Programma AA 2025-2026
ANNO ACCADEMICO 2025-2026
Storia del disegno e della grafica
Prof.ssa Marzia Faietti
Contaminazioni semantiche di segni: esempi da Mantegna a Reni
Alle radici delle contaminazioni semantiche di segni che accomunano fra loro i disegni a penna e inchiostro ai bulini e alle acqueforti vi sono molteplici ragioni. Altrettanto vari appaiono i significati che quelle contaminazioni assumono di volta in volta.
Il corso si focalizza su quattro artisti attivi dal secondo Quattrocento ai primi quarant’anni del Seicento: Andrea Mantegna, Francesco Mazzola, Bartolomeo Passerotti e Guido Reni. Fatte salve le differenze individuali, un filo rosso lega le loro esperienze nel campo del disegno e della grafica. Per Mantegna, Mazzola e Reni il segno lineare riveste un ruolo centrale dal momento che non esprime soltanto le inclinazioni estetiche, ma diventa linguaggio chiave nella comunicazione della concezione artistica. Passerotti contribuisce a superare la separazione tra disegno e stampe nei suoi copiosi fogli a penna eseguiti alla maniera del bulino, richiesti da un vivace collezionismo.
In particolare, per Andrea Mantegna il bulino e la penna si richiamano reciprocamente in uno scambio fondato sulla reciproca simulazione. Quanto a Francesco Mazzola, la decisione di praticare in prima persona l’acquaforte, individuata come la tecnica più idonea alla sua visione artistica ed usata prevalentemente nelle rare impressioni sopravvissute dei primi stati accanto a qualche traccia di puntasecca e talora anche di bulino, maturò anche grazie alla riflessione sulle finalità estetiche e formali dei disegni a penna del tardo Mantegna. Dal canto suo, l’inclinazione di Guido Reni verso l’acquaforte era indivisibile dal concetto di disegno inteso quale abbozzo mentale e nucleo genetico dell’invenzione. Viceversa, i fogli a penna di Bartolomeo Passerotti eseguiti nella maniera dei bulini, che accompagnarono costantemente la sua produzione artistica al contrario delle sue rare acqueforti, non nascevano dalle ricerche sperimentali che avevano invece alimentato le scelte alternative di Mantegna, del Parmigianino e di Reni. Alcuni fra essi però raggiunsero traguardi tecnici in anticipo o in parallelo al risoluto linguaggio delle incisioni di Hendrick Goltzius.
Attraverso i quattro artisti, che possono definirsi esempi emblematici delle contaminazioni semantiche di segni fra fogli a penna e inchiostro, bulini e acqueforti, il corso si propone di cogliere il legame inscindibile tra disegni e stampe all’interno di un approccio che favorisca lo studio della materialità e dell’intermedialità e restituisca l’indivisibilità della creazione artistica, costante obiettivo di personalità interessate in prima persona a entrambe le esperienze, senza distinzioni di campo.
Di ogni artista si forniranno un inquadramento generale dell’attività pittorica e approfondimenti sulla produzione sia disegnativa sia grafica, quest’ultima con riferimento ai bulini di Mantegna, alle acqueforti complesse e sperimentali del Parmigianino (che interveniva personalmente con modifiche e correzioni nei secondi e nei terzi stati), e a quelle di Passerotti e di Reni.
Il corso prevede due esercitazioni sulle stampe degli autori considerati durante le lezioni frontali e possedute dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna, nonché una visita finale al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi per visionare i disegni degli artisti esaminati presenti nella collezione fiorentina.
Per la preparazione dell’esame è necessaria la conoscenza dei seguenti contributi:
Marzia Faietti, Contaminazioni semantiche di segni: esempi da Mantegna a Reni, in Disegno: concetto e identità, a cura di Francesco Di Teodoro e Piera Giovanna Tordella, Dossier della rivista «Humanistica. An International Journal of Early Renaissance Studies», in corso di pubblicazione
Lines of connection. Drawing and Printmaking 1400-1850, a cura di Edina Adam, Jamie Gabbarelli, con Victoria Binder, Mary Broadway, Drew Lash e Stephanie Schrade, catalogo della mostra (Art Institute of Chicago, 15 marzo-1 giugno 2025; J. Paul Getty Museum, Getty Center, Los Angeles,1 luglio -14 settembre 2025), Los Angeles, California, J. Paul Getty Museum-The Art Institute of Chicago, 2025, pp. 11-57, 63-115, 123-157, 163-199
Marzia Faietti, “nato per intagliare”? Le opinioni di Malvasia e le penne di Passerotti, in Il pittore, il poeta e i pidocchi. Bartolomeo Passerotti e l’”Omero” di Giovan Battista Deti, a cura di Marzia Faietti, con scritti di Roberto Bellucci, Federico Condello, Marzia Faietti, Vera Fortunati, Donatella Fratini, Angela Ghirardi ed Eike D. Schmidt, Livorno, sillabe, 2021, pp. 152-183
Marzia Faietti, Il segno di Andrea Mantegna, in Andrea Mantegna impronta del genio, Convegno internazionale di studi (Padova, Verona, Mantova, 8, 9, 10 novembre 2006), a cura di Rodolfo Signorini, Viviana Rebonato e Sara Tammaccaro, Firenze, Leo S. Olschki, 2010, Tomo I, pp. 15-44
É necessaria inoltre la conoscenza di uno dei contributi elencati in seguito relativi a Francesco Mazzola:
Aimee Ng, Thinking in Reverse: The Effect of Printmaking on the Drawings of Parmigianino, in Rethinking Renaissance Drawings. Essays in Honour of David McTavish, a cura di Una Roman D’Elia, Montreal & Kingston-London-Chicago, McGill-Queen’s University Press, 2015, pp. 162-181
Catherine Jenkins, Drawing on the Plate: Parmigianino and Early Etching in Italy, in The Renaissance of Etching, a cura di Catherine Jenkins, Nadine M. Orenstein e Freyda Spira, con contributi di Peter Fuhring, Donald J. La Rocca, Anne Varick Lauder, Christof Metzger, Femke Speelberg, Ad Stijnman, Pierre Terjanian e Julia Zaunbauer, catalogo della mostra (New York, The Metropolitan Museum of Art, 23 ottobre 2019-20 gennaio 2020; Vienna, The Albertina Museum, 12 febbraio-10 maggio 2020), New York, The Metropolitan Museum of Art, 2019, pp. 129-160
É necessaria infine la conoscenza di uno dei contributi elencati in seguito relativi a Guido Reni:
Marzia Faietti, Guido Reni et l’eauforte: un choix pondéré, in Dans l’atelier de Guido Reni, a cura di Corentin Dury, catalogo della mostra (Orléans, Musée des Beaux-Arts, 30 novembre 2024-30 marzo 2025), Cinisello Balsamo, Milano, Musées d’Orlèans-SilvanaEditoriale, 2024, pp. 69-77
Maria Aresin, “Aussi légère que spirituelle”: Guido Reni and Printmaking, in Guido Reni. The Divine, a cura di Bastian Eclercy, catalogo della mostra (Frankfurt am Main, Städel Museum, 23 novembre 2022-5 marzo 2023), Berlin, Hatje Kantz, 2022, pp. 74-86
Marzia Faietti, “Una certa facilità e disinvoltura parmigianesca”. Guido Reni e l’acquaforte, in Aus aller Herren Länder. Die Künstler der ‘Teutschen Academie’ von Joachim von Sandrart, a cura di Susanne Meurer, Anna Schreurs-Morét e Lucia Simonato, Turnhout, Brepols, 2015, pp. 110-123.