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Carlo Prati

Professore ordinario

Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie

Settore scientifico disciplinare: MED/28 MALATTIE ODONTOSTOMATOLOGICHE

Temi di ricerca

Studi innovativi sul DIGITALE 3D in ambito endodontico.

Utilizzo del digitale 3D nella ricostruzione del dente trattato endodonticamente e in implantologia. tecniche FlappLess e Tissue-level. Utilizzo delle tecniche al RMAN e ESEM-EDX  per lo studio delle interazioni  impianto-superficie-osso.

Studi clinici sui biomateriali da rigenerazione ossea apicale tipo MTA - silicato di calcio e Bioceramic materials con tecniche chirurgiche e microchirurgiche

Trial clinici in ambito implantare e osteointegrazione: utilizzo clinico di impianti a superficie trattata. Tecniche di implantologia FlapLess e Mini-Invasive. Tencihe di Protective Bone Growth (PRG) . Utilizzo delle tecniche con Adhesive Maryland Bridge

Studio del Marginal Bone Level peri-implantare con tecniche Flapless e Flap-modified. valutazione con studi in doppio cieco del MBL su impianti transmucosi-nonsubmerged e submerged.

Tecniche protesiche estetiche con Maryland Bridge adesivo dopo trattamento implantare. Rigenerazione Ossea

Trattamenti e tecniche endodontiche in pazienti in trattamento con Bisfosfonati e con Bronj conclamato.

Sviluppo di tecniche di strumentazione endodontica con metodiche ad ultrasuoni e con strumenti reciprocanti e rotanti al NiTi per la terapia delle lesioni periapicali tipo cisti e granulomi.

Sviluppo di biomateriali per trattamento chirurgico delle lesioni endodontiche e sviluppo di bio-cementi calcio-silicatici MTA e cementi vetro-ionomerici

Ricerca sulla degradazione dei tessuti duri tipo dentina e smalto con metodiche ultrastrutturali tipo SEM e SEM/EDX.

 

 

 

 

 

 

Il prof. Carlo Prati ha iniziato attività di ricerca dal 1983. Dal 1985 svolge attività di ricerca clinica e di laboratorio relativa allo sviluppo dei materiali compositi per conservativa ed endodonzia. Ha al suo attivo numerosi brevetti e lo sviluppo di alcuni  biocementi a base apatitica per uso in campo odontoiatrico.

Ha sviluppato   i primi sistemi adesivi dentinali (1986-1996) e introdotto le tecniche di microscopia elettronica a scansione, tensile e shear bond strength test e l'analisi della conduttanza idraulica della dentina per valutare i valori di adesione alla dentina e i meccanismi di adesione alla dentina e allo smalto.

Dal 2001 con la istituzione del Reparto di Endodonzia svolge studi clinici e trial clinici randomizzati relativi a tecniche endodontiche (tecniche di strumentazione dei canali infetti - tecnica di rigenerazione dei tessuti pulpari e periapicali) e tecniche operatorie in microscopia endodontica.

 

Microbiologia delle patologie endodontiche: tale linea di ricerca condotta in collaborazione con diversi istituti e dipartimeni italiani e esteri ha già portato alla determionazione degli agenti patogeni repsonsabili di lesioni osseee mandibolari apicali e risulta in relazione a patologie aterosclerotiche. Sviluppo tecniche ad ultrasuoni in chirurgia endodontica: La ricerca è volta a sviluppare dispositivi chirurgici ad ultrasuoni per la preparazione del canale endodontico in corso di chirurgia miniinvasiva ortograda e retrograda. Sviluppo biomateriali ad attività osteconduttiva Studio dei sistemi compositi per riabilitazioni orali: la ricerca è finalizzata a sviluppare nuovi materiali compositi con proprietà meccaniche adeguate e con proprietà adesive sia sullo smalto che sulla dentina. Ultrastruttura della dentina umana



 I principali temi di ricerca del Prof. Carlo Prati riguardano  lo sviluppo di tecniche operatorie  con metodiche ad ultrasuoni per la rimozione della dentina infetta in corso di patologia  endodontiche e periapicali tipo granuloma, cisti apicali etc. Sono stati eseguiti numerosi studi  con tecniche in PCR (vedi  seguito) e al microscopio elettronico a scansione per identificare le metodiche più efficaci per rimuove la dentina infetta.

Microbiologia delle patologie endodontiche. Studi recenti hanno dimostrato il ruolo dei patogeni gram -. Il   gruppo di ricerca ha dimostrato che tali batteri sono in grado di infettare la dentina, ed in particolare i tubuli dentinali e di migrare fino al tessuto osseo periapicale. Con tecnica FISH e PCR sono stati evidenziati anche all'interno di lesioni ateromatose provenienti da carotidi e da coronarie di soggetti con patologie endodontiche e parodontali e positivi allo stesso patogeno (Treponema denticola e Porfiromonas endodontalis). Esiste quindi una correlazione fra lesioni endodontiche e aterosclerotiche. Sviluppo tecniche ad ultrasuoni in chirurgia endodontica Valutazione clinica e di laboratorio dell'efficacia dei diversi presidi endodontici al nichel-titanio in particolare analisi al microscopio elettronico a scansione degli strumenti utilizzati e dei risultati morfologici ottenibili e specificatamente possibilità di rispettare l'anatomia endodontica e di sfruttare le proprietà meccaniche di questi strumenti in presenza di anatomie complesse al fine di ottenere una migliore detersione disinfezione endodontica fondamentale per evitare la formazione di lesioni apico periapicali di origine batterica o per la terapia delle stesse quando presenti. Sviluppo biomateriali ad attività osteoconduttiva.

 

Biomateriali di derivazione minerale e derivati dal cementi  calcio-silicatici  sono stati sviluppati in collaborazione con altri centri di ricerca nazionali ed esteri dal presente gruppo. La funzione di tali cementi bioattivi consiste nel permettere la riparazione di tessuto dentinale e di tessuto osseo in ambiente umido (sangue, saliva etc.) e di svolgere una funzione di tipo osteoconduttiva.

Sono allo studio altri materiali con capacità di rilascio lento di agenti antibiotici e di fluoro. Il ruolo delle osteointegrine e dei fattori di crescita ossea è attualmente in corso di valutazione e costituisce uno dei principali obiettivi del gruppo di ricerca. Sono in stato avanzato di preparazione brevetti su tali materiali. Studio dei sistemi compositi per riabilitazioni orali Valutazioni della permeabilità di dentina e smalto in vivo al fine di consentire la messa a punto di materiali in grado di proteggere lo smalto dai processi cariosi . Il legame ottenibile clinicamente tra dentina demineralizzata, collagene dentinale e resine a base di PMMA e di HEMA (hybrid layer) provoca fenomeni di permeabilità e osmosi.

Il gruppo di ricerca ha dimostrato recentemente che tale permeabilità porta in vivo al rapido degrado idrolitico. L'introduzione di biomateriali in grado di stabilizzare l'adesione alle strutture del dente è uno degli obiettivi principali in campo conservativo sia a livello di prevenzione sia per stabilizzare i risultati terapeutici. Ultrastruttura della dentina. Lo studio al SEM e al TEM della dentina, ed in particolare del collagene, costituisce uno dei principali filoni di ricerca del gruppo. Le tecniche di studio della dentina cariata con attivazione e rilascio di MMP rappresenta uno dei punti di sviluppo con ricadute sulle tecniche di prevenzione e di utilizzo dei materiali per endodonzia.

Il vasto programma di ricerche  sullo sviluppo di biomateriali calcio-silicatici ha portato  il prof. Prati  a contribuire alla preparazione di 3 brevetti relativi a innovativi cementi calcio-silicatici con proprietà bioattive e in grado di indurre la formazione di apatite e di idrossido di calcio, con proprietà di remineralizzazione del tessuto osso infetto e della dentina. Vedi anche i principali lavori di ricerca.