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Franco Baldoni

Professore associato confermato

Dipartimento di Psicologia "Renzo Canestrari"

Settore scientifico disciplinare: M-PSI/08 PSICOLOGIA CLINICA

Temi di ricerca

1. Studio e valutazione dell'attaccamento e della mentalizzazione nel ciclo vitale e in situazioni cliniche

2.  Difficoltà emotive, relazione di coppia e funzioni genitoriali durante la gravidanza e il puerperio

3.  Valutazione psicosomatica e ricerche sugli effetti delle variabili psicologiche nella patogenesi e trattamento di patologie mediche (cardiovascolari, urologiche, ostetrico-ginecologiche, gastrointestinali e dermatologiche)

4. Problemi di formazione e di trattamento in psicosomatica

5. Disturbi del Comportamento Alimentare negli adolescenti e nei giovani adulti

6. Problemi emozionali e relazionali in mediazione familiare e in terapia familiare



 

1.      Nuovi metodi per la valutazione dell'attaccamento

Come responsabile del Laboratorio sulla Valutazione dell'Attaccamento (Attachment Assessment Lab), attivato dal 2001 presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bologna, svolge un'attività di studio sui nuovi strumenti per la valutazione dell'attaccamento. In particolare sono stati sviluppati i seguenti progetti di ricerca:

a)       Studio dell'attaccamento nel ciclo vitale secondo la prospettiva del Modello Dinamico-Maturativo (Dynamic-Maturational Model, DMM) proposto da Patricia M. Crittenden (1979-2007) con particolare riferimento alle metodiche di valutazione specifiche per ogni fascia di età: Child-Adult Relationschip Experimental Index (CARE-Index), Strange Situation (SS), Preschool Assessment of Attachment (PAA), School-aged Assessment of Attachment (SAA), Transition to Adulthood Attachment Interview (TAAI), Adult Attachment Interview (AAI)

b)      Somministrazione e codifica del Child-Adult Relationship Experimental Index (CARE-Index) (Crittenden 1979-2004), una procedura audiovisiva per la valutazione dei precursori dell'attaccamento nei bambini da o a 24 mesi che mette in luce la capacità dell'adulto di svolgere la propria funzione genitoriale. La somministrazione avviene in condizioni non stressanti ed è in grado di valutare la sensibilità dell'adulto, le caratteristiche di relazione diadica e i precursori dell'attaccamento infantile permettendo di individuare quelle relazioni che sono maggiormente a rischio di trascuratezza, abuso o maltrattamenti psicologici o fisici;

c)       Somministrazione e codifica dell'Adult Attachment Interview (AAI) secondo il Modello Dinamico-Maturativo (Crittenden 1994-2007) particolarmente riguardo le nuove configurazioni dell'attaccamento adulto e la funzione dei modificatori (Riorganizzazione, Depressione, Disorientamento, Lutti e Traumi irrisolti);

d)      Validazione italiana del Transition to Adulthood Attachment Interview (TAAI) di Patricia M. Crittenden (2004), un nuovo strumento per la valutazione dell'attaccamento specifico per l'età adolescenziale. La procedura di validazione prevede la somministrazione del test a un campione normativo e  a un campione di adolescenti inseriti in comunità per problemi di devianza psicosociale;

e)       Attachment Movie Test (AMT) (Baldoni 2005), uno strumento autosomministrato per la valutazione di alcune dimensioni dell'attaccamento (Punto di vista del Sé/Punto di vista degli altri, Rappresentazione positiva/negativa del Sé, Rappresentazione positiva/negativa degli altri) che utilizza come stimolo la visione di alcuni brevi filmati cinematografici. Il test, la cui somministrazione richiede all'incirca due ore di tempo, si rivela particolarmente utile per lo studio dell'attaccamento in adolescenza e in età adulta. L'AMT si differenzia da altri strumenti autosomministrati, superandone alcuni limiti di validità, in quanto (allo stesso modo della Strange Situation e dell'Adult Attachment Interview) valuta l'attaccamento ponendo il soggetto in uno stato crescente di stress.

f)         Reflective Function in the Family (RFF) (Baldoni 2007), una procedura di valutazione delle capacità riflessive manifestate all'interno di una seduta di consultazione o di psicoterapia familiare. La metodologia si avvale della analisi sistematica della comunicazione verbale come risulta dalla registrazione audiovisiva della seduta. La RFF fornisce indicazioni utili per la diagnosi clinica e la valutazione del processo terapeutico durante il trattamento, alla conclusione di questo e in occasione di successive sedute di follow up. Può essere utilizzata in un contesto terapeutico familiare o di coppia in una prospettiva psicoanalitica o sistemica.

g)       Ricerche sulla validità e sulla attendibilità dei questionari autosomministrati sulla valutazione dell'attaccamento.

h)       Sviluppo dell'attaccamento e difficoltà psicologiche nelle famiglie con bambino nato pretermine. Responsabile dell'Unità di Ricerca di Bologna relativa al Progetto PRIN 2007 (durata 24 mesi, Coordinatore Scientifico Nazionale Prof. Antonio Imbasciati). L'unità di ricerca intende studiare lo sviluppo dell'attaccamento, le difficoltà psicologiche e il ruolo della relazione Padre-Madre-Bambino nella famiglia con bambino nato pretermine nel periodo che va da tre mesi di età corretta ad un anno di età corretta. Lo studio è basato su un disegno longitudinale con rilevazioni dei dati in quattro fasi (1-3-6-12 mesi di età corretta del bambino) e prevede la somministrazione dei seguenti strumenti di valutazione: CARE-Index, Adult Attachment Interview (AAI), Bayley Scales of Infant Development (seconda edizione, BSID II), Center for Epidemiologic Studies Depression Scale (CES-D), Parental Stress Scale (NICU), State Trait Anxiety Inventory Forma Y2 (STAI-Y2), Parenting Stress Index.

i)         Attaccamento e mentalizzazione nella relazione clinica. Studio nazionale sulle caratteristiche psicologiche dei clinici (medici, psicologi, psicoterapeuti) valutate in termini di stile di attaccamento, alessitimia e capacità di mentalizzazione.

j)        Confronto tra modelli di valutazione dell'attaccamento. Studio nazionale sulle correlazioni dei dati di Adult Attachment Interview (AAI) (codificate in parallelo secondo il modello di Main, Goldwyn e Hesse e secondo il Modello Dinamico-Maturativo) correlati con dati ottenuti tramite questionari self-report (RQ, ASQ, PBI).

 

Il laboratorio si avvale della consulenza scientifica di Patricia M. Crittenden (Family Relations Institute, Miami, Florida, Presidente International Association for the Study of Attachment, IASA))  e Andrea Landini (IASA).

 

2.  Legame di attaccamento e sofferenza psicologica

Nell'ambito della sua partecipazione al progetto di ricerca COFIN 2000 (ex 40%) Studio della relazione tra le manifestazioni del disagio psicologico nel bambino e nell'adulto e le esperienze di attaccamento (Coordinatore Scientifico del programma di Ricerca: Prof. Giancarlo Trombini) all'interno dell'Unità di Ricerca dell'Università di Bologna che si è occupato di attaccamento e disagio psicologico nella gravidanza e post partum (Responsabile Scientifico dell'Unità di Ricerca: Prof. Bruno Baldaro) ha elaborato un “questionario psicosociale” in 4 parti (attualmente utilizzato da varie unità di ricerca in diverse università italiane) per raccogliere informazioni sulla vita affettiva e sessuale della coppia, sulle fantasie riguardo al bambino, sulle relazioni familiari, sugli eventi psicosociali stressanti, sull'eventuale presenza di disturbi di tipo fisico o psicologico nella madre e nel padre, sui vissuti emotivi e sulle preoccupazioni relative alla nascita, all'allattamento e al primo trimestre dopo il parto.

 

3.      Difficoltà emotive, relazione di coppia e funzione paterna durante la gravidanza ed il puerperio

Per valutare l'influenza dei fattori emotivi, relazionali e psicosociali (compreso il legame d'attaccamento) sullo sviluppo dei disturbi psicologici legati alla gravidanza ed al parto (in particolare il maternity blues e la depressione post-partum) sta conducendo, in collaborazione con la 1a Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Bologna (Ospedale S. Orsola), una serie di ricerche su coppie valutate dal II° trimestre di gestazione fino al I° trimestre dopo il parto. In particolare si è indagato sulle difficoltà emotive vissute non solo dalle madri, ma anche dai padri e sulla funzione svolta da questi per il mantenimento dell'equilibrio psicologico della compagna durante la gravidanza  e la maternità.

 

4.      Studio del Burn-Out lavorativo nelle professioni di aiuto e negli insegnanti

La maggior parte degli studi clinici e epidemiologici sul burn-out lavorativo sono stati diretti agli operatori che svolgono compiti terapeutici (medici, infermieri, psicologi, psicoterapeuti)  e in misura minore, allo studio di quelle che, pur non appartenendo all'area sanitaria, vengono riconosciute ugualmente come “helping professions” (assistenti sociali, tecnici di riabilitazione, educatori professionali). Poca attenzione è stata invece dedicata agli insegnanti, forse perché nel loro lavoro viene più facilmente riconosciuto l'aspetto didattico e sottovalutata la funzione educativa e pedagogica. Bisogna invece considerare che l'insegnamento espone personalmente nel rapporto con l'allievo, comportando impegno sul piano emotivo e un notevole carico in termini di stress e di aspettative frustrate (questo vale per tutti, dall'insegnante elementare al professore universitario).

In questo ambito di studio si è affrontato il problema del burn-out considerando non solo le difficoltà legate ad una specifica situazione lavorativa (come il sovraccarico di impegni, le aspettative elevate, i turni di lavoro, gli eccessivi cambiamenti, una condizione di mobbing) oppure quelle inerenti ad un particolare ruolo professionale (ad esempio una professione di aiuto) oppure a una condizione di sofferenza emotiva personale (valutata in termini di stress, di ansia o di depressione, di difese, di psicopatologia o di problemi relazionali), ma anche considerando l'importanza della scelta lavorativa e in particolare quanto essa sia stata autentica oppure determinata da fattori quali la convenienza, la compiacenza, le aspettative degli altri (della famiglia, degli insegnanti, degli amici, dell'ambiente sociale) o dall'imitazione di modelli percepiti in modo acritico e non  sufficientemente personale.

 

5.      Emozioni e sofferenza psicologica in mediazione familiare

Questa attività di ricerca intende studiare la partecipazione emotiva dell'operatore durante il processo di mediazione familiare e valutare la funzione di aiuto psicologico svolta nei suoi confronti dai colleghi durante la riunione di équipe mensile. In particolare si ipotizza che la seduta di mediazione comporti nell'operatore un aumento della sofferenza emotiva e della percezione dello stress, mentre dopo la riunione di équipe ci aspettiamo una diminuzione di questi fattori con un eventuale loro aumento negli altri colleghi. Per verificare questa ipotesi sono somministrati ai mediatori alcuni questionari psicologici. La ricerca, attualmente allo stadio pilota, viene svolta in collaborazione con il Centro per le Famiglie di Modena e in futuro verrà allargata agli altri Centri per le Famiglie della Regione Emilia Romagna.

 

6. Aspetti emotivi e comportamentali dell'improvvisazione musicale     

Per conoscere il punto di vista del musicista su alcuni aspetti psicologici, somatici e comportamentali legati all'improvvisazione musicale è stata ideata un‘intervista semistrutturata di 23 domande che è stata somministrata, in occasione di concerti e prove orchestrali, ad un campione di  jazzisti professionisti italiani e stranieri. Alla prima tesi di laurea tratta da questa attività di ricerca è stato attribuito il premio della Poster Competition 2004 indetta dalla Facoltà di Psicologia di Bologna.

 

7.      Psicoterapia e formazione in psicosomatica

In collaborazione con l'Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna ha sviluppato un modello di intervento integrato con potenzialità terapeutiche e formative. Il protocollo, che è stato chiamato Insieme con il paziente, prevede un ciclo di 10 incontri di gruppo della durata di 2 ore a scadenza bisettimanale ai quali partecipano medici specialisti assieme ai loro pazienti. Le riunioni sono condotte da un medico psicologo di formazione psicoanalitica esperto in terapia di gruppo. L'esperienza ha due obiettivi: uno esplicito ed uno implicito. Quello esplicito è di fornire informazioni mediche e psicologiche sulla natura dei sintomi, sugli aspetti preventivi e sulle terapie. Si vuole inoltre offrire l'occasione di confronto tra persone con disturbi simili. L'obiettivo implicito è stimolare pazienti e medici a parlare delle proprie aspettative riguardo la salute, dei rispettivi comportamenti di malattia e delle problematiche relative alle terapie ed alla sanità. L'esperienza favorisce nei pazienti un miglioramento del benessere generale accompagnato da un atteggiamento di maggiore comprensione e rispetto verso i propri terapeuti. Essa si rivela utile anche per i medici che sviluppano una maggiore disponibilità alla relazione clinica e riducono il livello di insoddisfazione lavorativa.

Questo protocollo può essere utilizzato sia nel trattamento di patologie organiche che nei disturbi medici funzionali. Il modello è stato presentato in congressi nazionali e internazionali ed esposto in modo dettagliato in un articolo (vedi elenco pubblicazioni).

 

8.      Disturbi del Comportamento Alimentare negli adolescenti e nei giovani adulti

Come membro del comitato scientifico e del gruppo di lavoro sui disturbi del comportamento alimentare del Centro Studi per il Benessere e la Salute Mentale del Bambino e dell'Adolescente di Forlì ha elaborato un progetto di ricerca, in più fasi, da svolgersi presso medici, psicologi, psicoterapeuti e altre figure professionali pubbliche e private (insegnanti, educatori, allenatori sportivi) coinvolte nelle problematiche D.C.A. e operanti nel territorio dell'AUSL di Forlì. La prima fase della ricerca consiste in un'indagine valutativa (sotto forma di censimento) sulle risorse disponibili sul territorio riguardo alla prevenzione e alla cura dei disturbi del comportamento alimentare negli adolescenti e nei giovani adulti. La seconda fase del progetto riguarda una ricerca condotta su un vasto campione di adolescenti per studiarne i comportamenti rilevanti per la salute, con particolare riferimento a quelli alimentari: le abitudini, le credenze e gli atteggiamenti nei confronti del cibo, il peso e l'immagine corporea, la consapevolezza dei pericoli legati a un'alimentazione scorretta e ad altri comportamenti a rischio per la salute. La ricerca si avvale della collaborazione dell'Ordine dei Medici e di quello degli Psicologi di Forlì.

 

9.      Valutazione psicosomatica di patologie organiche e funzionali

Sono stati svolti studi nei seguenti ambiti clinici:

a)      Cardiologia: valutazione psicologica, prevenzione e terapia integrata di pazienti affetti da patologie funzionali cardiovascolari (ricerca svolta per conto dell'Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna);

b)      Gastroenterologia: valutazione psicosomatica dei disturbi funzionali gastrointestinali, con particolare riferimento alla dispepsia idiomatica. Studio sulle relazioni di attaccamento nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. (In collaborazione con la Clinica Medica dell'Ospedale S.Orsola, Università di Bologna);

c)      Dermatologia: stile di attaccamento, comportamento di malattia e sofferenza emotiva negli adolescenti e negli adulti affetti da patologie dermatologiche, in particolare dermatite atopica e acne (in collaborazione con l'Ambulatorio di Dermatologia Pediatrica dell'Ospedale S. Orsola di Bologna e con il Reparto di Dermatologia dell'Ospedale Morgagni di Forlì);

d)      Urologia: valutazione psicologica e trattamento psicoterapeutico di pazienti con sindromi funzionali urinarie, con particolare riferimento alla sindrome uretrale  (in collaborazione con la Clinica Urologica dell'Ospedale S.Orsola di Bologna);

e)      Ginecologia e Ostetricia: valutazione dello stile d'attaccamento,  della sofferenza emotiva di coppia e dei disturbi relazionali durante la procedura In Vitro Fertilization and Embryo Transfer (IVF-ET) (in collaborazione con la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Modena e Reggio Emilia);

f)       Otorinolaringoiatria: valutazione psicosomatica di pazienti affetti da sindrome da apnea notturna ostruttiva (O.S.A.S., Obstructive Sleep Apnea Syndrome), in collaborazione con l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del Presidio Ospedaliero Pierantoni di Forlì.

g)      Pediatria: studi sullo svilppo dell'attaccamento e sulle difficoltà psicologiche nelle famiglie con figli nati pretermine (in collaborazione con l'Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale, Ospedale Infermi, AUSL Rimini) (Responsabile Locale dell'Unità Operativa dell'Università di Bologna, Fondi PRIN 2007);

h)      Psichiatria: valutazione dei tratti alessitimici in pazienti alcolisti (in collaborazione con il Servizio Tossicodipendenze di Lugo);

i)        Neurologia: comportamento di malattia e depressione nelle diverse forme di cefalea (in collaborazione con la struttura di Diagnosi e Terapia delle Cefalee e del Dolore Facciale dell'Unità Operativa di Analgesia, Ospedale Umberto I di Ancona);

j)        Età evolutiva: disturbi medici funzionali e alterazioni del comportamento sessuale e alimentare negli adolescenti in stato di abbandono inseriti in gruppi appartamento (in collaborazione con la Coop. “Il Centro” di Bologna).