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Vincenzo Gheroldi

Adjunct professor

Department of the Arts

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PROGRAMMA 2026

Programma a.a. 2026

Docente: prof. Vincenzo Gheroldi

Titolo del corso: STORIA E TECNICA DEL RESTAURO

CFU: 5

Contenuti del corso

La considerazione dell’opera d’arte come documento storico e del restauro come atto critico, fondato sulla conoscenza storico-tecnica e funzionale dell’opera, richiede che il progetto restaurativo si basi su studi di carattere storico, tecnico e diagnostico, indagini sui fattori di degrado e sul contesto di conservazione dell’opera. È necessaria la valutazione preliminare dell’effettiva necessità d’intervento, in quanto il restauro prevede il ricorso ad operazioni e l’uso di prodotti non sempre reversibili, e si configura perciò come azione invasiva rispetto alla materia dell’oggetto. Nel dibattito contemporaneo sono emerse proposte riguardanti la sospensione degli interventi, il minimo intervento, la manutenzione programmata, la priorità conservativa, che contrastano con una visione del restauro come attività inserita in una situazione nella quale le sponsorizzazioni, il mercato antiquariale e le mostre, implicano la visibilità mediatica dell’intervento, l’attenzione per il recupero estetico e la scelta delle opere sulle quali intervenire. I principi e i metodi del restauro sono il prodotto di una lunga elaborazione culturale che ha sviluppato le proprie riflessioni a partire da classi specifiche di manufatti e sulla base di una visione gerarchica dei prodotti artistici. Per questa ragione il restauro dell’arte contemporanea, dei manufatti etnografici e dei prodotti di altre culture, richiede una riconsiderazione critica dei principi sui quali storicamente si è fondata la tradizione del restauro.

Nel corso delle lezioni saranno esaminati casi di studi e di interventi curati dal docente.

AVVERTENZA: La documentazione di proprietà del docente sarà mostrata e condivisa a lezione. I materiali riguardanti opere di proprietà privata e di proprietà delle diverse istituzioni pubbliche e private, sottoposte a diritti d’uso e diritti di riproduzione, o prodotti dal docente in regime di cessione dei diritti d’autore, non possono essere usati, archiviati, riprodotti con qualsiasi mezzo in assenza di permesso scritto dei proprietari delle opere e dei diritti.

Le lezioni tratteranno i seguenti argomenti:

  1. Questioni generali. La scelta del non-restauro, gli interventi conservativi, la manutenzione programmata, il restauro e il suo mercato.
  2. La programmazione della conservazione e l’effettiva necessità dell’intervento. Lo studio dei materiali costitutivi, delle tecniche esecutive e dei processi di degrado. Le indagini preliminari finalizzate a limitare l’invasività del restauro:
    1. Esami autoptici.
    2. Indagini con tecniche non invasive multispettrali.
    3. Indagini invasive.
    4. Prove sull’opera.
  3. La presenza dei restauri storici. Le indagini per il riconoscimento e l’uso delle testimonianze d’archivio: problemi di documentazione e di conservazione.
  4. Problemi di specificità tecnica, di funzione e di destinazione. La diversificazione delle modalità di indagine e degli interventi conservativi.
  5. La produzione artistica contemporanea: non-intervento, minimo intervento, rifacimento e sostituzione. Il dibattito sui principi e i metodi del restauro.
  6. I manufatti etnografici e le produzioni di altre culture. Per una critica dei principi sui quali storicamente si è fondata la tradizione del restauro.

Materiali e Bibliografia di riferimento

[indicazioni bibliografiche, utili per avviare un percorso di studio individuale su un tema prescelto]

Sulle problematiche: Alessandro CONTI, Manuale di restauro, Torino, Einaudi, 1996 [questo volume, anche se non recente, affronta problematiche ancora attuali. Ha un indice degli argomenti, che può essere usato per orientare lo studio e i riferimenti bibliografici su temi specifici]. Per il dibattito teorico: O. ROSSI PINELLI, Le teorie del restauro. Dalla Carta di Atene a oggi, Torino, Einaudi, 2023, S. MUÑOZ VIÑAS, Teoria contemporanea del restauro, Roma, Castelvecchi, 2017. Sul restauro dei reperti archeologici e dei prodotti etnografici: L. VLAD BORRELLI, Restauro archelogico. Storia e materiali, Roma, Viella., 2003, Oggetti nel tempo. Principi e tecniche di conservazione preventiva, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali, Regione Emilia Romagna, Bologna, Clueb, 2007; Mario TURCI, La conservazione dell’oggetto in etnografia fra inalterabilità e ripristino. Una questione di leggibilità, ma per chi e per che cosa?, Rebel-Lombardia, in Fabrizio MERISI (a c. di), Conservazione e restauro nei Musei Etnografici Lombardi, atti del convegno, ed. Museo del Lino, 2011 (*). Sulle tecniche di indagine non invasive propedeutiche al restauro: F. PIQUÉ e G. VERRI, ed., Organic Materials in Wall Paintings, The Getty Conservation Institute, Los Angeles, 2015 (*); J. DYER, G. VERRI e J. CUPITT, Multispectral Imagining in Reflectance and Photo-induceced Luminescence modes: A User Manual, London, The British Museum, October, 2013 (*). [Questi due testi riguardano gli studi diagnostici non invasivi necessari per la conoscenza tecnica delle opere]. Sulle principali tecniche invasive: M. MATTEINI e A. MOLES, Scienza e restauro. Metodi di indagine, Firenze, Nardini, 1998; APOLLONIA e S. VOLPIN, Le analisi di laboratorio applicate ai beni artistici policromi, Padova, Il Prato, 1999. Sulle ricerche sulle finiture delle opere e le critiche alle puliture dei dipinti: C. BRANDI, “Some factual observations about varnishes and glazes”, in Teoria del restauro, pp. 99-121, Torino, Einaudi, 4° ed. 1977; A. CONTI (a c. di), Sul restauro, Torino, Einaudi, 1988 (con i testi di E.H. GOMBRICH, O. KURZ, S. REES JONES, J. PLESTERS); T. BRACHERT, La patina nel restauro delle opere d’arte, Firenze, Nardini editore, 1990; V. GHEROLDI, “Vernice perfetta”, in Leonardo da Vinci e la lingua della pittura (secoli XIV-XVII), Atti del Convegno internazionale di studi, Parigi-Torino 4-5 aprile e 27-29 novembre 2019, Firenze, Leo S. Olschki, 2022, pp. 289-308 (*). Sulla storia del restauro: A. CONTI, Storia del restauro e della conservazione delle opere d’arte, Milano, Electa, 1988; V. GHEROLDI, Dal muro al museo. Lattanzio Gambara, le tecniche di pittura murale e gli estrattisti ottocenteschi, in Brescia nell’età della Maniera. Grandi cicli pittorici della Pinacoteca Tosio Martinengo, catalogo della mostra, Milano, Silvana editoriale, 2007, pp. 62-79 (*), V. GHEROLDI, Vernici settecentesche per il restauro, in Vernici e segreti curiosissimi. Cremona, 1747, Cremona, Cremonabooks, 1999, pp. 201-227 (*). Sulla conservazione dei restauri storici: A. CONTI, Manuale di restauro, Torino, Einaudi, 1966, pp. 228-249, G. ROMANO, Il restauro del Cenacolo: una nuova lettura [2004], ora in Il Rinascimento in Lombardia. Foppa, Zenale, Leonardo, Bramantino, Milano, 2011, pp. 141-152. Sul restauro dell’arte contemporanea: Per un inquadramento delle problematiche e la bibliografia di riferimento: Conservazione dell’arte contemporanea, voce a c. di Paolo MARTORE, in Enciclopedia Italiana, IX Appendice (2015) (*); sulla modifica degli approcci di restauro: AA.VV., Cosa cambia. Teorie e pratiche del restauro nell’arte contemporanea, atti dei convegni del 1987 e del 2012, Milano, Skira, 2013.

Reperibilità del materiale e modalità di condivisione

o I TESTI contrassegnati con (*) sono disponibili on-line o saranno forniti dal docente.

Modalità di verifica dell’apprendimento

o ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­colloquio d’esame

La prima parte dell’esame verterà sugli argomenti trattati a lezione.

Per la seconda parte si richiede lo sviluppo di uno fra i temi evidenziati in neretto nella bibliografia di riferimento, e di consegnare al docente, almeno dieci giorni prima dell’esame, una relazione critica personale.

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L’esito della prova sarà comunicato del docente contestualmente all’esame.


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