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Manuela Loi

Tutor didattico

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

Temi di ricerca

Attualmente la principale linea di ricerca è focalizzata sulla comprensione dei meccanismi molecolari e cellulari alla base dei disturbi dello sviluppo del sistema nervoso, con particolare attenzione al Disordine da Deficit di CDKL5 (CDD), considerato una variante della Sindrome di Rett. L’obiettivo ultimo è l’identificazione e lo sviluppo di strategie terapeutiche in grado di migliorare la grave compromissione cognitiva che caratterizza queste patologie.

Il Disordine da Deficit di CDKL5 è una grave encefalopatia dello sviluppo che colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile. È causato da mutazioni nel gene CDKL5, localizzato sul cromosoma X, che determinano l’assenza o la perdita di funzionalità della chinasi CDKL5. I pazienti affetti da CDD presentano un quadro clinico complesso che include epilessia ad esordio precoce (nei primi mesi di vita), disabilità intellettiva, tratti dello spettro autistico, compromissione delle capacità visive e motorie e disturbi gastrointestinali. La maggior parte dei pazienti non acquisisce la capacità di camminare, parlare o alimentarsi autonomamente. Attualmente sono stati identificati circa 10.000 casi nel mondo; tuttavia, a causa della limitata conoscenza della patologia, è verosimile che molti casi rimangano non diagnosticati. Non esistono ad oggi trattamenti risolutivi per il CDD e la gestione clinica è principalmente orientata al supporto sintomatico e alle famiglie. Lo sviluppo di terapie efficaci rappresenta quindi una sfida di grande rilevanza clinica e sociale.

L’obiettivo generale della ricerca è correggere le alterazioni dello sviluppo cerebrale osservate nel modello murino di CDD attraverso strategie terapeutiche mirate al ripristino della funzionalità della proteina CDKL5. A tal fine, stiamo sviluppando e valutando diversi approcci innovativi, tra cui una strategia di terapia proteica sostitutiva e una strategia di terapia genica.

La terapia proteica sostitutiva prevede la somministrazione sistemica di una proteina CDKL5 ricombinante prodotta in vitro, progettata per attraversare la barriera ematoencefalica e raggiungere il tessuto cerebrale, consentendo il ripristino diretto della funzione proteica nelle cellule neuronali.

La strategia di terapia genica, invece, si basa sull’utilizzo di vettori virali per veicolare nel cervello il materiale genetico necessario alla produzione di una forma secreta della proteina CDKL5. Questa proteina, una volta sintetizzata dalla cellula trasdotta, può essere rilasciata e successivamente captata dalle cellule circostanti, potenziando così l’efficacia terapeutica rispetto agli approcci di terapia genica tradizionali.

Gli studi in corso sono finalizzati alla validazione preclinica di queste strategie e allo sviluppo di approcci terapeutici potenzialmente trasferibili all’uomo, con l’obiettivo di porre le basi per futuri studi clinici.

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