Foto del docente

Federica Muzzarelli

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita

Settore scientifico disciplinare: L-ART/03 STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA

Temi di ricerca

Parole chiave: Fotografia e studi di genere Fotografia e cultura visuale Fotografia e cultura della moda Fotografia e ritratto automatico La costruzione fotografica del mito

1. La concettualità fotografica nell'arte italiana degli anni Settanta.
2. Poetiche e pratiche dell'automatismo fotografico.
3. Le origini ottocentesche del fotografico come anticipazioni degli sviluppi artistico-estetici del Novecento.
4. Il corpo e l'azione delle protagoniste femminili della fotografia tra otto e novecento.
5. La dimensione performativa e di recupero del corpo nell'ontologia fotografica.
6. Il ruolo e le caratteristiche della fotografia di moda nell'ossessione dello sguardo modernista.
7. Analisi e riflessioni sul fenomeno delle icone visive della contemporaneità.
8. Gli intrecci tra fotografia e arti visive nella comunicazione della moda.



1. La fotografia ha svolto un ruolo fondamentale nell'arte italiana degli anni Settanta al punto da diventare lo strumento privilegiato per tutta l'area legata alle pratiche concettuali. Approfondendo la lettura delle vicende e dei principali protagonisti di quel decennio si concentra l'attenzione sull'identità del fotografico che le esperienze del concettuale mettono in luce anche al di là dell'appartenenza a correnti e gruppi differenti.
2. L'automatismo produttivo è una delle dimensioni più affascinanti ed emblematiche che la fotografia permette di sperimentare e che l'arte, a volte più o meno consapevolmente, ha evidenziato nel corso degli ultimi 160 anni circa. Le vicende legate al ritratto medico-poliziesco-antropologico ottocentesco possono essere messe in relazione alla nascita delle esperienze estreme di automatismo fotografico novecentesche, evidenziando che, nel passaggio dallo scientifico all'estetico, l'automatismo rivelativo o trasformativo ha fornito modalità e immaginari agli artisti, alla moda, al cinema.
3. Le origini della fotografia nell'Ottocento, guardate trasversalmente con gli occhi del xx secolo, permettono di rileggere gli eventi e gli sviluppi iniziali del mezzo come potenziale serbatoio di idee ancora lontane dall'essere codificate. In questo modo concetti ed esperienze legate all'arte novecentesca, come il recupero del corpo, l'automatismo identitario, l'archiviazione tipologica ecc., possono essere individuate anche e addirittura nei decenni dominati dal "pittorialismo" e da una concezione di arte come esibizione della manualità e del virtuosismo di pochi.
4. La riflessione sul ruolo delle donne fotografe tra Ottocento e Novecento può spiegare bene come, sotto un apparenza di dilettantismo e marginalità rispetto al mondo dell'arte e degli uomini, le donne seppero cogliere spesso d'istinto il cuore della concettualità fotografica. Intuendo ad esempio la sua capacità di rendere concreti immaginari di fuga dalla realtà, di recupero del corpo e dell'identità, di rapporto simbiotico col mondo e di autorivelazione di genere, essendo in grado di raccontare non solo esigenze estetiche, ma anche vite fuori dall'ordinario.
5. La fotografia possiede, per sua stessa natura e identità, un'intima propensione al racconto e alla evidenziazione di esigenze performative e di recupero del corporeo. Si possono così approfondire i legami di questa essenza ontologica della fotografia con il pensiero filosofico e fenomenologico sviluppatosi nel Novecento, riuscendo al contempo a raccontare in parallelo alcune delle più inteerssanti vicende dell'arte tra otto e novecento.
 6. Analizzare la fotografia di moda italiana su riviste degli anni Venti e Trenta permette di mettere in evidenza in particolare la focalizzazione su alcune ossessioni dello sguardo tipicamente moderniste. L'ordine gerarchico, la costruzione auratica dell'identità, la razionalizzazione delle masse, i tagli e le prospettive ardite. Ma anche, le ambiguità di genere, il mito dell'amazzone, il culto del corpo scultoreo e virile.
7. L'evoluzione del linguaggio delle arti visive ha costituito nel Novecento il terreno di esplicitazione della concettualità fotografica. Attraversando il secolo per snodi e incroci di scelte estetiche appare una quasi perfetta coincidenza delle medesime istanze nei modi di comunicazione dell'oggetto di moda. Si possono rendere espicite nelle poetiche e nelle pratiche queste interrelazioni tra sviluppi dell'arte visiva contemporanea e le esperienze della fotografia di moda.