate nell’uso corrente della lingua italiana;
  • le parole o le espressioni che si desidera mettere in evidenza;
  • grafemi, parole o sintagmi oggetto di analisi linguistica o stilistica.

Non devono invece essere scritti in corsivo i nomi propri di aziende, società, piattaforme, emittenti, festival, console di gioco e marchi. Ad esempio: Netflix, Amazon, YouTube, Disney, Nintendo, Nintendo Switch, Sundance Film Festival, TikTok.

 

Come citare film e serie TV

All’inizio della stesura della tesi è necessario scegliere se riportare i titoli delle opere audiovisive in lingua originale oppure nella loro distribuzione italiana. La scelta deve poi essere mantenuta in modo coerente per tutto l’elaborato.

Come tutti i titoli di opere, anche i titoli di film e serie TV devono essere sempre scritti in corsivo.

Nel caso di titoli in inglese (solo in inglese), si segue la convenzione della title case: tutte le parole principali iniziano con la lettera maiuscola, mentre articoli, preposizioni e congiunzioni rimangono in minuscolo.

Esempi: Three Days of the Condor, Pretty Little Liars

La prima volta che un film o una serie TV viene citato nel testo, è necessario indicare anche i dati essenziali di produzione tra parentesi.

  • Per i film: Thor: Ragnarok (Taika Waititi, 2017)
  • Per le serie TV: Sex and the City (HBO, 1998-2004), Grey’s Anatomy (ABC, 2005-in corso), Twin Peaks (ABC, 1990-1991; Showtime, 2017)

Nelle citazioni successive è sufficiente riportare il solo titolo.

 

CITAZIONI DI TESTI

Tutte le citazioni, sia dirette sia parafrasate, devono essere accompagnate da una nota a piè di pagina contenente il relativo riferimento bibliografico.

Le citazioni in lingua straniera possono essere riportate:

  • nella lingua originale;
  • tradotte dall’autore della tesi. In questo caso, al termine della citazione (oppure nella nota) va aggiunta la dicitura: [Traduzione mia]

È importante scegliere una delle due modalità e mantenerla con coerenza per tutto l’elaborato.

Citazioni dirette nel testo

Le citazioni dirette fino a tre righe devono essere inserite nel corpo del testo tra virgolette alte (“...”).

Eventuali modifiche al testo citato (ad esempio adattamenti grammaticali o omissioni) devono essere segnalate mediante parentesi quadre: [...].

Se all’interno della citazione è presente un’ulteriore citazione, quest’ultima va racchiusa tra virgolette singole (‘...’).

Le citazioni superiori a tre righe devono invece essere riportate come blocco di testo separato, con le seguenti caratteristiche:

  • rientro destro e sinistro di 1 cm;
  • corpo del testo 11 pt;
  • senza virgolette;
  • spazio prima e dopo la citazione;
  • riferimento bibliografico in nota a piè di pagina.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI NELLE NOTE A PIÈ DI PAGINA

Le note devono essere redatte in corpo 10, con interlinea singola.

La loro numerazione ricomincia all’inizio di ogni capitolo.

Quando si citano pagine specifiche, utilizzare sempre le seguenti convenzioni:

  • p. per una singola pagina;
  • pp. per un intervallo di pagine;
  • p. x, p. y per pagine non consecutive.

Se l’autore non è indicato, utilizzare la dicitura Anonimo.

Le modalità di citazione delle diverse tipologie di fonti sono illustrate negli esempi riportati di seguito.

 

ESEMPI DI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI NELLE NOTE A PIÈ DI PAGINA

Di seguito sono riportati alcuni esempi delle principali tipologie di fonti utilizzabili in una tesi di laurea.

 

Libri (monografie e curatele)

Monografia

Paola Brembilla, It’s All Connected. L’evoluzione delle serie TV statunitensi, FrancoAngeli, Milano, 2018, p. 115.

Curatela

Paola Brembilla, Ilaria A. De Pascalis (a cura di), Reading Contemporary Serial Television Universes. A Narrative Ecosystem Framework, Routledge, New York, 2018, pp. 11-15.

 

Capitoli in volumi collettanei (raccolte di saggi)

Quando si cita un saggio contenuto in un volume collettaneo, il riferimento deve riguardare il singolo capitolo e non l’intero volume.

Esempio: Paola Brembilla, “Rerun, Revival, Reboot. Serie TV nel regime della ripetizione”, in R. Bartoletti, L. Spaziante, S. Antonioni (a cura di), This Is (Not) the End. Forme della fine tra serialità e narratività, FrancoAngeli, Milano, 2021, pp. 129-141.

 

Libri tradotti

Se si utilizza una traduzione italiana, indicare sia l’edizione originale sia quella tradotta.

Esempio: Gillian Doyle, Understanding Media Economics, Sage, London, 2002 (trad. it. di Giuseppe Richeri, Introduzione all’economia dei media, Hoepli, Milano, 2008).

 

Articoli pubblicati su riviste scientifiche

Per gli articoli scientifici devono sempre essere indicati:

  • titolo della rivista;
  • volume;
  • numero del fascicolo;
  • anno;
  • pagine dell’articolo;
  • DOI oppure URL (se disponibile);
  • data dell’ultimo accesso, nel caso di risorse online.

Esempi

Paola Brembilla, “Valore culturale ed economie della reputazione nelle network series. Il caso di Jane the Virgin e The CW”, in La Valle dell’Eden, vol. 3, n. 34, 2019, pp. 117-123.

Veronica Innocenti, Guglielmo Pescatore, “Converging Trends: The Industrial and Content Dynamics of Contemporary Television”, in Cinergie. Il cinema e le altre arti, vol. 12, n. 24, pp. 117-133, https://doi.org/10.6092/issn.2280-9481/18447 (ultimo accesso: 27 gennaio 2026).

 

Articoli pubblicati su quotidiani o riviste online

Esempio: Ryan McGee, “Did The Sopranos Do More Harm Than Good? HBO and the Decline of Episode”, A.V. Club, 20 febbraio 2012, http://www.avclub.com/articles/did-the-sopranos-do-moreharm-than-good-hbo-and-th,69596/ (ultimo accesso: 13 dicembre 2015).

 

Post pubblicati su blog

Esempio: Henry Jenkins, “Transmedia Storytelling and Entertainment: A New Syllabus”, Confessions of an Aca-Fan, 28 agosto 2013, http://henryjenkins.org/2013/08/transmedia-storytelling-and-entertainment-a-new-syllabus.html (ultimo accesso: 13 dicembre 2015).

 

Report

Esempio: News Corp Report 2012, http://www.newscorp.com/Report2012/2012AR.pdf (ultimo accesso: 13 dicembre 2015).

 

Risorse provenienti da piattaforme online (YouTube, Wikipedia, ecc.)

Per le risorse reperite su piattaforme come YouTube o Wikipedia non è necessario indicare un autore. È sufficiente riportare l’URL della risorsa e la data dell’ultimo accesso.

Esempio https://www.youtube.com/watch?v=nmrqYcw_xsE (ultimo accesso: 30 marzo 2020).

Questi URL non devono poi essere riportati integralmente nella bibliografia finale. È sufficiente indicare, nella sezione Altri siti Web consultati, l’homepage della piattaforma (ad esempio: https://www.youtube.com ).

 

Opere già citate

Quando un’opera è già stata citata in una nota precedente, non è necessario ripetere il riferimento bibliografico completo.

Opera già citata

Utilizzare la formula “op. cit.”. Esempio: P. Brembilla, op. cit., p. 8.

Più opere dello stesso autore

Se sono state citate più opere dello stesso autore, non utilizzare op. cit. ma riportare una forma abbreviata del titolo e la dicitura “cit.”.

Esempio: P. Brembilla, It’s All Connected, cit., pp. 12-13.

 

Citazioni consecutive della stessa opera

Se due note consecutive fanno riferimento alla stessa opera:

  • utilizzare Ivi quando cambia la pagina;
  • utilizzare Ibidem quando rimane la stessa pagina.

Esempio

Nota 1: P. Brembilla, It’s All Connected, cit., pp. 12-13.
Nota 2: Ivi, p. 17.
Nota 3: Ibidem.

 

BIBLIOGRAFIA FINALE (fonti accademiche)

La bibliografia finale comprende tutte le fonti accademiche (monografie, volumi collettanei, capitoli da volume collettaneo, articoli accademici online, etc.) utilizzate nella tesi e già citate nelle note a piè di pagina.

Le voci devono essere ordinate alfabeticamente per cognome dell’autore.

Nel caso di più opere dello stesso autore, queste devono essere ordinate cronologicamente, dalla più risalente alla più recente.

Sitografia (fonti online non accademiche)

Oltre alla bibliografia, la tesi può contenere una sitografia dedicata alle fonti online non accademiche (ad esempio articoli divulgativi, stampa di settore, blog e siti istituzionali).

Gli articoli pubblicati online devono essere ordinati alfabeticamente per cognome dell’autore.

Per le piattaforme aggregatrici (YouTube, Wikipedia, ecc.) non è necessario riportare tutti gli URL consultati: è sufficiente creare una sezione Altri siti Web consultati, indicando soltanto l’homepage della piattaforma.

I report possono essere raccolti in una sezione separata, se particolarmente numerosi.