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Patrizia Tullini

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Settore scientifico disciplinare: IUS/07 DIRITTO DEL LAVORO

Coordinatrice del Corso di Laurea in Consulente del lavoro e delle relazioni aziendali

Temi di ricerca

Parole chiave: sicurezza e salute nei luoghi di lavoro ICT e mercato del lavoro Crowdworking lavoratori digitali Big Data Discriminazione sul web Rischi nuovi ed emergenti sul lavoro

Progetto Europeo PLUS (Platform Labour in Urban Spaces: Fairness, Welfare, Development) finanziato dalla Commissione Ue nell'ambito del Programma Quadro Horizon 2020. Partecipante del Team di progetto.

 

Il progetto PLUS si propone di verificare l'impatto dell'economia delle piattaforme digitali sull'occupazione, sui sistemi di welfare e di protezione sociale, sull'organizzazione delle città. L'analisi multi-livello considera le principali piattaforme che operano in 7 città europee (Londra, Parigi, Barcellona, Berlino, Bologna, Tallin, Lisbona). La dimensione urbana viene ritenuta la più idonea per l'indagine sul campo dei fenomeni economico-sociali e per la sperimentazione di modelli di regolazione alternativi rispetto a quelli tradizionali.

 

Gli obiettivi dell'armonizzazione della crescita economica e del benessere sociale, che sono posti al centro del Programma Quadro europeo, vengono perseguiti anche esplorando nuove modalità educative e formative che favoriscano l'emergere di professionalità digitali, l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e la promozione dell'occupazione nell'economia digitale. Particolare attenzione sarà rivolta alle politiche di conciliazione vita-lavoro, alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori digitali, alla parità di genere e all'introduzione di sistemi di reddito di base.

 

Lista dei Partecipanti al progetto PLUS:

ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA DI BOLOGNA (IT)

THE UNIVERSITY OF HERTFORDSHIRE HIGHER EDUCATION CORPORATION (UK)

CENTRO DE ESTUDOS SOCIAIS (PT)

SCUOLA UNIVERSITARIA PROFESSIONALEDELLA SVIZZERA ITALIANA (CH)

UNIVERSITE PARIS 13 (FR)

Forschungs- und Beratungsstelle Arbeitswelt (AT)

FUNDACIO PER A LA UNIVERSITAT OBERTA DE CATALUNYA (ES)

LEUPHANA UNIVERSITAT LUNEBURG (DE)

TALLINN UNIVERSITY (EE)

FUNDACION TECNALIA RESEARCH & INNOVATION (SP)

ASSOCIAZIONE BASIC INCOME NETWORK ITALIA (IT)

FONDAZIONE GIACOMO BRODOLINI (IT)

Stichting Fairbnb Amsterdam (NL)

SMartFr (FR)

Asociacion Coopdevs (ES)

INSTITUT SYNDICAL EUROPEEN (BE)

 

Progetto "Big Data e algoritmi predittivi nella gestione e valutazione del lavoro. Le discriminazioni via web"

 

Il progetto intende sviluppare l'analisi delle forme d'impiego che emergono nel web e qui trovano lo strumento, principale o esclusivo, di realizzazione. Il web costituisce, con crescente frequenza, un elemento essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative in funzione non solo di supporto operativo per la condivisione di dati e informazioni, ma anche l'ambiente nel quale si costituisce e si svolge la relazione lavorativa.

 

Lo sviluppo di servizi avanzati che sfruttano le potenzialità della rete è in grado di creare nuove possibilità di occupazione, inoltre le caratteristiche di flessibilità del lavoro online possono contribuire all'inclusione economico-sociale, valorizzando l'integrazione digitale dei cittadini/lavoratori in linea con gli obiettivi di crescita previsti dalla Strategia Europa 2020. Al contempo la diffusione del lavoro sul web fa emergere numerose e inedite problematiche che incidono sulla nozione stessa di lavoratore e sulle modalità di protezione del lavoro.

 

La ricerca si propone di inquadrare in termini giuridici le diverse forme di lavoro online (spec. crowdworking) ed individuare i possibili adeguamenti del sistema giuridico e delle categorie lavoristiche, con l'obiettivo di delineare uno statuto per il lavoro sul web, con particolare riguardo ai profili della tutela della salute, della sicurezza e delle libertà fondamentali della persona. Nella prospettiva della tutela di genere, l'estrema accessibilità e impersonalità della rete non sembrano affievolire il peso degli stereotipi sociali e non è affatto scongiurato un effetto di segregazione in danno delle lavoratrici. Alcuni casi giurisprudenziali hanno documentato che la raccolta di informazioni personali e di Big Data, il controllo automatizzato della prestazione (tramite algoritmi, punteggi e classifiche reputazionali) sono in grado di generare effetti - diretti e indiretti - discriminatori specie in base al genere, all'origine etnica e alla provenienza territoriale.