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Alessandro Volpe

Professore associato

Dipartimento di Beni Culturali

Settore scientifico disciplinare: L-ART/01 STORIA DELL'ARTE MEDIEVALE

Temi di ricerca

Parole chiave: Vitale da Bologna Walter Benjamin pittura gotica arte medievale

La ricerca in atto si dedica alla riformulazione critica di grandi temi della storia dell'arte occidentale, con una attenzione speciale centrata sul passaggio dal medioevo all'età moderna. 

Mantiene come obbiettivo la stesura di saggi di carattere monografico su grandi pittori trecenteschi, ma affronta a chiare lettere il rapporto con la storiografia e la filosofia della storia contemporanea per produrre un pensiero consapevole della crisi della cultura odierna.

I grandi temi della storia dell'arte tardo medievale devono tornare al centro della ricerca poiché la mancata riformulazione di un pensiero critico in materia costringe lo studioso ad una inconsapevole produzione storicista. 

La necessità di ripensare a cosa significarono lo spazio pittorico, il ritratto, il paesaggio, la rappresentazione del corpo negli ultimi secoli del medioevo comporta anche una riflessione sull'intero sistema di pensiero con cui gli studiosi si accingono ad affrontare questi temi. Affidarsi a scelte organizzatesi intorno alle grandi personalità del Novecento significa rinunciare alla propria possibilità critica, e alla possibilità di un contributo sensato alla cultura odierna. Ripensarle significa elaborare una propria scelta in materia.

Da questa basilare riflessione muove il bisogno di ridisegnare la forma del contributo monografico, che non può più limitarsi alla correttezza metodologica nella raccolta e nella discussione dei dati, passaggio che appare necessario e ormai scontato, ma deve comprendere sia nella forma che nel contenuto osservazioni che riguardano la cultura post moderna. Una riflessione sul linguaggio in uso non può mancare a chi si presta a fornire un contributo filologico attraverso il linguaggio, l'impegno del ricercatore non è una velleità volontaria e parallela, ma contribuisce a piegare l'immagine ultima dell'oggetto osservato.

Naturalmente appariranno sempre più centrali nel condurre la ricerca le riflessioni e le scelte sulle opportunità filosofiche e politiche che si sollevano nell'operato del ricercatore. Nel presente della ricerca si solleva un'immagine del passato per cui si può tornare a riflettere sulla poesia nella creazione artistica, e sul senso che può avere fare storia dell'arte in quanto storia di un evento di natura differente rispetto ai molti altri che colmano “la storia”.

 

Su un versante della ricerca solo apparentemente distante, una complessa riflessione sulle ragioni che sostengono l'apparizione della cornice architettonica giottesca ha condotto a sostenere la necessità di un confronto interdisciplinare che possa misurarsi col tema del mutamento avvenuto fra Due e Trecento. Sul fondo e in relazione diretta al mutamento che ogni specialista osserva in quel periodo si trova un cambiamento che riguarda la percezione del mondo e la sua rappresentazione. Sul piano spaziale e temporale, sul versante ontologico ed estetico, nel rapportarsi alla traditio in maniera nuova o alla natura con nuova curiosità il medioevo si avvia a riconoscere al mondo una “solidità” degna di rappresentazione, al suo presente una autorevolezza fino ad allora inedita, anche in relazione alla possibilità di misurare la propria distanza rispetto all'antico.

I mutamenti che riguardano la percezione del mondo terreno e la possibilità della sua rappresentazione si manifestano dapprima o comunque in una forma sintomatica e significativa nello spazio della cornice, della soglia fra i diversi mondi pensabili, dello spazio tracciato tra tempi diversi di una composizione, nella particolare forma pensata nel tracciare un confine tra dimensioni che procedono verso il reciproco riconoscimento tipico dell'età moderna, ma non sono ancora risolte in tal senso.

Anche in quest'ambito della ricerca il senso di questi eventi si dispone ad essere compreso in maniera molto diversa se lo studioso coinvolto si presta ad una ricerca tradizionalmente impostata in chiave storico artistica o se sceglie di allargare il proprio punto di vista ad una più articolata osservazione aprendo alla cultura visuale o attingendo a pensieri di specie “rivoluzionaria”.


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