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Giulia Candini

Assegnista di ricerca

Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie

Tutor didattico

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

Temi di ricerca

Parole chiave: CDKL5 / Disordine da Deficit di CDKL5 / Neurofisiologia / Terapia proteica sostitutiva / Terapia genica / Disordini del neurosviluppo / Sistema nervoso centrale

L’attività di ricerca è finalizzata allo studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base del Disordine da Deficit di CDKL5 (CDD), una grave encefalopatia dello sviluppo legata al cromosoma X che colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile. Le mutazioni del gene CDKL5 determinano una ridotta o assente funzionalità della proteina CDKL5, una chinasi cruciale per il corretto sviluppo e mantenimento delle funzioni del sistema nervoso centrale. Dal punto di vista clinico, il CDD è caratterizzato da epilessia ad esordio precoce, severa disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico, deficit motori e visivi e problematiche gastrointestinali. Attualmente non sono disponibili terapie risolutive, rendendo prioritario lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate.

L’obiettivo principale della ricerca consiste nell’identificazione e validazione di approcci innovativi volti al ripristino della funzionalità della proteina CDKL5 e alla correzione delle alterazioni dello sviluppo cerebrale associate alla patologia. A tal fine vengono impiegati modelli preclinici, inclusi modelli murini e sistemi cellulari derivati da pazienti, per valutare l’efficacia e la sicurezza di diverse strategie terapeutiche.

Tra gli approcci investigati rientrano la terapia genica, basata sul trasferimento di sequenze codificanti per forme funzionali e secretabili della proteina CDKL5, e la terapia proteica sostitutiva, che prevede la somministrazione sistemica di proteine ricombinanti in grado di raggiungere il sistema nervoso centrale. Parallelamente, vengono esplorate strategie farmacologiche mirate alla modulazione delle vie di segnalazione alterate a valle della perdita di funzione di CDKL5.

L’insieme di tali studi è orientato alla produzione di evidenze precliniche solide, con l’obiettivo di favorire la futura traslazione clinica di interventi terapeutici per il trattamento del CDD.

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