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Elisabetta Marchetti

Professoressa associata

Dipartimento di Beni Culturali

Settore scientifico disciplinare: M-STO/07 STORIA DEL CRISTIANESIMO E DELLE CHIESE

Curriculum vitae

 

Elisabetta Marchetti , ha conseguito l' Abilitazione Nazionale, Tornata 2012 settore concorsuale 11/A4 “Scienze del libro e del documento e Scienze storico-religiose”, e il 15 ottobre 2015 ha preso servizio come Professore associato Dipartimento Beni Culturali, Università di Bologna. In precedenza ha conseguito : Laurea in Lettere indirizzo Moderno presso la Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 15 marzo 1989. Tesi su: L’idea di letteratura nella “Nuova Antologia” 1900-1910, relatore Professor Francesco Mattesini (108/110).- A.A. 1990/1991, 1991/1992, 1992/1993 n.3 Borse di studio di perfezionamento e ricerca erogate dalla "Fondazione Flaminia per lo Sviluppo dell'Università, la Ricerca Scientifica e l'Istruzione Superiore in Romagna" presso la Scuola diretta a fini speciali per archivisti sede di Ravenna (Università di Bologna). - Dal 1993 al 1998 assistente tecnico presso la Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna e i Servizi generali della Scuola diretta a fini speciali per archivisti con sede a Ravenna. In seguito alla conversione della Scuola diretta a fini speciali prima in Diploma per operatori dei Beni culturali e poi in Facoltà di Conservazione dei Beni culturali, ha svolto la sua attività presso la sede di Ravenna.- Dottorato di Ricerca in Storia religiosa, Università di Torino (sedi consorziate Bologna, Milano, Firenze, Padova) 1995/1999 sotto la direzione dei Professori Gabriella Zarri e Carlo Ossola. Tesi, discussa il 03/03/2000, su: Le prime traduzioni italiane delle opere di Teresa di Gesù, nel quadro dell’impegno papale post-tridentino.- Presa di servizio 01/10/2002 come ricercatore SDD: M-STO/07 Università di Bologna, sede di Ravenna, Dip. Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni culturali (Dismec)- Professore incaricato dall’A.A. 2003/2004 in “Storia del Cristianesimo e delle Chiese” della Università di Bologna, Facoltà di Conservazione dei Beni culturali.- Professore aggregato (ai sensi dell’art.1, co.11, L.230/2005) dal 2006 in “Storia del Cristianesimo e delle Chiese” dell’Università di Bologna.

 La sua attività di ricerca riguarda la storia del Cristianesimo e delle Chiese soprattutto per i secoli dell’età moderna e contemporanea. Tra i suoi campi di indagine vi è la storia degli ordini religiosi -le loro campagne missionarie, pastorali ed artistiche- in relazione alla società civile, nella sua evoluzione, e al territorio.

In tale ambito si inserisce lo studio della nascita ed espansione del Carmelo scalzo, e della proposta teresiana, soprattutto sotto il profilo del rapporto e dell'uso che di questa realtà fecero da un lato la monarchia spagnola interessata a disporre di un ordine religioso riformato e riformatore -considerato come appartenente al sovrano e ai suoi regni- e dall’altro il papato di età tridentina che vide nei Carmelitani Scalzi uno strumento, anche politico, per rafforzare l’azione di rinnovamento interno e la resistenza all’influenza spagnola. Ha inoltre indagato lo sviluppo delle vicende inquisitoriali sofferte da Teresa di Gesù e dai suoi scritti studiandone la traduzione e diffusione in Italia. Le sue ultime ricerche in questo settore si indirizzano verso i motivi e le strategie -politiche e familiari- della rapida erezione nella penisola italiana di case scalze -specie femminili- e verso l’evoluzione della struttura dell’Ordine a seguito della riflessione intorno al lascito di Teresa d’Avila maturata tra XVI e XVII secolo. Inoltre l’analisi di alcune vite di Carmelitane, affidate a biografie o scritti autobiografici, ha aperto l’indagine sul consolidarsi di un modello di monaca carmelitana fedele alla vita e allo spirito della Madre. Ha esteso la sua indagine anche al radicamento degli Scalzi in terra inglese e irlandese e, soprattutto, alla collaborazione che si instaurò - per iniziativa papale - tra Scalzi e Oratoriani. Le ricerche condotte in questi settori le hanno permesso di approfondire il ruolo delle famiglie religiose in età moderna nella politica di rinnovamento sostenuta dal papato; i suoi scritti analizzano anche il compito svolto dalla Congregazione dell’Oratorio, e da suoi rappresentati tra cui Cesare Baronio, nell’azione di riforma interna e di sostegno a nuove realtà ecclesiali e spirituali, in particolare a quella teresiana.

) Altro suo settore di ricerca concerne l'espulsione e la soppressione della Compagnia di Gesù dai territori iberici. Ha infatti analizzato come tali eventi ebbero evidenti ed importanti ripercussioni sullo Stato Pontificio che si trovò ad accogliere diverse migliaia di gesuiti espulsi dai domini portoghesi e spagnoli. Bologna e la Legazione di Romagna divennero centro di raccolta degli ignaziani provenienti dai territori del Nuovo Mondo e, in concreto, dalle terre messicane a Bologna e dalla provincia del Paraguay e di Quito a Ravenna. in tale settore ha studiato le tracce che i gesuiti esiliati lasciarono, in modo permanente, in questi territori tramite la produzione scientifica, storica e letteraria, gli apporti alle istituzioni culturali ed educative e, naturalmente, l’eredità cultuale e devozionale degli ignaziani in terra italiana.

Il significativo rapporto tra territorio, contesto sociale, culturale, artistico e famiglie religiose costituisce, quindi, uno dei suoi ambiti di indagine concretatosi in studi attenti a specifiche realtà geografiche sulle quali ha condotto ricerche puntuali. Oltre a quanto già esposto, ad esempio, ha studiato la partecipazione e relazione degli insediamenti camaldolesi alle vicende che animarono la vita politica ed ecclesiale di Bologna specie a partire dal secolo XV.

Il processo di costruzione e difesa di identità nazionali -o cittadine- e religiose attraverso percorsi agiografici e cultuali è stato analizzato, oltre che nel caso del Carmelo scalzo e della Compagnia di Gesù, anche in relazione alla Ravenna dei secoli XV-XVIII quanto la città, dovendo difendere e ridefinire la propria dignità ed importanza, recuperò e mise in atto specifiche politiche agiografiche. L’attenzione e la connessione con il territorio ravennate, e più in generale con quello della Legazione di Romagna occupano, dunque, un posto di rilievo nelle sue ricerche ed indagini.

La connessione di parte dei suoi studi con il territorio in cui svolge la sua attività universitaria presso il Dipartimento di Beni Culturali si è concretata nell’attenzione a come il Cristianesimo, e le istituzioni ad esso connesse, in età moderna e contemporanea hanno determinato ed influito nella creazione e salvaguardia di un ingente patrimonio culturale, artistico e monumentale. L’analisi delle responsabilità e delle concrete iniziative da parte delle istituzioni ecclesiastiche in ordine alla difesa e promozione del patrimonio storico, artistico e naturale è stata approfondita riguardo alle conseguenze del Secondo Conflitto Mondiale sul territorio ravennate. In questo studio, anche attraverso l’analisi dei Diari e dei carteggi di alcuni protagonisti di quegli anni concitati- Caterina Pasolini Dall’Onda, mons. Angelo Rossini, mons. Giovanni Costantini ecc.,- ha messo in luce gli sforzi compiuti dalla Chiesa di Ravenna e dalla curia romana, in collaborazione con protagonisti della società politica e civile, per ottenere che gli orrori della guerra risparmiassero la popolazione civile e il patrimonio ravennate. Nel quadro delle responsabilità e dei rapporti tra Cristianesimo e patrimonio culturale ha approfondito alcune risposte del Vaticano II, e di suoi protagonisti come don Giuseppe de Luca, alle sfide proposte dalla modernità o da una cultura ambientale coerente con l’umanesimo cristiano e la dottrina sociale della Chiesa

Altro ambito delle sue ricerche concerne la predicazione che è stato studiata mettendo in luce l’impegno con cui nella diocesi milanese, sotto il magistero e la guida pastorale di Carlo Borromeo, la predicazione del clero secolare recuperò ed assunse un ruolo peculiare nella riforma della Chiesa tridentina. Sempre nell’ambito della predicazione si occupa della figura e dell'opera di Bartolomeo Maria Dal Monte (Bologna 1726-1778) di cui sta curando il riordino e l’analisi della Biblioteca e dell'Archivio. In questa indagine ha dedicato particolare attenzione all'uso e alla valenza degli apparati iconografici e scenici impiegati dal Dal Monte, e dai suoi compagni, durante le missioni al popolo. Inoltre ha analizzato l’ingente fondo archivistico relativo alla vita del predicatore, ai suoi carteggi e alla sua Opera delle Missioni. Ha così ricostruito la vita e l’opera del Dal Monte, la sua attività missionaria e pastorale come anche momenti ed avvenimenti concreti della storia di Bologna nel XVIII secolo.

Altro rilevante settore delle sue ricerche riguarda le confraternite di età moderna. Lo studio in questo campo e l’indagine su casi concreti – sia in ambito romano per quanto riguarda l’Arciconfraternita di San Girolamo della Carità sia nell’ampio ventaglio delle confraternite devozionali presenti a Ravenna tra XV e XVIII secolo- ha evidenziato come queste compagnie offrano un privilegiato punto di osservazione sulla coeva società civile e religiosa, si presentino quali comunità dove si concretano e trovano risposta le esigenze spirituali e di relazioni umane e sociali degli individui, ed anche siano importanti protagoniste nella nascita, difesa e diffusione di culti e di un variegato patrimonio artistico e culturale. Ne sono un esempio in terra romagnola quanto riportato nello studio sui numerosi santuari sorti o promossi da confraternite che ne assicurano la continuità e persistenza. Le sue ricerche sulle confraternite si sono soffermate in maniera particolare sulla condizione e sulle funzioni svolte all’interno delle fraternità dalla componente femminile. Partendo ancora una volta da casi concreti -come ad esempio la Compagnia delle Sorelle della confraternita di San Carlo a Ravenna, la progressiva partecipazione delle donne della ravennate confraternita della Madonna del Torrione ai viaggi ad Assisi previsti per il suffragio di confratelli defunti- ha evidenziato come le confraternite si presentino quali microcosmi nei quali si riflette in maniera significativa la società o parte si essa e, in particolare, come queste compagnie furono per molte donne laiche i principali, se non quasi gli unici, spazi di identificazione sociale e personale dotati di una certa visibilità. Ha inoltre posto in luce come le confraternite legate alla figura di sant’Orsola, sebbene non esclusivamente formate da donne, nel caso delle Naviculae focalizzarono l’attenzione su un personaggio femminile caricandolo di significati simbolici in riferimento al tema del rinnovamento della missione della Chiesa, mentre promossero la costruzione di un inedito cambio nello statuto delle donne all’interno della famiglia nel caso delle Compagnie di sant’Orsola di Angela Merici. L’attenzione alla storia delle donne è presente in molti dei suoi ambiti di ricerca.

Attualmente sta compiendo ricerche su:  -)la Santa Faz conservata presso il Monastero della Santa Faz di Alicante essendo entrata nel 2015 nel Comitato Scientifico della International Conference The European Fortune of the Roman Veronica in the Middle Ages Magdalene College, University of Cambridge 4-5 April 2016. -) Cammini, viaggi religiosi e pellegrinaggi analizzati nell'ottica della Public History. -)

È responsabile per il Dipartimento di Beni Culturali del Gruppo di Ricerca "Genere e Religioni" che opera nel contesto della omonima Convenzione Quadro su “Genere e Religioni” promossa dall’Università di Milano - Bicocca della quale l’Università di Bologna è parte unitamente a molte altre Università e centri di ricerca italiani.

Partecipa ai Progetti internazionali: 1) Mulier fortis, mulier docta. Hibridismo literario y resistencia en las comunidades carmelitas posteresiana (siglos XVI-XVII) (CARMEL-LIT) 2021/2024 «Proyectos de I+D+i» (España); 2) For the Interpretation of the textual legacy of the 17th-19th Centuries European Religious Missions. Georgia from the Perspective of Early Global History and Modernity,2021-2024, Georgian Cultural and Material Heritage Research (Ilia State University, Georgia).