Antropologia e processi mentali inconsci nel pensiero di Immanuel Kant.
Il mio attuale progetto di ricerca verte sulla ricostruzione storico-critica della discussione sulle rappresentazioni oscure (dunkle Vorstellungen) nella filosofia tedesca del Settecento, con particolare riferimento alla ricezione ed elaborazione del problema nell'opera di Kant.
L'indagine di questo macro-tema implica la definizione delle complesse dinamiche culturali che portano al costituirsi della psicologia empirica, dell'antropologia e dell'estetica come discipline filosofiche autonome, e, in particolare, come ambiti privilegiati di studio del pensiero non-cosciente.
Di qui, l'esigenza di una ricostruzione dei contributi degli autori che hanno in varia misura influenzato Kant, e, in particolare, dei tentativi fatti dagli stessi per conoscere le regioni oscure dell'anima e il loro funzionamento. Tra i filosofi più rilevanti in questo senso ricordo Alexander Gottlieb Baumgarten, Georg Friedrich Meier, Johann Georg Sulzer, Johannes Nikolaus Tetens e Ernst Platner. Infine, mi occupo dell'incidenza della riflessione kantiana nella filosofia dell'inconscio successiva.