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Laura Fabbri

Professoressa associata

Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi"

Settore scientifico disciplinare: FIS/01 FISICA SPERIMENTALE

Temi di ricerca

Parole chiave: Large Hadron Collider - LHC fisica delle alte energie fisica con acceleratori misura della luminosità particelle elementari Modello Standard

La dott.ssa Laura Fabbri ha partecipato a esperimenti che utilizzano fasci di particelle di energia intermedia, alta ed altissima e la sua attività di ricerca si è sviluppata principalmente in due settori. Il primo, riguardante l’analisi dei dati e la simulazione Monte Carlo, ha avuto inizio con l’attività svolta all’interno della collaborazione OBELIX ed è stato portato avanti in seguito con continuità in HERA-B, LHCb, e ATLAS. L’altro, di carattere prevalentemente strumentale, portato avanti in parallelo al precedente, riguarda lo sviluppo e lo studio su banco e su fascio di rivelatori (ATLAS, SLIM5, VIPIX e SUPERB).

Dal 2005 è membro della Collaborazione ATLAS, uno dei due esperimenti del CERN responsabile della prima osservazione del bosone di Higgs, scoperta per la quale nel 2013 è stato assegnato il premio Nobel per la Fisica, dove ha subito preso parte al progetto del monitor di luminosità di tutto l’esperimento, allora nella sua fase iniziale (LUCID).Il rivelatore, disegnato, costruito, collaudato ed installato, dal settembre del 2008 fornisce i proprio dati a tutta la collaborazione.

La dott.ssa Fabbri ha avuto la piena responsabilità della simulazione Monte Carlo e dell’analisi dei dati raccolti nelle numerose campagne di test su fascio del rivelatore LUCID. Si è poi occupata dell’elettronica di front-end e della valutazione degli algoritmi che, implementati direttamente sulla scheda di lettura, forniscono la misura della luminosità sia online sia integrata per l’intera collaborazione. Dal novembre 2009, quando l’acceleratore è entrato finalmente in servizio, la dott.ssa Fabbri si occupa dell’analisi dei dati raccolti al fine di verificare il corretto funzionamento del detector e di misurare la luminosità del fascio di protoni utilizzati. Inoltre partecipa allo Standard Model Working Group all’interno del quale è responsabile di due analisi, la prima ha l'obiettivo di misurare la sezione d'urto di produzione del bosone vettore Z all'energia di 13 TeV nel centro di massa, la seconda ha lo scopo di misurare e tenere sotto controllo la luminosità raccolta dall’esperimento tramite il conteggio degli eventi Z→μμ.

Per quanto riguarda la parte tecnica, nel 2008 è entrata a far parte della Collaborazione SLIM5, un progetto di ricerca e sviluppo finanziato dall'INFN nell'ambito del gruppo 5 per la realizzazione di sistemi di tracciatura sottili nel campo della fisica delle alte energie. L'esperimento ha prodotto un tracciatore di silicio sottile, con capacità di trigger di primo livello sulle tracce, utilizzando rivelatori a pixel monolitici attivi CMOS (MAPS) e a strisce sottili, interfacciati ad un sistema di memorie associative per la ricostruzione delle traiettorie. In quest'ambito si è occupata dell'elettronica di acquisizione e di trigger del dimostratore collaudato su fascio nel settembre 2008 e dell'analisi dei dati raccolti.

Nel 2009 è entrata a far parte della collaborazione VIPIX, proseguimento naturale di SLIM5, all’interno della quale è stato costruito un tracciatore sottile a pixel basato su tecnologie a integrazione verticale. Una prima versione di questo rivelatore è stato collaudato su fascio nel settembre 2011, mentre una seconda versione è stata provata nel novembre 2012. Ancora una volta la dott.ssa Fabbri si è occupata del sistema di acquisizione dati con la richiesta che fosse in grado di generare un trigger di primo livello sui parametri delle tracce ricostruite e dell’analisi dei dati raccolti. In questo ambito ha supervisionato il lavoro di tesi del dott. Bagnari.

Inoltre ha partecipato alla collaborazione SUPERB all’interno della quale, il gruppo al quale la dottoressa afferisce, si è occupato della progettazione e sviluppo del prototipo del rivelatore di vertice dell’esperimento, in sinergia con l’esperimento VIPIX. La dottoressa Fabbri si è occupata dell’analisi dei dati raccolti durante la campagna di test su fascio del 2011 (lavoro presentato alla conferenza internazionale “Frontier Detectors for Frontier Physics - 12th Pisa Meeting on Advantage Detectors”) i cui risultati hanno portato alla definizione del progetto finale del previsto rivelatore di vertice (Technical Design Report pubblicato a luglio 2012).