1. Studio e valutazione dell'attaccamento e della
mentalizzazione nel ciclo vitale e in situazioni cliniche
2. Difficoltà emotive, relazione di coppia e
funzioni genitoriali durante la gravidanza e il puerperio
3. Valutazione psicosomatica e ricerche sugli effetti
delle variabili psicologiche nella patogenesi e trattamento di
patologie mediche (cardiovascolari, urologiche,
ostetrico-ginecologiche, gastrointestinali e dermatologiche)
4. Problemi di formazione e di trattamento in psicosomatica
5. Disturbi del Comportamento Alimentare negli adolescenti
e nei giovani adulti
6. Problemi emozionali e relazionali in
mediazione familiare e in terapia familiare
1.
Nuovi metodi
per la valutazione dell'attaccamento
Come
responsabile del Laboratorio
sulla Valutazione dell'Attaccamento (Attachment Assessment Lab),
attivato dal 2001 presso il Dipartimento di Psicologia
dell'Università di Bologna, svolge un'attività di studio sui nuovi
strumenti per la valutazione dell'attaccamento. In particolare sono
stati sviluppati i seguenti progetti di ricerca:
a)
Studio
dell'attaccamento nel ciclo vitale secondo la
prospettiva del Modello Dinamico-Maturativo (Dynamic-Maturational Model,
DMM) proposto da Patricia M. Crittenden (1979-2007) con particolare
riferimento alle metodiche di valutazione specifiche per ogni
fascia di età: Child-Adult
Relationschip Experimental Index (CARE-Index), Strange Situation (SS), Preschool Assessment of
Attachment (PAA), School-aged Assessment of
Attachment (SAA),
Transition to
Adulthood Attachment Interview (TAAI), Adult Attachment Interview
(AAI)
b)
Somministrazione
e codifica del Child-Adult
Relationship Experimental Index (CARE-Index) (Crittenden
1979-2004), una procedura audiovisiva per la valutazione dei
precursori dell'attaccamento nei bambini da o a 24 mesi che mette
in luce la capacità dell'adulto di svolgere la propria funzione
genitoriale. La somministrazione avviene in condizioni non
stressanti ed è in grado di valutare la sensibilità dell'adulto, le
caratteristiche di relazione diadica e i precursori
dell'attaccamento infantile permettendo di individuare quelle
relazioni che sono maggiormente a rischio di trascuratezza, abuso o
maltrattamenti psicologici o fisici;
c)
Somministrazione
e codifica dell'Adult
Attachment Interview (AAI) secondo il Modello
Dinamico-Maturativo (Crittenden 1994-2007) particolarmente riguardo
le nuove configurazioni dell'attaccamento adulto e la funzione dei
modificatori (Riorganizzazione, Depressione, Disorientamento, Lutti
e Traumi irrisolti);
d)
Validazione
italiana del Transition to
Adulthood Attachment Interview (TAAI) di Patricia M. Crittenden
(2004), un nuovo strumento per la valutazione dell'attaccamento
specifico per l'età adolescenziale. La procedura di validazione
prevede la somministrazione del test a un campione normativo e a un campione di
adolescenti inseriti in comunità per problemi di devianza
psicosociale;
e)
Attachment
Movie Test (AMT) (Baldoni
2005), uno strumento autosomministrato per la valutazione di alcune
dimensioni dell'attaccamento (Punto di vista del Sé/Punto di vista
degli altri, Rappresentazione positiva/negativa del Sé,
Rappresentazione positiva/negativa degli altri) che utilizza come
stimolo la visione di alcuni brevi filmati cinematografici. Il
test, la cui somministrazione richiede all'incirca due ore di
tempo, si rivela particolarmente utile per lo studio
dell'attaccamento in adolescenza e in età adulta. L'AMT si
differenzia da altri strumenti autosomministrati, superandone
alcuni limiti di validità, in quanto (allo stesso modo della Strange Situation e dell'Adult Attachment Interview)
valuta l'attaccamento ponendo il soggetto in uno stato crescente di
stress.
f)
Reflective
Function in the Family (RFF) (Baldoni 2007), una
procedura di valutazione delle capacità riflessive manifestate
all'interno di una seduta di consultazione o di psicoterapia
familiare. La metodologia si avvale della analisi sistematica della
comunicazione verbale come risulta dalla registrazione audiovisiva
della seduta. La RFF fornisce indicazioni utili per la diagnosi
clinica e la valutazione del processo terapeutico durante il
trattamento, alla conclusione di questo e in occasione di
successive sedute di follow up. Può essere utilizzata in un
contesto terapeutico familiare o di coppia in una prospettiva
psicoanalitica o sistemica.
g)
Ricerche sulla validità e sulla
attendibilità dei questionari autosomministrati
sulla valutazione dell'attaccamento.
h)
Sviluppo dell'attaccamento e difficoltà
psicologiche nelle famiglie con bambino nato pretermine.
Responsabile dell'Unità di
Ricerca di Bologna relativa al Progetto PRIN 2007 (durata 24
mesi, Coordinatore Scientifico Nazionale Prof. Antonio Imbasciati).
L'unità di ricerca intende studiare lo sviluppo dell'attaccamento,
le difficoltà psicologiche e il ruolo della relazione
Padre-Madre-Bambino nella famiglia con bambino nato pretermine nel
periodo che va da tre mesi di età corretta ad un anno di età
corretta. Lo studio è basato su un disegno longitudinale con
rilevazioni dei dati in quattro fasi (1-3-6-12 mesi di età corretta
del bambino) e prevede la somministrazione dei seguenti strumenti
di valutazione: CARE-Index, Adult Attachment Interview (AAI),
Bayley Scales of Infant Development (seconda edizione, BSID II),
Center for Epidemiologic Studies Depression Scale (CES-D), Parental
Stress Scale (NICU), State Trait Anxiety Inventory Forma Y2
(STAI-Y2), Parenting Stress Index.
i)
Attaccamento e mentalizzazione nella
relazione clinica. Studio
nazionale sulle caratteristiche psicologiche dei clinici (medici,
psicologi, psicoterapeuti) valutate in termini di stile di
attaccamento, alessitimia e capacità di mentalizzazione.
j)
Confronto tra modelli di valutazione
dell'attaccamento. Studio
nazionale sulle correlazioni dei dati di Adult Attachment Interview
(AAI) (codificate in parallelo secondo il modello di Main, Goldwyn
e Hesse e secondo il Modello Dinamico-Maturativo) correlati con
dati ottenuti tramite questionari self-report (RQ, ASQ,
PBI).
Il laboratorio
si avvale della consulenza scientifica di Patricia M. Crittenden
(Family Relations
Institute, Miami, Florida, Presidente International Association for
the Study of Attachment, IASA)) e Andrea Landini
(IASA).
2. Legame di attaccamento e
sofferenza psicologica
Nell'ambito
della sua partecipazione al progetto di ricerca COFIN 2000 (ex 40%)
Studio della relazione tra
le manifestazioni del disagio psicologico nel bambino e nell'adulto
e le esperienze di attaccamento (Coordinatore Scientifico del
programma di Ricerca: Prof. Giancarlo Trombini) all'interno
dell'Unità di Ricerca dell'Università di Bologna che si è occupato
di attaccamento e disagio psicologico nella gravidanza e post
partum (Responsabile Scientifico dell'Unità di Ricerca: Prof. Bruno
Baldaro) ha elaborato un “questionario psicosociale” in 4 parti
(attualmente utilizzato da varie unità di ricerca in diverse
università italiane) per raccogliere informazioni sulla vita
affettiva e sessuale della coppia, sulle fantasie riguardo al
bambino, sulle relazioni familiari, sugli eventi psicosociali
stressanti, sull'eventuale presenza di disturbi di tipo fisico o
psicologico nella madre e nel padre, sui vissuti emotivi e sulle
preoccupazioni relative alla nascita, all'allattamento e al primo
trimestre dopo il parto.
3.
Difficoltà
emotive, relazione di coppia e funzione paterna durante la
gravidanza ed il puerperio
Per valutare
l'influenza dei fattori emotivi, relazionali e psicosociali
(compreso il legame d'attaccamento) sullo sviluppo dei disturbi
psicologici legati alla gravidanza ed al parto (in particolare il
maternity blues e la depressione post-partum) sta conducendo, in
collaborazione con la 1a Clinica Ostetrica e Ginecologica
dell'Università di Bologna (Ospedale S. Orsola), una serie di
ricerche su coppie valutate dal II° trimestre di gestazione fino al
I° trimestre dopo il parto. In particolare si è indagato sulle
difficoltà emotive vissute non solo dalle madri, ma anche dai padri
e sulla funzione svolta da questi per il mantenimento
dell'equilibrio psicologico della compagna durante la
gravidanza e la
maternità.
4.
Studio del
Burn-Out lavorativo nelle professioni di aiuto e negli
insegnanti
La maggior parte degli studi clinici e
epidemiologici sul burn-out lavorativo sono stati diretti agli
operatori che svolgono compiti terapeutici (medici, infermieri,
psicologi, psicoterapeuti) e in misura minore, allo
studio di quelle che, pur non appartenendo all'area sanitaria,
vengono riconosciute ugualmente come “helping professions”
(assistenti sociali, tecnici di riabilitazione, educatori
professionali). Poca attenzione è stata invece dedicata agli
insegnanti, forse perché nel loro lavoro viene più facilmente
riconosciuto l'aspetto didattico e sottovalutata la funzione
educativa e pedagogica. Bisogna invece considerare che
l'insegnamento espone personalmente nel rapporto con l'allievo,
comportando impegno sul piano emotivo e un notevole carico in
termini di stress e di aspettative frustrate (questo vale per
tutti, dall'insegnante elementare al professore universitario).
In questo ambito di studio si è
affrontato il problema del burn-out considerando non solo le
difficoltà legate ad una specifica situazione lavorativa (come il
sovraccarico di impegni, le aspettative elevate, i turni di lavoro,
gli eccessivi cambiamenti, una condizione di mobbing) oppure quelle
inerenti ad un particolare ruolo professionale (ad esempio una
professione di aiuto) oppure a una condizione di sofferenza emotiva
personale (valutata in termini di stress, di ansia o di
depressione, di difese, di psicopatologia o di problemi
relazionali), ma anche considerando l'importanza della scelta
lavorativa e in particolare quanto essa sia stata autentica oppure
determinata da fattori quali la convenienza, la compiacenza, le
aspettative degli altri (della famiglia, degli insegnanti, degli
amici, dell'ambiente sociale) o dall'imitazione di modelli
percepiti in modo acritico e non sufficientemente
personale.
5.
Emozioni e
sofferenza psicologica in mediazione familiare
Questa attività
di ricerca intende studiare la partecipazione emotiva
dell'operatore durante il processo di mediazione familiare e
valutare la funzione di aiuto psicologico svolta nei suoi confronti
dai colleghi durante la riunione di équipe mensile. In particolare
si ipotizza che la seduta di mediazione comporti nell'operatore un
aumento della sofferenza emotiva e della percezione dello stress,
mentre dopo la riunione di équipe ci aspettiamo una diminuzione di
questi fattori con un eventuale loro aumento negli altri colleghi.
Per verificare questa ipotesi sono somministrati ai mediatori
alcuni questionari psicologici. La ricerca, attualmente allo stadio
pilota, viene svolta in collaborazione con il Centro per le
Famiglie di Modena e in futuro verrà allargata agli altri Centri
per le Famiglie della Regione Emilia Romagna.
6. Aspetti
emotivi e comportamentali dell'improvvisazione
musicale
Per
conoscere il punto di vista del musicista su alcuni aspetti
psicologici, somatici e comportamentali legati all'improvvisazione
musicale è stata ideata un‘intervista semistrutturata di 23 domande
che è stata somministrata, in occasione di concerti e prove
orchestrali, ad un campione di jazzisti professionisti
italiani e stranieri. Alla prima tesi
di laurea tratta da questa attività di ricerca è stato attribuito
il premio della Poster
Competition 2004 indetta dalla Facoltà di Psicologia di
Bologna.
7.
Psicoterapia e
formazione in psicosomatica
In
collaborazione con l'Assessorato alla Sanità della Regione Emilia
Romagna ha sviluppato un modello di intervento integrato con
potenzialità terapeutiche e formative. Il protocollo, che è stato
chiamato Insieme con il
paziente, prevede un ciclo di 10 incontri di gruppo della
durata di 2 ore a scadenza bisettimanale ai quali partecipano
medici specialisti assieme ai loro pazienti. Le riunioni sono
condotte da un medico psicologo di formazione psicoanalitica
esperto in terapia di gruppo. L'esperienza ha due obiettivi: uno
esplicito ed uno implicito. Quello esplicito è di fornire
informazioni mediche e psicologiche sulla natura dei sintomi, sugli
aspetti preventivi e sulle terapie. Si vuole inoltre offrire
l'occasione di confronto tra persone con disturbi simili.
L'obiettivo implicito è stimolare pazienti e medici a parlare delle
proprie aspettative riguardo la salute, dei rispettivi
comportamenti di malattia e delle problematiche relative alle
terapie ed alla sanità. L'esperienza favorisce nei pazienti un
miglioramento del benessere generale accompagnato da un
atteggiamento di maggiore comprensione e rispetto verso i propri
terapeuti. Essa si rivela utile anche per i medici che sviluppano
una maggiore disponibilità alla relazione clinica e riducono il
livello di insoddisfazione lavorativa.
Questo protocollo può essere utilizzato
sia nel trattamento di patologie organiche che nei disturbi medici
funzionali. Il modello è stato presentato in congressi nazionali e
internazionali ed esposto in modo dettagliato in un articolo (vedi
elenco pubblicazioni).
8.
Disturbi del
Comportamento Alimentare negli adolescenti e nei giovani
adulti
Come membro del
comitato scientifico e del gruppo di lavoro sui disturbi del
comportamento alimentare del Centro Studi per il Benessere e
la Salute Mentale del Bambino e dell'Adolescente di Forlì ha
elaborato un progetto di ricerca, in più fasi, da svolgersi presso
medici, psicologi, psicoterapeuti e altre figure professionali
pubbliche e private (insegnanti, educatori, allenatori sportivi)
coinvolte nelle problematiche D.C.A. e operanti nel territorio
dell'AUSL di Forlì. La prima fase della ricerca consiste in
un'indagine valutativa (sotto forma di censimento) sulle risorse
disponibili sul territorio riguardo alla prevenzione e alla cura
dei disturbi del comportamento alimentare negli adolescenti e nei
giovani adulti. La seconda fase del progetto riguarda una ricerca
condotta su un vasto campione di adolescenti per studiarne i
comportamenti rilevanti per la salute, con particolare riferimento
a quelli alimentari: le abitudini, le credenze e gli atteggiamenti
nei confronti del cibo, il peso e l'immagine corporea, la
consapevolezza dei pericoli legati a un'alimentazione scorretta e
ad altri comportamenti a rischio per la salute. La ricerca si
avvale della collaborazione dell'Ordine dei Medici e di quello
degli Psicologi di Forlì.
9.
Valutazione
psicosomatica di patologie organiche e funzionali
Sono stati
svolti studi nei seguenti ambiti clinici:
a)
Cardiologia:
valutazione
psicologica, prevenzione e terapia integrata di pazienti affetti da
patologie funzionali cardiovascolari (ricerca svolta per conto
dell'Assessorato alla Sanità della Regione Emilia
Romagna);
b)
Gastroenterologia:
valutazione
psicosomatica dei disturbi funzionali gastrointestinali, con
particolare riferimento alla dispepsia idiomatica. Studio sulle
relazioni di attaccamento nei pazienti affetti da malattie
infiammatorie croniche intestinali. (In collaborazione con la
Clinica Medica dell'Ospedale S.Orsola, Università di
Bologna);
c)
Dermatologia:
stile di
attaccamento, comportamento di malattia
e sofferenza emotiva negli adolescenti e negli adulti affetti da
patologie dermatologiche, in particolare dermatite atopica e acne
(in collaborazione con l'Ambulatorio di Dermatologia Pediatrica
dell'Ospedale S. Orsola di Bologna e con il Reparto di Dermatologia
dell'Ospedale Morgagni di Forlì);
d)
Urologia:
valutazione
psicologica e trattamento psicoterapeutico di pazienti con sindromi
funzionali urinarie, con particolare riferimento alla sindrome
uretrale (in
collaborazione con la Clinica Urologica dell'Ospedale S.Orsola di
Bologna);
e)
Ginecologia e
Ostetricia: valutazione
dello stile d'attaccamento, della sofferenza emotiva di
coppia e dei disturbi relazionali durante la procedura In Vitro Fertilization and
Embryo Transfer (IVF-ET) (in collaborazione con la Clinica
Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Modena e Reggio
Emilia);
f)
Otorinolaringoiatria:
valutazione
psicosomatica di pazienti affetti da sindrome da apnea notturna
ostruttiva (O.S.A.S., Obstructive Sleep Apnea Syndrome), in
collaborazione con l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del
Presidio Ospedaliero Pierantoni di Forlì.
g)
Pediatria:
studi
sullo svilppo dell'attaccamento e sulle difficoltà psicologiche
nelle famiglie con figli nati pretermine (in collaborazione con
l'Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale, Ospedale Infermi,
AUSL Rimini) (Responsabile
Locale dell'Unità Operativa dell'Università di Bologna, Fondi PRIN
2007);
h)
Psichiatria:
valutazione dei
tratti alessitimici in pazienti alcolisti (in collaborazione con il
Servizio Tossicodipendenze di Lugo);
i)
Neurologia:
comportamento
di malattia e depressione nelle diverse forme di cefalea (in
collaborazione con la struttura di Diagnosi e Terapia delle Cefalee
e del Dolore Facciale dell'Unità Operativa di Analgesia, Ospedale
Umberto I di Ancona);
j)
Età
evolutiva: disturbi medici
funzionali e alterazioni del comportamento sessuale e alimentare
negli adolescenti in stato di abbandono inseriti in gruppi
appartamento (in collaborazione con la Coop. “Il Centro” di
Bologna).