L’attività di ricerca si colloca nell’ambito della pedagogia generale, sociale e interculturale e si concentra sui processi educativi che attraversano le società contemporanee, con particolare attenzione alle disuguaglianze, alle migrazioni, alla sostenibilità e alle forme di partecipazione sociale. Le diverse linee di ricerca sono accomunate da una prospettiva critica, postcoloniale e intersezionale, orientata a interrogare i rapporti tra educazione, potere, riconoscimento e giustizia sociale.
Migrazioni, accoglienza e inclusione sociale
Un primo ambito riguarda le migrazioni forzate e i sistemi di accoglienza e integrazione di richiedenti asilo e rifugiati. Le ricerche analizzano le pratiche educative e sociali sviluppate nei servizi, le condizioni che favoriscono o ostacolano l’inclusione e le contraddizioni prodotte dall’intreccio tra finalità pedagogiche, dispositivi istituzionali e politiche migratorie. Particolare attenzione è dedicata alle traiettorie biografiche dei migranti, al diritto all’abitare, alle rappresentazioni mediatiche, ai processi di partecipazione comunitaria e alle forme di vulnerabilità connesse alla precarietà giuridica, sociale e abitativa.
Professionalità educative, formazione e apprendimento degli adulti
Una seconda linea di ricerca riguarda le competenze e l’identità professionale degli operatori impegnati nei contesti di accoglienza e inclusione. Il lavoro educativo viene studiato nelle sue dimensioni relazionali, etiche e progettuali, considerando i dilemmi e i margini di azione che caratterizzano servizi attraversati da vincoli politici e organizzativi. In questo ambito rientrano anche le ricerche sull’apprendimento degli adulti migranti, sull’insegnamento dell’italiano come lingua seconda e sullo sviluppo delle competenze personali, sociali, interculturali e di cittadinanza. L’interesse è rivolto soprattutto alle pratiche formative capaci di promuovere autonomia, empowerment, riconoscimento delle esperienze e partecipazione alla vita della comunità.
Educazione alla sostenibilità e giustizia climatica
Un ulteriore ambito concerne l’educazione alla sostenibilità e alla giustizia climatica. Le ricerche approfondiscono il ruolo della scuola, dei servizi educativi e della formazione degli insegnanti di fronte alla crisi ecologica, analizzando competenze, rappresentazioni e pratiche didattiche. Particolare attenzione è riservata ai framework europei, tra cui GreenComp, e alla possibilità di rileggerli in prospettiva critica e decoloniale. L’obiettivo è mettere in luce le connessioni tra transizione ecologica, disuguaglianze sociali, mobilità umana e responsabilità educativa, superando approcci alla sostenibilità esclusivamente tecnici o individualizzanti.
Pedagogia pubblica, partecipazione e trasformazione sociale
La ricerca si estende infine alle forme di apprendimento che prendono forma negli spazi sociali, culturali e mediali. In questa prospettiva vengono studiati la pedagogia pubblica, le narrazioni mediatiche, i discorsi d’odio, la cancel culture, l’attivismo e le pratiche attraverso cui giovani e adulti interpretano la realtà e partecipano alla costruzione del mondo comune. L’interesse è rivolto alla dimensione educativa dei conflitti e delle trasformazioni sociali e alla possibilità di riconoscere forme plurali di conoscenza, espressione e partecipazione.
Sul piano metodologico, le ricerche privilegiano approcci qualitativi, etnografici e partecipativi, tra cui osservazione, interviste, focus group e ricerca-azione. Tali metodologie sono impiegate non soltanto come strumenti di raccolta dei dati, ma come pratiche riflessive attente al posizionamento della ricercatrice, alle asimmetrie di potere e al coinvolgimento dei soggetti nella costruzione della conoscenza.