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Roberta Bonfiglioli

Professoressa associata

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

Settore scientifico disciplinare: MED/44 MEDICINA DEL LAVORO

Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione

Temi di ricerca

Parole chiave: Disturbi muscoloscheletrici Farmaci antiblastici Malattie professionali Operatori sanitari

  • Attività di ricerca rivolta allo studio delle patologie muscoloscheletriche da sovraccarico biomeccanico correlate al lavoro e, nello specifico, attività nell'ambito della diagnostica delle patologie nervose periferiche da compressione e delle tendinopatie da sovraccarico biomeccanico (grazie alle competenze acquisite nel campo della neurofisiologia clinica convenzionale e sperimentale).
  • Attività di ricerca rivolta allo studio dei rischi per la salute dei lavoratori che operano all'interno delle aziende sanitarie, in particolare, per quel che riguarda i fattori di rischio biomeccanico, i fattori di rischio psicosociali, il rischio da radioesposizione e il rischio da esposizione ad agenti chimici (“valutazione dei rischi mutageno/cancerogeni occupazionali in soggetti esposti a farmaci antiblastici”).

  


Dopo il conseguimento della laurea nel 1991 e durante il percorso di formazione specialistica in Medicina del Lavoro (terminato nel 1995) ho iniziato a svolgere attività di ricerca nel campo delle patologie allergiche di natura professionale, come testimoniano le mie prime pubblicazioni su riviste internazionali (1994).

Dall’anno 2000 in poi ho intrapreso un percorso rivolto allo studio delle patologie muscoloscheletriche da sovraccarico biomeccanico, che costituisce ancora oggi il mio principale ambito di ricerca. Grazie ad una formazione specifica e alla pratica clinica ho acquisito competenze nel campo della neurofisiologia clinica e mi sono occupata della diagnostica delle patologie nervose periferiche da compressione e delle tendinopatie da sovraccarico biomeccanico.

La mia attività di ricerca sulle malattie muscolo scheletriche si può suddividere in due periodi: quello iniziale (fino al 2005) in cui ho contribuito a ricerche sulle malattie muscoloscheletriche condotte nel gruppo di lavoro di cui faccio parte, e quello attuale (dal 2006 in avanti) in cui, grazie all’acquisizione di competenze avanzate in tecniche neurofisiologiche sperimentali, quali ad esempio l’analisi computerizzata del segnale elettrico delle fibre muscolari (utile allo studio delle manifestazioni mioelettriche di fatica) ho avviato una autonoma attività di ricerca sulla neurofisiologia del lavoro muscolare che hanno prodotto tra l’altro la pubblicazione dei risultati di studi originali sperimentali (Bonfiglioli et al., 2013. Effects of 90min of manual repetitive work on skin temperature and median and ulnar nerve conduction parameters: A pilot study in normal subjects).

Grazie alle ricerche compiute in questo settore ho potuto allacciare rapporti nazionali e internazionali con altri ricercatori; ho partecipato e coordinato progetti condotti in collaborazione con ricercatori dell’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) e con ricercatori del LISiN, Laboratorio di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare e della Riabilitazione Motoria del Politecnico di Torino, collaborazione, quest’ultima, iniziata nell’ambito di un progetto europeo (NEW) e attiva a tutt’oggi. I risultati di questa collaborazione sono stati oggetto di pubblicazione in una importante rivista internazionale del settore, associata all’American Association of Neuromuscular & Electrodiagnostic Medicine (Muscle & Nerve) (Bonfiglioli et al., 2012. Surface electromyography features in manual workers affected by carpal tunnel syndrome).

Ho partecipato attivamente ad uno studio longitudinale sulla Sindrome del tunnel carpale (STC) occupazionale che ha visto arruolati oltre 5000 lavoratori reclutati in ambito industriale e dei servizi. Lo studio è stato condotto in collaborazione con il Prof. Thomas Armstrong dell’Università del Michigan, il mio ruolo è stato principalmente rivolto agli aspetti diagnostici della patologia ed ha fornito negli anni preziose informazioni sulla relazione esposizione effetto, in parte già pubblicate su riviste internazionali (Violante et al., 2007. Carpal tunnel syndrome and manual work: a longitudinal study; Bonfiglioli et al., 2013. Validation of the ACGIH TLV for hand activity level in the OCTOPUS cohort: a two-year longitudinal study of carpal tunnel syndrome; Violante et al. 2016. Carpal tunnel syndrome and manual work: the OCTOPUS cohort, results of a ten-year longitudinal study; Farioli et al. Observed Differences between Males and Females in Surgically Treated Carpal Tunnel Syndrome Among Non-manual Workers: A Sensitivity Analysis of Findings from a Large Population Study, «ANNALS OF WORK EXPOSURES AND HEALTH», 2018, 62, pp. 505 - 515).

Successivamente ho potuto instaurare una collaborazione con il Prof. Mats Hagberg dell’Università di Göteborg e sono stata chiamata a svolgere un ruolo attivo nel gruppo di lavoro internazionale che si occupa della definizione di criteri diagnostici per le patologie muscoloscheletriche correlate al lavoro. Ho collaborato alla organizzazione di eventi specifici sull’argomento inseriti nell’ambito delle conferenze organizzate dalla International Commission on Occupational Health, ai quali ho anche partecipato come relatore. Ho inoltre contribuito alla stesura di un documento che riassume la posizione del Scientific Committee on Musculoskeletal Disorders of the International Commission on Occupational Health sull’argomento e che è stato pubblicato su BMC Musculoskeletal Disorders (Hagberg et al., 2012. Prevention of musculoskeletal disorders in workers: classification and health surveillance - statements of the Scientific Committee on Musculoskeletal Disorders of the International Commission on Occupational Health).

 

Nell’ambito dell’ergonomia e degli utensili da lavoro ho partecipato in qualità di inventore allo sviluppo di brevetto di invenzione per:

ATTREZZO (SPATOLA) PER LAMINAZIONE (co-inventor 16%) (Ns.rif.61.L3188.12.IT.1/61.U2164.12.IT.45), numero di deposito: 102016000110570, data di deposito: 03/11/2016. Data di concessione: 18 marzo 2019; numero di concessione: 102016000110570 Paese: Italia.

GUANTO SENSORIZZATO PER IL MONITORAGGIO DELLA FORZA DELLA MANO DURANTE IL LAVORO MANUALE (co-inventor 20%), numero di deposito 102017000069353, data di deposito 21/6/2017, Paese: Italia. (Patent pending)

 

Ho preso parte come autore alla redazione di due volumi della collana di Linee Guida della Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale: le “Linee Guida per la prevenzione dei disturbi e delle patologie da movimentazione manuale dei pazienti”, pubblicate nel 2008, e le “Linee Guida per la prevenzione dei disturbi e delle patologie muscolo-scheletriche del rachide da movimentazione manuale di carichi”, pubblicate nel 2012.

Del 2016 Coordinatore del gruppo di lavoro incaricato dalla Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale dell’aggiornamento delle “Linee Guida sulla Prevenzione dei disturbi e delle patologie muscoloscheletriche da sovraccarico biomeccanico”

 

Ho curato la stesura di un capitolo della nuova edizione del testo Handbook of Clinical Neurology Occupational Neurology Volume 131, Pages 2-528 (2015) Edited by Marcello Lotti and Margit L. Bleecker (ed Elsevier) dal titolo Bonfiglioli et al. 2015 “Occupational mononeuropathies in industry” e collaborato alla stesura, nel medesimo libro, dei capitoli Mattioli et al. “Upper-extremity and neck disorders associated with keyboard and mouse use” e Violante et al. “Low-back pain”.

 

Nel corso del 2016 responsabile scientifico del progetto dal titolo “Sviluppo di un modello per la valutazione integrata del carico biomeccanico in attività lavorative che comportano la movimentazione di carichi” INAIL Bando Ricerche in Collaborazione (BRiC) - Piano Attività di Ricerca 2013-2015

Ho collaborato con altri gruppi di ricerca nell’ambito dell’applicazione di nuove tecnologie per la misura dei fattori biomeccanici (Marta Tessarolo , Luca Possanzini , Enrico Gianfranco Campari , Roberta Bonfiglioli , Francesco Saverio Violante , Annalisa Bonfiglio, Beatrice Fraboni, Adaptable pressure textile sensors based on a conductive polymer, «FLEXIBLE AND PRINTED ELECTRONICS», 2018, 3, pp. 034001 – 034011).

L’interesse nei confronti dei diversi possibili fattori occupazionali in grado di provocare o contribuire all’insorgenza dei disturbi muscolo scheletrici è alla base di alcune più recenti esperienze, effettuate sia in ambito industriale che sanitario e in collaborazione con gli psicologi, rivolte allo studio del ruolo svolto dai fattori psicosociali nell’insorgenza di tali patologie, anch’esse pubblicate su riviste internazionali (Vignoli et al. 2016, How job demands affect absenteeism? The mediating role of work-family conflict and exhaustion; Vignoli et al. 2015, Workplace Bullying as a Risk Factor for Musculoskeletal Disorders: The Mediating Role of Job-Related Psychological Strain; Guglielmi et al. 2013, Solving a methodological challenge in work stress evaluation with the Stress Assessment and Research Toolkit (StART): a study protocol; Guglielmi et al. 2013, When the job is boring: the role of boredom in organizational contexts; Forcella et al. 2012, Analysis of occupational stress in a high fashion clothing factory with upper limb biomechanical overload).

 

Collaboro inoltre con professionisti della riabilitazione in progetti di ricerca per valutare lo sviluppo di trattamenti fisici rivolti a soggetti affetti da disturbi muscolo scheletrici con l’obiettivo di ridurne l’impatto sull’attività lavorativa. I risultati di alcune esperienze, in lavoratori addetti a videoterminali e operatori sanitari, sono già stati oggetto di pubblicazione (Pillastrini P et al. 2013, The effect of a multimodal group programme in hospital workers with persistent low back pain: a prospective observational study; Pillastrini et al. 2007, Evaluation of two preventive interventions for reducing musculoskeletal complaints in operators of video display terminals).

 

In ambiente sanitario, dove svolgo la mia attività assistenziale dal 1998, ho avuto l’opportunità di approfondire tematiche che riguardano il rischio da esposizione a farmaci antiblastici. Significativa è stata l’esperienza che mi ha portato ad assumere, nel biennio 2006-2007, il ruolo di Responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca locale di Bologna nell’ambito di un Progetto multicentrico (PRIN) dal titolo “Valutazione dei rischi mutageno/cancerogeni occupazionali in soggetti esposti a farmaci antiblastici”, studio che ha visto coinvolti altri quattro Atenei e nel quale mi sono occupata di aspetti riguardanti il monitoraggio biologico e il dosaggio di indicatori di danno ossidativo (idrossiguanosina). I risultati del progetto sono stati già in parte pubblicati su riviste internazionali (Moretti et al. 2015 Micronuclei and chromosome aberrations in subjects occupationally exposed to antineoplastic drugs: a multicentric approach; Buschini et al. 2013, Multicentre study for the evaluation of mutagenic /carcinogenic risk in nurses exposed to antineoplastic drugs: assessment of DNA damage; Moretti et al. 2012, A study protocol for the evaluation of occupational mutagenic/carcinogenic risks in subjects exposed to antineoplastic drugs: a multicentric project).

 

Ho approfondito anche temi che riguardano l’adozione di strategie preventive contro la trasmissione di agenti biologici negli operatori sanitari (Bonfiglioli et al. 2013, Getting vaccinated or not getting vaccinated? Different reasons for getting vaccinated against seasonal or pandemic influenzae il tema del reinserimento lavorativo (Musti et al. Perceived work ability at return to work in women treated for breast cancer: A questionnaire-based study, «MEDICINA DEL LAVORO», 2018, 109, pp. 407 – 419).

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