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Alessandra Romagnoli

Professoressa associata

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Settore scientifico disciplinare: IUS/06 DIRITTO DELLA NAVIGAZIONE

Temi di ricerca

- 2013-2014: L'attività del volo libero: natura giuridica e responsabilità civile. Il progetto di ricerca si pone l'intento di offrire un inquadramento giuridico dell'attività del volo libero, con specifico riguardo alla individuazione della natura giuridica della fattispecie e del regime di responsabilità applicabile in caso di danni occorsi a persone e cose.


- 2012-2013: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: I nuovi accordi aerei bilaterali tra Unione Europea e Stati terzi. L'attività di ricerca ha ad oggetto l'analisi dei più recenti accordi aerei bilaterali stipulati tra l'Unione Europea ed alcuni Stati terzi, in una prospettiva di comparazione con la disciplina dettata dalla Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944 sull'aviazione civile internazionale, nonché di verifica circa la conformità dei suddetti accordi con la normativa vigente in ambito comunitario.


- 2011: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: La tutela della sicurezza nel settore dell'autotrasporto merci. L'attività di ricerca intende esaminare ed approfondire le problematiche giuridiche sottese allo svolgimento dei servizi di autotrasporto merci, sotto il profilo della sicurezza della circolazione stradale.


- 2008/2010: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: La disciplina del trasporto pubblico locale alla luce del Regolamento (CE) n. 1370/2007. Il progetto di ricerca si è posto l'obiettivo di analizzare ed approfondire i principali elementi di novità che il Regolamento (CE) n. 1370 del 23 ottobre 2007 ha apportato in materia di trasporto pubblico locale.


- 2007: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: Il trasporto del bagaglio e del veicolo al seguito del passeggero. Il presente progetto di ricerca ha inteso offrire una disamina approfondita, sotto il profilo privatistico, del contratto di trasporto avente ad oggetto il trasferimento dei bagagli e dei veicoli al seguito del passeggero.


- 2006: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: La sicurezza nel trasporto ferroviario. Il presente progetto di ricerca si è proposto di analizzare il complesso di norme predisposte dai legislatori nazionale e comunitario in tema di sicurezza nel settore del trasporto ferroviario.


 - 2005: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della ricerca: Il regime di responsabilità del vettore marittimo di persone alla luce del nuovo Protocollo di Londra del 2002. Il presente progetto di ricerca ha inteso approfondire la disamina dei principali elementi di novità che il Protocollo di Londra del 2002 ha inteso apportare al testo della Convenzione di Atene del 1974 elaborata in tema di responsabilità del vettore marittimo di persone.



- 2013-2014: L'attività del volo libero: natura giuridica e responsabilità civile. L'attività di ricerca intende offrire una ricostruzione dogmatica dell'attività del volo libero, in mancanza di una specifica normativa di settore intesa a chiarire la natura giuridica della fattispecie ed il relativo regime di responsabilità applicabile. In particolare, il D.P.R. 9 luglio 2010, n. 133 recante il «Nuovo regolamento di attuazione della Legge 25 marzo 1985, n. 106, concernente la disciplina del volo da diporto o sportivo», ha ricondotto alla categoria degli apparecchi per il volo libero il deltaplano, il parapendio ovvero «ogni altro mezzo privo di motore impiegato per il volo da diporto o sportivo, con decollo a piedi, avente le caratteristiche tecniche di cui all'allegato alla legge 25 marzo 1985, n. 106» (art. 2, comma 1, lett. d). Tale normativa si limita ad individuare gli obblighi posti a carico del pilota ed il relativo regime sanzionatorio in caso di inosservanza del dato legislativo, non definendo tuttavia quale sia il regime di responsabilità del pilota applicabile in caso di danni  a persone o cose derivanti dalla pratica del volo libero. L'indagine è, quindi, finalizzata a verificare se l'attività del volo libero svolta mediante l'uso di apparecchi biposto possa essere qualificata come contratto di trasporto aereo, con la conseguente applicazione delle norme che regolano la responsabilità del vettore aereo di persone. Occorre, inoltre, accertare quale disciplina possa trovare applicazione in caso di danni occorsi all'allievo-pilota, nelle ipotesi in cui l'attività del volo libero sia preordinata al conseguimento degli attestati di idoneità e sia, dunque, svolta nel quadro di un contratto di addestramento. L'indagine è, altresì, rivolta alla individuazione del regime di responsabilità applicabile nelle ipotesi di danni a terzi sulla superficie e di danni derivanti da urto tra apparecchi per il volo libero.

- 2012-2013: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: I nuovi accordi aerei bilaterali tra Unione Europea e Stati terzi. Il progetto di ricerca è finalizzato ad un inquadramento giuridico dei più recenti accordi aerei bilaterali stipulati tra l'Unione Europea ed alcuni Stati terzi, in una prospettiva di comparazione con la disciplina racchiusa nel testo della Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944 sull'aviazione civile internazionale, nonché di verifica circa la conformità dei suddetti accordi con la normativa vigente in ambito comunitario. L'indagine si inserisce nell'attuale quadro normativo caratterizzato dalla vigenza del Regolamento (CE) n. 847/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativo alla negoziazione e all'applicazione di accordi in materia di servizi aerei stipulati dagli Stati membri con i Paesi terzi (ed emanato a seguito delle celebri pronunce della Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 5 novembre 2002 - relativamente alle cause C-466/98, C-467/98, C-468/98, C-469/98, C-471/98, C-472/98, C-475/98 e C-476/98 - con le quali, com'è noto, sono stati dichiarati incompatibili con il diritto comunitario gli accordi aerei bilaterali c.d. “Open skies” conclusi tra gli Stati Uniti ed otto Stati membri, quali Svezia, Finlandia, Belgio, Lussemburgo, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Gran Bretagna). Ad opera del predetto Regolamento si è inteso delineare un preciso quadro normativo finalizzato a disciplinare tutte le relazioni bilaterali tra l'UE e gli Stati terzi in materia di servizi aerei. Il Regolamento in esame, in particolare, prevede una serie di norme di principio volte a garantire uno scambio di informazioni adeguato all'interno del territorio europeo, affinché gli Stati membri, nell'ambito delle relazioni negoziali instaurate con Paesi terzi, concludano nuovi accordi aerei, ovvero modifichino un accordo già vigente, in senso conforme alle pertinenti disposizioni dettate dal diritto comunitario. In tale contesto, preme osservare come l'Unione Europea, a seguito dell'entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 847/2004, abbia progressivamente concluso molteplici accordi aerei bilaterali con Paesi terzi (a titolo esemplificativo, nel corso del giugno 2006 l'UE ha sottoscritto l'Accordo sullo spazio aereo comune europeo (ECAA) con i Paesi dei Balcani occidentali; nel dicembre 2006 ha fatto seguito la firma del primo Accordo euromediterraneo con il Marocco; nel maggio 2007 è stato sottoscritto l' “Accordo sui trasporti aerei” con gli Stati Uniti (come successivamente modificato nel marzo 2010);  nel dicembre 2010 sono stati siglati accordi sullo spazio aereo comune con la Georgia e la Giordania; nel giugno 2012 con la Repubblica di Moldavia). Occorre precisare come taluni accordi aerei bilaterali da stipularsi con Paesi terzi siano ancora in corso di negoziazione (dalla recente Circolare della Commissione europea del 27 settembre 2012, dal titolo “Pacchetto di misure di politica estera dell'UE nel settore dell'aviazione” (MEMO/12/714), è dato apprendere che è intenzione dell'Unione “perfezionare, entro il 2015, gli accordi di aviazione con paesi vicini come l'Ucraina, Azerbaigian, la Tunisia, la Turchia e l'Egitto”). Particolare attenzione sarà dedicata alla disamina della disciplina racchiusa nell'ambito dei singoli accordi aerei bilaterali, con specifico riferimento: alle modalità di esercizio dei “servizi concordati sulle rotte specificate” da parte delle compagnie aeree dei Paesi interessati dall'accordo; alle tariffe di trasporto praticate dai vettori per la fornitura di servizi aerei designati dalle parti contraenti; alla individuazione delle tipologie di contratti di utilizzazione degli aeromobili impiegati per lo svolgimento del servizio di trasporto aereo (come ad esempio quello di “wet-lease”, contemplato dall'accordo UE-Georgia). Da ultimo, l'attività di ricerca si prefigge lo scopo di analizzare le più recenti procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dei singoli Stati membri a fronte di rilevati profili di incompatibilità sussistenti tra taluni accordi aerei bilaterali conclusi con Paesi terzi e le norme dettate dal diritto comunitario (sia sufficiente in questa sede rammentare, a titolo esemplificativo, la recente procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea relativamente ad accordi aerei stipulati tra alcuni Stati europei e la Russia, aventi ad oggetto il sorvolo della Siberia).

- 2011: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: La tutela della sicurezza nel settore dell'autotrasporto di merci. Il progetto di ricerca si pone l'obiettivo di condurre una disamina in merito alle problematiche giuridiche sottese allo svolgimento dell'attività di autotrasporto merci, sotto il profilo della sicurezza della circolazione stradale. Lo studio, in particolare, prende le mosse dagli elementi di novità introdotti in materia dal d.lgs. n. 286/2005 di riforma del settore, il cui art. 12, introducendo misure volte a  rendere più efficaci i controlli sulla regolarità amministrativa della circolazione, impone, tra l'altro, l'obbligo di esibizione del certificato di iscrizione all'Albo nazionale degli autotrasportatori all'atto della revisione annuale del veicolo ed il contestuale obbligo del committente, del caricatore e del proprietario della marce di accertarsi circa il legittimo esercizio da parte del vettore dell'attività di autotrasporto. Deve inoltre segnalarsi come il legislatore abbia, altresì, introdotto norme volte a reprimere il diffuso esercizio abusivo dell'attività di vettore stradale, prevedendo alcune misure non soltanto a carico del trasportatore che esercita l'attività privo dei requisiti richieste ex lege sul piano amministrativo, ma anche a carico di committenti, caricatori e proprietari delle merci che se ne servano. Tra le misure introdotte, si segnalano, oltre a quella della responsabilità soggettiva per il committente, il caricatore ed il proprietario della merce che abbiano dato al vettore istruzioni non compatibili con il rispetto delle norme poste a tutela della sicurezza della circolazione (art. 7, co. 3), quella relativa al sequestro, suscettibile poi di portare alla confisca delle merci trasportate nel caso di trasporto effettuato da vettore non provvisto del necessario titolo abilitativo (asrt. 7, co. 2).

- 2008/2010: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: La disciplina del trasporto pubblico locale alla luce del Regolamento (CE) n. 1370/2007. L'attività di ricerca, in particolare, si è proposta di verificare l'impatto che, soprattutto sotto il profilo della prassi contrattuale, la nuova disciplina comunitaria è destinata a produrre in tema di durata e modalità di aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico, aventi ad oggetto lo svolgimento di servizi nazionali ed internazionali di trasporto pubblico passeggeri su rotaia e su strada. In particolare, il Regolamento n. 1370/2007 risulta preordinato alla definizione delle modalità attraverso le quali “le autorità competenti possono intervenire, nel rispetto del diritto comunitario, nel settore dei trasporti pubblici di passeggeri per garantire la fornitura di servizi di interesse generale che siano, tra l'altro, più numerosi, più sicuri, di migliore qualità o offerti a prezzi inferiori a quelli che il semplice gioco delle forze del mercato consentirebbe di fornire” (art. 1, comma 1). In tale prospettiva, il Regolamento, nell'evidenziare che i contratti di lunga durata possono comportare la chiusura del mercato, con conseguente riduzione degli effetti positivi della concorrenza, e nel ritenere opportuno che i contratti di servizio pubblico abbiano una durata limitata, stabilisce (quale elemento di assoluta novità) che la durata dei contratti di servizio pubblico non può essere superiore a dieci anni nella ipotesi in cui i servizi di trasporto sono prestati mediante autobus, mentre non può eccedere il limite dei quindici anni per i servizi di trasporto di passeggeri per ferrovia o mediante altri modi di trasporto su rotaia. L'applicazione di tale principio è, tuttavia, soggetta ad una serie di deroghe espressamente previste dall'art. 4, comma 4. Di significativo interesse, inoltre, anche in una prospettiva di applicazione pratica della norma, è apparsa la disamina del disposto di cui all'art. 5, relativo alla “aggiudicazione di contratti di servizio pubblico”. In particolare, oltre a prevedere il ricorso alla ordinaria procedura di gara ad evidenza pubblica, la disposizione richiamata delinea la facoltà, per “le autorità competenti a livello locale”, “di fornire esse stesse servizi di trasporto pubblico di passeggeri o di procedere all'aggiudicazione diretta di contratti di servizio pubblico a un soggetto giuridicamente distinto su cui l'autorità competente a livello locale (…) esercita un controllo analogo a quello che esercita sulle proprie strutture”.

- 2007: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: Il trasporto del bagaglio e del veicolo al seguito del passeggero. In particolare, l'indagine ha avuto ad oggettto la disamina dei seguenti profili: - la qualificazione giuridica dell'obbligo del vettore relativo al trasferimento del bagaglio e del veicolo del passeggero; - il regime di responsabilità del vettore per la perdita o l'avaria del bagaglio e del veicolo al seguito del passeggero, alla luce della normativa di diritto interno e di diritto internazionale uniforme; - analisi delle corrispondenti previsioni pattizie contemplate dalle condizioni generali di contratto elaborate dalle principali compagnie di navigazione.

- 2006: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della Ricerca: La sicurezza nel trasporto ferroviario. In particolare l'attività di ricerca ha avuto ad oggetto la disamina e l'approfondimento delle seguenti tematiche: - problematiche giuridiche connesse alla sicurezza nel settore del trasporto ferrovario, con specifico riferimento all'individuazione del regime di responsabilità dei soggetti a vario titolo coinvolti; - forme di tutela predisposte in ambito nazionale e comunitario a favore dell'utenza, anche alla luce dei principali dispositivi di sicurezza ferroviaria adottati dalle società preposte alla gestione dei servizi di trasporto; - ruolo e funzioni dell'Agenzia ferroviaria europea, istituita con il Regolamento Ce n. 881 del 29 aprile 2004.

 - 2005: Ricerca fondamentale orientata ex quota 60% - Titolo della ricerca: Il regime di responsabilità del vettore marittimo di persone alla luce del nuovo Protocollo di Londra del 2002. Come noto, la disciplina di diritto uniforme si ispira a principi sensibilmente diversi da quelli che caratterizzano la normativa dettata dal codice della navigazione, differenziandosene in ragione dell'influsso della tradizionale concezione anglosassone, che colloca sul piano extracontrattuale la responsabilità del vettore marittimo, in senso nettamente sfavorevole per la posizione del passeggero. In tale prospettiva, la ricerca è stat rivolta ad un'analisi organica dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale che, sul piano del diritto uniforme, si è realizzata a seguito del recente interevento normativo. In particolare, l'indagine si è soffermata sulla disamina dell'art. 3 della Convenzione di Atene che, nella sua attuale formulazione, distingue il regime di responsabilità del vettore a seconda che l'evento dannoso sia derivato o meno da un sinistro marittimo (shipping incident). L'intento è stato quello di verificare ed approfondire il contenuto della prova liberatoria che il vettore può fornire per esimersi da ogni forma di responsabilità.