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Stefano Passini

Professore associato

Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"

Settore scientifico disciplinare: M-PSI/05 PSICOLOGIA SOCIALE

Temi di ricerca

  • La trasmissione dei valori e il rapporto con l'autorità.
  • Il concetto di esclusione/inclusione morale.
  • Comportamenti violenti e abuso di sostanze stupefacenti: il ruolo della reputazione sociale e del disimpegno morale.
  • La cultura del consumo eccessivo tra autonomia e dipendenza
  • Responsabilità, diritti e doveri: educazione alla democrazia e alla cittadinanza attiva.


La trasmissione dei valori e il rapporto con l'autorità
A partire da una concezione dell'obbedienza all'autorità quale base per la trasmissione di valori, regole e cultura di una società e della disobbedienza quale innovazione e cambiamento di tali principi nel tempo, in questa ricerca si sottolinea come ciò che lega cambiamento e tradizioni sia incentrato su di un senso di responsabilità comune di giovani e adulti. Come affermano infatti Benasayag e Schmit (2003), la persona, entrando e accettando il principio di autorità, accetta la sua appartenenza alla società come una responsabilità che si concretizza nel «poter trasformare ciò che è stato, è e sarà e poter contestare le norme, a condizione di rispettare la continuità della società». Incentrandosi sui concetti di ascolto reciproco e responsabilità, la ricerca si focalizza e analizza quindi la dinamica tra le nozioni di obbedienza costruttiva e disobbedienza prosociale quali fondamenti per l'evoluzione della società e della cultura, distinguendoli da quegli aspetti dell'obbedienza e della disobbedienza che comportano invece la degenerazione del rapporto di autorità in una relazione autoritaria.
Pubblicazioni principali:
Passini, S., & Morselli, D. (2010). Disobeying an illegitimate request in a democratic or authoritarian system. Political Psychology, 31, 341-356.
Passini, S., & Morselli, D. (2010). Psicologia dell'obbedienza e della disobbedienza. Roma: Carocci.
Passini, S., & Morselli, D. (2009). Authority relationships between obedience and disobedience. New Ideas in Psychology, 27, 96-106.

Il concetto di esclusione/inclusione morale
A partire dalla letteratura che ha analizzato i concetti di esclusione morale, delegittimazione e disimpegno morale, questa ricerca si è focalizzata sulla costruzione di strumenti utili allo studio del concetto di inclusione ed esclusione morale e alla applicazione di tali strumenti allo studio sia del ragionamento morale sia dell'identità morale. L'esclusione morale consiste nell'escludere altri individui o gruppi sociali dalla propria “comunità morale”, ossia considerare tali persone come poste all'esterno dei confini entro cui generalmente si applicano i valori morali e le regole condivise di giustizia e di equità. Al contrario, il processo di inclusione morale implica l'estensione della giustizia sociale a gruppi che prima ne erano esclusi. Come dimostrano autori recenti, tutti noi abbiamo limiti finiti per la giustizia. I nostri obblighi, influenzati dalle convenzioni sociali e dalle norme personali, sono più forti per quelle persone ritenute psicologicamente “vicino”. In questo senso, l'esclusione morale è evidente in tutte quelle esclusioni ordinarie e comuni, quali l'odio verso gli immigrati e le persone di culture diverse. In un periodo in cui il pregiudizio verso gli immigrati è spesso socialmente accettato, l'intento applicativo di questa ricerca è quello di creare delle attività formative attraverso cui, discutendo con adolescenti e giovani adulti sui processi di inclusione/esclusione morale e sul concetto di distanza/vicinanza sociale, le persone siano maggiormente consapevoli dei confini della giustizia e di come questi possano essere allargati.
Pubblicazioni principali:
Passini, S. (2010). Moral reasoning in a multicultural society: Moral inclusion and moral exclusion. Journal for the Theory of Social Behaviour, 40, 435-451.
Passini, S. (2005). Costruzione e validazione di una scala sull'esclusione morale. Testing Psicometria Metodologia, 12, 21-34.

Comportamenti violenti e abuso di sostanze stupefacenti: il ruolo della reputazione sociale e del disimpegno morale
A partire dal recente interesse dei media e della letteratura scientifica per l'intensificarsi di episodi di violenza che coinvolgono adolescenti e per la diminuzione progressiva dell'età di primo contatto con le sostanze stupefacenti, la ricerca è focalizzata da una lato sull'evidenziare come la relazione tra abuso di sostanze e messa in atto di violenza non sia una relazione diretta, bensì mediata da numerosi fattori intervenienti, dall'altro sull'individuazione del ruolo specifico della reputazione sociale e del disimpegno morale quali variabili che influenzano tanto la messa in atto di comportamenti violenti quanto l'abuso di droghe. In linea con gli studi sulla reputazione sociale si ritiene infatti che l'azione deviante (al pari di quella conforme alle regoli sociali) risponda a una strategia che l'individuo adotta per costruire e mantenere una certa reputazione all'interno del contesto sociale con cui interagisce e che riflette il suo orientamento nei confronti dell'autorità formale. L'obiettivo applicativo della ricerca è la progettazione di interventi educativi rivolti ad adolescenti che offrano loro uno spazio di confronto e riflessione sull'importanza dell'impegno morale e dell'assunzione di responsabilità nella promozione di comportamenti prosociali e quali fattori protettivi da comportamenti cosiddetti ‘a rischio'.
Pubblicazioni principali:
Passini, S. (2012). The delinquency-drug relationship: The influence of social reputation and moral disengagement. Addictive Behaviors, 37, 577-579.

La cultura del consumo eccessivo tra autonomia e dipendenza
Uno dei tratti specifici della cultura consumistica odierna è quella di alimentare l'insoddisfazione e un continuo tentativo di raggiungere un appagamento. Un “inseguimento apparentemente infinito del desiderio” (Campbell, 1989, p. 37) in cui la soddisfazione è sostituita dalla sua ricerca eterna. Come notano vari autori, tale “insaziabilità del desiderio” è essenziale al mantenimento dello stesso ordine socio-economico, è cioè il motore che muove il meccanismo lucrativo necessario al sistema economico. Un circolo vizioso per cui il mercato induce un consumo sfrenato per produrre elevate quantità di sostanze che necessitano a loro volta di un numero sempre maggiore di consumatori. L'incontro con le sostanze psicoattive, e il loro uso e abuso, non può prescindere quindi dall'analisi delle forme attuali, di tipo pulsionale, del modello consumistico che incoraggia negli adolescenti la ricerca di un soddisfacimento immediato, spingendoli alla ricerca continua di prestazioni elevate e di comportamenti di eccesso. Al giorno d'oggi per gli adolescenti le sostanze psicoattive non solo sono sempre disponibili e facilmente e immediatamente fruibili (in quanto il mercato ne è pieno), ma hanno soprattutto acquisito una immagine di normalità e una funzione di supporto ad una certa costruzione identitaria dell'adolescente. In questa ricerca il concetto di “binge” (abbuffata) è analizzato a partire dagli studi sulla società dei consumi e sull'influenza della cultura sui comportamenti di dipendenza per focalizzarsi sulle motivazioni individuali all'uso di sostanze.
Pubblicazioni principali:
Passini S. (2013). A binge consuming culture: The effect of consumerism on social interactions in Western societies. Culture & Psychology, 19, 366-387.

Responsabilità, diritti e doveri: educazione alla democrazia e alla cittadinanza attiva

In linea con i più recenti studi che hanno indagato il rapporto complementare (anziché antagonista) tra diritti e doveri dell'individuo, la ricerca è focalizzata sullo studio della responsabilità sociale quale concetto chiave del legame tra individuo e società. In particolare, viene dato rilievo all'importanza dell'assunzione da parte dell'individuo di un ruolo di partecipazione attiva nelle relazioni con la società e le istituzioni e soprattutto all'importanza che l'educazione alla democrazia e alla cittadinanza riveste nella promozione del rispetto dei diritti e doveri di tutti. L'intento applicativo è quindi quello di esplorare le modalità attraverso cui creare attività formative rivolte ad adolescenti e giovani adulti volte alla promozione di una cittadinanza democratica e attiva e incentrate sulla comprensione che il rispetto dei diritti di tutti dipende anzitutto dall'assunzione di responsabilità sociale.
Pubblicazioni principali:
Passini, S. (2011). Individual responsibilities and moral inclusion in an age of rights. Culture & Psychology, 17, 281–296.
Passini, S., & Emiliani, F. (2009). Social representations of rights and duties in young Italians and Albanians. Swiss journal of psychology, 2, 89-98.