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Lisa Borgatti

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali

Settore scientifico disciplinare: GEO/05 GEOLOGIA APPLICATA

Coordinatrice del Corso di Laurea in Ingegneria per l'ambiente e il territorio

Temi di ricerca

Parole chiave: Mitigazione del rischio da frana Modellazione numerica Cambiamenti climatici

L'attività di ricerca è focalizzata sulla pericolosità ed il rischio da frana. In particolare su questa linea di ricerca affronta temi quali i fattori condizionanti e di innesco a diversa scala temporale, la caratterizzazione geologico-tecnica e geomorfologica, la prospezione geognostica, il monitoraggio in sito e da remoto, la modellistica numerica, e la mitigazione, anche in siti con alta valenza ambientale e culturale. Altri temi di ricerca sono la valutazione dei rapporti tra geologia, sorgenti e deflussi di base nei bacini montani, e lo studio dell'interazione tra le opere di sbarramento fluviale e gli acquiferi in aree di conoide alluvionale e media e bassa pianura. Recentemente, si sono analizzate tematiche relative allo sviluppo fenomenologie di sinkhole in aree di pianura alluvionale non carsica. La partecipazione alle attività di scavo archeologico in un sito di età romana nelle colline modenesi ha permesso di approfondire la documentazione geoarcheologica delle relazioni tra rischi geologici e insediamenti in tempi storici. In seguito al recente terremoto dell'Emilia, sta affrontando lo studio di fenomeni di liquefazione dei terreni nelle aree coinvolte, anche in relazione alla formazione di fenomeni di sprofondamento del piano di campagna. Le aree di ricerca sono situate in larga parte nell'Appennino settentrionale, nelle Alpi orientali e nella Pianura Padana.

Le ricerche sono condotte nell'ambito di progetti internazionali e nazionali competitivi, oltre che di convenzioni o contratti con enti pubblici o aziende private.

Dal 2007, ha coordinato le attività di ricerca e trasferimento tecnologico nell'ambito di sei convezioni istituzionali e contratti di ricerca con enti pubblici e soggetti privati, oltre ad aver ottenuto i fondi per la Ricerca Fondamentale Orientata dell'Università di Bologna, attributi annualmente su base competitiva.

Dal 2001, ha partecipato a diverso titolo a sei progetti di ricerca internazionali e cinque nazionali, ammessi al finanziamento sulla base di bandi competitivi con revisione tra pari. Oltre a questo, ha partecipato alle attività di ricerca condotte nell'ambito di 19 convenzioni istituzionali e contratti di ricerca con enti pubblici e soggetti privati.

Dal punto di vista della divulgazione dei risultati della ricerca, è stata relatrice in diversi convegni nazionali ed internazionali ed è coautore di circa 70 lavori su riviste nazionali ed internazionali o volumi tematici. È stata guest editor di volumi speciali di riviste internazionali e nazionali. Ha inoltre redatto diversi rapporti scientifici legati a progetti, convenzioni e contratti di ricerca. Ha svoltole funzioni di Convenor e/o chairperson in convegni internazionali (3) e nazionali (2).

Dal 2013 è tutore di un assegno di ricerca cofinanziato dal DICAM.

Nel 2010 e nel 2013 è risultata vincitrice di una borsa del DIRI di UNIBO, per svolgere attività di internazionalizzazione presso l'Università del British Columbia, Vancouver, Canada.

Nel 2013 è risultata vincitrice di una borsa del Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD), ovvero del centro che si occupa dello scambio di docenti e studenti tra Italia e Germania, per un soggiorno di ricerca di 3 mesi presso l'Università della Ruhr, Bochum, Germania. 



1. Studio dei meccanismi che conducono alla riattivazione di grandi frane in relazione a fattori ambientali, geologici, idrogeologici e sismici. Finalità: Contribuire alla previsione e prevenzione della pericolosità per le frane oggetto di studio, poste nell'Appennino emiliano e in Alto Adige. Metodi: Analisi di dati ottenuti su versanti in frana (geo-litologici, geologico-tecnici, idrologico-idrogeologici, da monitoraggio strumentale, meteo-climatici); modelli numerici di stabilità agli elementi finiti; modelli numerici della ricarica ed esaurimento degli acquiferi. In particolare, ci si avvarrà di dati di monitoraggio di tipo innovativo, derivanti dall'applicazione di interferometria radar satellitare, piezometri elettrici, catene clinometriche e altri sistemi automatici in corso di integrazione nelle reti di monitoraggio degli enti pubblici in collaborazione coi quali sarà condotta la ricerca. Risultati attesi: Creazione di modelli predittivi da utilizzarsi nella pianificazione territoriale e nelle pratiche di protezione civile.
2.  Studio della relazione tra stato di attività di fenomeni franosi e variazioni climatiche nelle Alpi e in Appennino settentrionale Finalità: Contribuire alla conoscenza dell'evoluzione temporale dei fenomeni franosi Metodi: cartografia geologica e geomorfologica, datazioni cn metodi ficici ed incrementali, analisi multidisciplinare di depositi di frana e connessi. Risultati attesi: Ricostruzione dell'evoluzione temporale di versanti instabili al variare delle condi zioni ambientali al contorno.
3. Studio dell'interazione tra opere di sbarramento funzionali alla laminazione delle piene e falda sotterranea. Finalità: Contribuire alla gestione dei sistemi di laminazione delle piene, anche in un'ottica di utilizzo plurimo (casi di studio: T. Parma e T. Enza, Regione Emilia-Romagna). Metodi: Realizzazione di reti di monitoraggio piezometrico automatizzato, prospezione e studio idrogeologico, cartografia tematica, modelli numerici. Risultati attesi: Modelli di filtrazione sotterranea e stime degli effetti in termini di sovrapressioni interstiziali alla base delle opere di sbarramento.