Foto del docente

Giuseppe Lepore

Professore associato

Dipartimento di Storia Culture Civiltà

Settore scientifico disciplinare: L-ANT/07 ARCHEOLOGIA CLASSICA

Responsabile unità organizzativa di sede (UOS) Ravenna — Dipartimento di Storia Culture Civiltà

Temi di ricerca

Parole chiave: Phoinike (Albania) pittura romana Sena Gallica Epiro Marche necropoli Ager gallicus romanizzazione Adriatico Agrigento Archeologia della morte Forme dell'abitare nel mondo classico

I principali campi di ricerca sono i seguenti:
  • PITTURE PARIETALI DI ETA' ROMANA: lo studio si collega con lo scavo, iniziato nel 1988, della domus dei Coiedii di Suasa (Marche), con particolare riferimento alle problemi connessi con gli aspetti stilistici e formali della tecnica pittorica, della tecnologia per la messa in opera, della metodologia di recupero e di ricomposizione grafica, del restauro e dei problemi espositivi. Sono stati recuperati diversi nuclei pittorici, attualmente esposti nel Museo Civico Archeologico "A. Casagrande" di Castelleone di Suasa (An).
  • IL TERRITORIO DELLA VALLE DEL FIUME CESANO: tale ricerca integra e completa la conoscenza del contesto in cui sorse la città romana di Suasa (tra le province di Pesaro e Ancona). Questo studio, esteso alle fasi tardo antiche e altomedievali del territorio, è confluito in una indagine archeologica, condotta dallo scrivente, nella chiesa della Madonna del Piano (anticamente S. Maria in Portuno) a Corinaldo (AN); le indagini archeologiche sono state condotte per 10 anni consecutivi (2001-2011).
  • ARCHEOLOGIA DELLA MORTE: il progetto si collega con lo scavo e lo studio delle necropoli città ellenistico-romana di Phoinike (Albania), iniziato nel 2001. La ricerca, condotta attraverso l'analisi e lo studio dei principali aspetti simbolici del rituale antico connesso alla morte, è confluita in una monografia (Lepore, Muka 2018) e in un Congresso Internazionale, tenuto a Tirana nel 2019.
  • ARCHEOLOGIA DELLE PROVINCE: tale ricerca completa le indagini avviate in area balcanica (Albania) con una serie di studi condotti in area croata. Si tratta infatti dello studio e della pubblicazione della decorazione pittorica dell'Augusteum di Narona (Croazia) e delle pitture del sito tardo antico di Bare (Croazia), nell'ambito di un progetto internazionale di lavoro, in collaborazione col Museo di Spalato. Sempre in Croazia, a partire dal 2005, è stato avviato il “Burnum Project” in collaborazione con l'Università di Zara e col Museo Archeologico di Drns, con l'intento di applicare ad un sito antico (castrum romano di Burnum) indagini archeologiche non intrusive, prima di prcedere allo scavo vero e proprio. A completare il quadro "mediterraneo" delle ricerche si pone l'indagine (2001 e 2002) con la Missione congiunta tra le Università di Bologna e di Lecce al progetto di ricerca, studio e rilievo del sito ellenistico romano di Soknopaiounesos (Fayyum, Egitto).
  • ROMANIZZAZIONE DELL'AGER GALLICUS: il nuovo tema di ricerca si collega al progetto pluriennale "Archeologia Urbana a Senigallia", che, firmato nel 2010, prevede una Convenzione tra il Comune di Senigallia, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna (ora Disci). Tutte le attività di ricerca si basano, oltre che sulle tradizionali modalità di ricerca archeologica (indagini d'archivio, ricognizioni nelle cantine, aggiornamento della Carta Archeologica e della Carta del Potenziale), anche sull'applicazione sistematica delle indagini geofisiche non intrusive, grazie all'apporto del Laboratorio di Geofisica del Disci dell'Università di Bologna.
  • LE FORME DELL'ABITARE NELLA SICILIA GRECA: la ricerca si connette ad una nuova Convenzione firmata nel 2016 con Parco Archeologico "Valle dei Templi" di Agrigento. Il Progetto ("Agrigento. Insula III") intende indagare con le più moderne tecnologie le strutture dell'insula III del cd. Quartiere ellenistico-romano e poi procedere allo scavo sistematico di un contesto coerente: a questo proposito si è scelto di indagare la Casa III M, che ha restituito uno straordinario complesso di pitture parietali in crollo (oggetto di una Mostra nel 2019 all'interno del Museo Regionale "Pietro Griffo" di Agrigento.