Foto del docente

Laura Toschi

Professoressa associata

Dipartimento di Scienze Aziendali

Settore scientifico disciplinare: ING-IND/35 INGEGNERIA ECONOMICO-GESTIONALE

Temi di ricerca

Parole chiave: trasferimento tecnologico finanza imprenditoriale corporate venture capital imprenditorialità sostentibile e ambientale

·      Venture Capital e Corporate Venture Capital

·      Imprenditorialità – Spin-off Industriali ed Accademici, Modelli di Business

·      Innovazione e Tecnologia - Brevetti

·      Opzioni Reali

·      Mercato dei veicoli elettrici

 

Gli interessi di ricerca che caratterizzano il mio percorso accademico ruotono attorno al concetto di finanza imprenditoriale. In particolare, l'analisi si è concentrata sul venture capital (VC) come mezzo di finanziamento di imprese giovani, innovative e con alto potenziale di crescita. In linea generale, i lavori indicati nel CV seguono i seguenti filoni:

  1. Venture capital e brevetti
  2. Venture capital e spin-off
  3. Venture capital e intervento pubblico
  4. Corporate venture capital

1. Venture capital e brevetti – All'interno di quest'area di indagine, il focus è posto sulla valutazione del portafoglio brevettuale di imprese di nuova creazione da parte di fondi di venture capital (VC).

·      L'obiettivo del lavoro "“How good are VCs at valuing technology? An analysis of patenting and VC investments in nanotechnology" (c/ Federico Munari) è analizzare se determinate caratteristiche degli investitori di VC - quali il grado di specializzazione, il tipo di affiliazione ed il livello di esperienza – determinano una diversa capacità valutativa del portafoglio brevettuale delle imprese finanziate. In particolare, viene indagata la relazione esistente tra la dimensione e la composizione del portafoglio brevetti di nuove imprese ad alta tecnologia e l'ammontare di finanziamento ricevuto da fondi di VC. Il lavoro si basa su un campione di 332 nuove imprese finanziate da VC a livello mondiale all'interno del settore delle nanotecnologie.

·      Il lavoro "IP-backed finance" (c/ Federico Munari e Chiara Odasso), contenuto all'interno del libro The economic valuation of patents. Methods, and applications (in corso di pubblicazione nell'anno 2010, Edward Elgar Publishing Limited), è relativo all'utilizzo dei brevetti, da parte di imprese innovative di nuova creazione, come mezzo strategico per accedere a finanziamenti in VC. La giustificazione teorica risiede nell'impossibilità da parte di investitori di VC a ricorrere a metodi di valutazione finanziaria tradizionali per la stima del valore di imprese giovani e appartenenti a settori ad alta incertezza. In tali contesti, la capacità di innovazione, misurata attraverso lo svilupo di nuovi brevetti, può quindi aiutare l'investitore esterno nell'individuzione del potenziale valore dell'impresa. Il capitolo sintetizza lo stato dell'arte della ricerca scientifica in tale ambito e fornisce diversi esempi pratici caratterizzanti l'attuale realtà europea ed americana.

2. Venture capital e spin-off – Grazie alle conoscenze sviluppate attraverso il precedente filone di ricerca, si è evidenziata la necessità di porre l'attenzione al confronto fra diversi tipi di imprese di nuova creazione per individuare possibili differenze nella loro abilità di attrarre finanziamenti di VC.

·      In particolare, il focus del lavoro "Do venture capitalists have a bias against investment in academic spinoffs? Evidence from the micro and nanotechnology sector in the UK" (c/ Federico Munari), basato su un campione di 124 spin-off accademici e 132 nuove imprese operanti nei settori delle micro e nanotecnologie nel Regno Unito, è posto sia sulla distinzione fra spin-off accademici e non accademici, sia sulla differenziazione tra diversi tipi di spin-off accademici in base a quattro dimensioni principali: (a) ampiezza dei portafogli brevettuali, (b) presenza di collaborazioni con partner industriali, (c) prestigio e reputazione scientifica dell'università di affiliazione e (d) tipo di modello di business. 

3. Venture capital e intervento pubblico –  Il terzo filone di ricerca analizza il coinvolgimento del settore pubblico, anche in partnership con investitori privati, nell'ambito del sostegno del mercato del VC e dell'innovazione. Gli interventi pubblici, infatti, possono agevolare lo sviluppo dei mercati finanziari, determinare agevolazioni fiscali per investimenti in capitale di rischio, supportare l'imprenditorialità e favorire le relazioni tra imprenditori ed investitori. 

·      Il lavoro "Assessing the impact of public venture capital programmes in the United Kingdom: Do regional characteristics matter?" (c/ Federico Munari) esamina come le politiche di investimento di fondi ibridi pubblico-privati variano in relazione a caratteristiche regionali relative a diversi gradi di sviluppo imprenditoriale e di innovazione. Analizzare come tali caratteristiche impattano l'efficacia di iniziative pubbliche di VC risulta essere un aspetto critico per fornire linee-guida per la valutazione degli interventi pubblici e per mettere in evidenza gli elementi che potrebbero condurre ad impieghi inefficienti delle risorse pubbliche. Il lavoro si basa su un campione di 898 imprese finanziate da VC ibridi e privati nel periodo 1998-2007 nel Regno Unito. 

·      Il lavoro "A cross-country study on investment readiness. How can entrepreneurs increase attitude towards equity finance?" (c/ Gordon Murray), infine, analizza i problemi legati al finanziamento tramite VC da una prospettiva di domanda. Lo studio mira a comprendere come team imprenditoriali in cerca di risorse finanziarie esterne possano incrementare la probabilità di ricevere finanziamenti. In particolare, il lavora cerca di valutare il grado di efficacia dell'intervento pubblico tramite la realizzazione di programmi di Investment Readiness aventi due principali obiettivi: (a) rendere più consapevoli gli imprenditori riguardo agli strumenti finanziari basati sul capitale di rischio e (b) incrementare la qualità delle proposte di business degli imprenditori. Lo studio è stato commissionato dalla BERR (UK Department for Business Enterprise & Regulatory Reform) sotto la supervisione del Prof. Gordon Murray.

4. Corporate venture capital (CVC) – La quarta area di ricerca è alla base della mia tesi di dottorato dal titolo Corporate Venture Capital: How established firms use external resources to create new competencies. Lo studio del CVC è stato condotto lungo due principali linee. La prima ha privilegiato il confronto rispetto al VC, con particolare riguardo alle differenti abilità valutative dei portafogli brevettuali delle imprese finanziate. L'output scientifico è rappresentato dal manoscritto 5 precedentemente descritto. La seconda linea ha, invece, indagato il ruolo del CVC come alternativa a diversi meccanismi di sviluppo e gestione di conoscenza, competenze ed innovazione all'interno di grandi gruppi industriali. Tre sono gli studi derivanti da tale ricerca.

·      Il lavoro "An integration of the resource based view and real options theory for investments in outside opportunities" (c/ Nalin Kulatilaka) è stato sviluppato nel 2008 durante un periodo all'estero come visiting scholar presso la Boston University dove ho potuto collaborare col Prof. Nalin Kulatilaka, uno dei maggiori riferimenti nel mondo accademico relativo all'applicazione della teoria delle opzioni reali a temi di management. L'obiettivo del lavoro è analizzare sotto quali condizioni grandi imprese industriali delineano la propria direzione strategica con l'obiettivo di creare nuova conoscenza. In particolare, utilizzando una combinazione della teoria della resource-based view e della teoria delle opzioni reali, viene messa luce su come il grado di affinità fra le competenze della grande impresa industriale e del partner, da un lato, ed il livello di incertezza esogena, dall'altro, influenzano la scelta fra quattro diverse forme di collaborazione: CVC, alleanza strategica, joint venture ed acquisizione. 

·      Lo studio "The search of complementarity in explorative strategies: The relationship between corporate venture capital investments and corporate diversification" (c/ Federico Munari) indaga la relazione esistente fra investimenti in CVC e grado di diversificazione, entrambi intesi come meccanismi di esplorazione di nuova conoscenza. Il primo, infatti, permette di acquisire conoscenza esternamente tramite il finanziamento di piccole imprese; il secondo, invece, attraverso lo sfruttamento di risorse interne. Sulla base di un campione di 221 fondi di CVC appartenenti a 186 imprese americane nel periodo 1996-2006, si è cercato di comprendere se l'impiego di risorse esterne (tramite CVC) ed interne (tramite diversificazione) sia caratterizzato da un rapporto di complementarietà o di sostitituzione

·      Il lavoro "Patents as measure of exploration and exploitation strategy: The case of CVC investments" (c/ Enrico Forti), infine, rappresenta l'estensione “naturale” del lavoro precedente. Più precisamente, il legame fra investimenti in CVC e diversificazione interna viene indagato non solo da un punto di vista esplorativo (inteso come ricerca di nuova conoscenza), ma anche sotto una lente di sfruttamento di conoscenza sviluppata precedentemente dalle imprese (comunemente indicata in letteratura col termine exploitation). Inoltre, tale studio evidenzia come diverse combinazioni strategiche di esplorazione e sfruttamento, dentro ed oltre i confini organizzativi, impattano sulla performance finanziaria delle imprese. Le analisi si basano su dati longitudinali relativi alle scelte strategiche di 328 imprese americane con almeno un fondo di CVC attivo nel periodo 1996-2006.

5. Altri progetti di ricerca – Parallelamente ai precedenti contributi, la mia attività di ricerca si è anche focalizzata su altri due aspetti.

·      Il lavoro "A meta-analytic answer to an old dilemma: Do M&As create value? Evidence from European banks" (c/ Federica Angeli ed Enrica Bolognesi) indaga se, e sotto quali condizioni, operazioni di fusione ed acquisizione nel settore bancario creano valore per i soggetti coinvolti. Per questo studio è stata applicata la tecnica della meta-analisi, uno strumento di ricerca “secondario” che, integrando i risultati provenienti da diversi studi “primari”, permette di fornire una sintesi sull'argomento di indagine. In particolare, il lavoro riassume i risultati di 17 event studies su 931 operazioni di fusione e acquisizione nel contesto europeo. 

Infine, dal luglio 2009, la posizione di post-doc presso l'Università di Bologna e lo SPRU (Science and Technology Policy Research) – University of Sussex, mi ha permesso di avvicinarmi ad un rilevante tema di ricerca all'interno del contesto di innovazione tecnologica: la network analysis. L'output scientifico "Geographical clusters, networks and performance: A review of the empirical literature" (c/ Andreas Al-Laham, Simone Ferriani e Gianni Lorenzoni) segue tale direzione e presenta una review della letteratura sulle relazioni di rete all'interno di distretti industriali tecnologici. In particolare, la review si articola lungo due macro-tematiche: (a) l'indagine delle cause e conseguenze delle reti sociali su diversi indicatori di performance quali il trasferimento di conoscenza, la scoperta e lo sfruttamento di nuove opportunità imprenditoriali, la sopravvivenza e la crescita d'impresa, la produttività innovativa e la performance finanziaria e (b) la dinamica delle reti sociali all'interno dei distretti industriali sotto una logica evolutiva.