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Andrea Piva

Professore ordinario

Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie

Settore scientifico disciplinare: AGR/18 NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE ANIMALE

Temi di ricerca

Parole chiave: acidi organici e oli essenziali polli Salmonella Campylobacter enterociti patogeni microflora intestino suini fermentazioni Sicurezza alimentare

Le infezioni da Campylobacter rappresentano un importante problema di salute pubblica con notevole impatto socio-economico nell'Unione Europea. Il consumo di carne di pollo rappresenta la causa più frequente di infezione nell'uomo. La contaminazione superficiale delle carni si realizza principalmente durante la macellazione degli animali.

I più recenti atti normativi a livello europeo sulla sicurezza alimentare individuano nel controllo di filiera l'approccio più efficace per garantire la salubrità degli alimenti per l'uomo, identificando nella produzione primaria un punto cardine per la sorveglianza ed il controllo.

Gli studi sono orientati all'individuazione di strategie volte al controllo della crescita di diversi ceppi di Campylobacter in allevamento. In questo ambito si articolerà la presente ricerca che si propone di testare l'effetto antimicrobico di sostanze di origine naturale (acidi organici e oli essenziali), nei confronti dei ceppi di Campylobacter di interesse.



Le infezioni da Campylobacter sono ancora in cima alla lista delle malattie zoonotiche segnalate. Nel 2006 oltre 175.000 persone nell'UE hanno contratto infezioni da Campylobacter. Nello stesso anno sono stati segnalati 46 casi ogni 100.000 persone, con un decremento rispetto ai 52 ogni 100.00 del 2005 (195.426 casi umani confermati in quell'anno). Le infezioni da Campylobacter causano generalmente una diarrea infiammatoria e, talvolta, emorragica con crampi, febbre e sintomi dolorosi. 

Il principale serbatoio di Campylobacter termofilo, l'agente eziologico della campilobatteriosi, è il tratto digestivo di uccelli selvatici, domestici e di mammiferi. La dose infettiva sembra essere bassa. Gli alimenti rappresentano un rischio importante per quanto riguarda le infezioni nell'uomo. I prodotti a base di carne di pollame rappresentano una delle principali fonti di infezione, attraverso cross-contaminazioni nei cibi di pronto consumo, il contatto mano-bocca durante la preparazione dei cibi, e in misura minore, tramite il consumo di carne di pollame poco cotta.

In media il 35% dei campioni di carne di pollo analizzati nell'UE sono risultati positivi al Campylobacter,con una percentuale di positività in taluni casi sino al 66.3%.

Ridurre la percentuale di infezione da Campylobacter in allevamenti avicoli e/o ridurre la concentrazione di Campylobacter su carcasse di pollame abbassa notevolmente il rischio per i consumatori. La riduzione della percentuale di Campylobacter in pollame infetto può essere raggiunta mediante l'applicazione di rigorose misure di biosicurezza al livello di produzione. Le carni di suini e ruminanti sembrano rappresentare un rischio minore per i consumatori, anche se il consumo di frattaglie poco cotte di questi animali può rappresentare un rischio considerevole.

Nei casi di Campylobacter nell'uomo nel 2006, sono stati segnalati alti livelli di resistenza alla ciprofloxacina (fino al 45%), con conseguenti seri problemi nel trattamento di queste infezioni. La ciprofloxacina è il farmaco più comunemente impiegato per il trattamento delle infezioni umane da Campylobacter che necessitano di terapia antibiotica.

La relazione sulle zoonosi del 2006 dell'EFSA ha evidenziato che i batteri zoonotici individuati negli animali e nell'uomo diventano sempre più resistenti agli antibiotici comunemente usati.

La linea principale di ricerca del presente studio è incentrata sull'inibizione della crescita delle specie di interesse di Campylobacter ad opera di molecole naturali, che possono rappresentare una valida alternativa all'impiego di antibiotici. L'effetto antimicrobico nei confronti dei principali batteri patogeni intestinali possibili contaminanti alimentari di acidi organici e sostanze di origine naturale è ampiamente riconosciuto.

Lo studio si propone di valutare la minima concentrazione inibente di Campylobacter di acidi organici e oli essenziali, e un eventuale effetto sinergico se utilizzati in combinazione, nei confronti di alcuni dei ceppi di Campylobacter indicati come le principali cause di infezione negli animali e nell'uomo. L'obiettivo sarà ridurre la prevalenza in allevamento avicolo, mediante l'impiego delle sostanze precedentemente testate in vitro.