Le mie ricerche indagano i modi in cui, tra Cinque e Settecento, l'Europa costruì i propri saperi sul mondo islamico e sulle altre tradizioni che chiamava "orientali". Più che un repertorio astratto di idee, mi interessa il sapere come pratica materiale e relazionale: fatto di testi che viaggiano, persone che traducono e archivi che si formano dentro condizioni spesso asimmetriche di potere.
- Primo orientalismo cattolico e reti erudite transimperiali. Lavoro sulle circolazioni di manoscritti, libri e persone fra Roma, Venezia, Vienna, Costantinopoli, Parigi e i mondi extraeuropei (dall'India Mughal al Malabar, dalla Persia safavide all'impero ottomano). Al centro stanno le figure di mediazione — bibliotecari, dragomanni, missionari, diplomatici, prigionieri — e le infrastrutture che rendono possibili questi scambi. Su questo ho pubblicato di recente Saperi viventi. Libri, relazioni e natura nel primo orientalismo cattolico (in open access: http://www.fedoabooks.unina.it/index.php/fedoapress/catalog/view/706/792/3581) e, con Paola Molino, Thomas Wallnig e Hülya Çelik, The Oriental Outpost of the Republic of Letters. Sebastian Tengnagel, the Imperial Library in Vienna, and Knowledge of the Orient in Early Modern Europe (Brill, 2025), accompagnato dal database Tengnagel Correspondence Data (con Thomas Wallnig e il gruppo Phaidra dell'Università di Vienna).
- Paolo Sarpi, Fulgenzio Micanzio, Venezia e il mondo anglosassone. Sarpi è al centro della mia ricerca da molti anni, a partire dalla tesi di dottorato sui suoi legami con l'Inghilterra di Giacomo I. Attualmente sto preparando una monografia e sto curando l'edizione di due suoi corpora epistolari: la corrispondenza con Dudley Carleton e quella con Giovan Francesco Biondi.
- Conversioni religiose e frontiere confessionali. Le conversioni come osservatorio delle porosità fra mondi religiosi e delle strategie individuali di adattamento, resistenza, dissimulazione. Ho dedicato a questi temi, con Vincenzo Lavenia e Sabina Pavone, il volume Sacre metamorfosi. Racconti di conversione tra Roma e il mondo in età moderna (Viella, 2022). Insieme a loro, ho anche curato un database di racconti di conversione al cattolicesimo.
- Libri come bottino di guerra. Manoscritti orientali catturati nelle lunghe guerre turche, nei combattimenti navali mediterranei, nei sacchi: libri che entrano nelle biblioteche europee come spoglie e che trasformano i saperi europei sull'islam. È la traiettoria da cui muove il primo capitolo di Saperi viventi — il Corano che Paolo Sarpi invia da Venezia a Isaac Casaubon nel 1604 — e il tema di un mio articolo su Erudition and the Republic of Letters.
- Maestri prigionieri e produzione asimmetrica del sapere. Prigionieri, schiavi, convertiti, dragomanni come co-elaboratori essenziali della Repubblica delle lettere, pur operandone ai margini: copisti di Corani nelle celle di Malta, poeti ottomani catturati che insegnano nelle biblioteche imperiali, ex schiavi divenuti maestri nelle tipografie poliglotte romane.
- Saperi naturali, missioni e impero. Animali e piante come terreno di incontro e di conflitto fra europei, indiani, persiani e ottomani: ospedali per animali in India, botanica missionaria in bilico fra osservazione empirica e allegoria biblica, la costruzione contesa di repertori come l'Hortus Malabaricus all'incrocio fra missioni cattoliche (il carmelitano scalzo Matteo di San Giuseppe) e impresa coloniale olandese.
- Pietro Della Valle e i suoi mondi. Sto lavorando da tempo sul viaggiatore romano Pietro Della Valle: al suo orientalismo, al suo collezionismo, ai suoi rapporti con Propaganda Fide, con Vienna e con l'Olanda. Ho attualmente in corso l'edizione di alcuni testi manoscritti inediti legati alla sua collaborazione con la Congregazione di Propaganda Fide e, con l'archivista Gianni Venditti, l'edizione degli inventari della sua biblioteca e delle casse che accompagnarono il suo lungo viaggio in Oriente.
Molte di queste ricerche si muovono anche sul terreno delle digital humanities: non tanto come cornice teorica, ma come scelta concreta di costruire banche dati, edizioni digitali e infrastrutture aperte che rendano le fonti consultabili e interrogabili da altri.