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Barbara Brunetti

Professoressa associata

Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie

Settore scientifico disciplinare: VET/03 PATOLOGIA GENERALE E ANATOMIA PATOLOGICA VETERINARIA

Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie animali

Temi di ricerca

Neoplasie mammarie del cane e del gatto

Per i carcinomi mammari della cagna è noto un nuovo metodo classificativo basato sul profilo molecolare che li suddivide in: recettori ormonali positivi (luminal A e B) e recettori ormonali negativi (ERB-B2, basal-like, normal-like). In Medicina Umana questo sistema classificativo è impiegato anche per stimare la somiglianza tra tumore primitivo e metastasi. Al fine di prevedere anche in Medicina Veterinaria la disponibilità di quest'ultimo dato che è predittivo sulla stima dell'efficacia dei vari trattamenti antitumorali pianificabili, è di notevole importanza stabilire se l'immunoistotipo delle metastasi linfonodali e/o sistemiche sia uguale a quello della neoplasia primaria. I casi di carcinoma mammario sia di cagna che di gatta saranno selezionati e classificati secondo il profilo molecolare e i fenotipi ottenuti saranno confrontati con il fenotipo delle rispettive metastasi linfonodali e/o sistemiche.

Fenomeno della vasculogenic mimicry nei tumori di cane e gatto

Recentemente nei carcinomi infiammatori mammari della cagna è stato dimostrato l'esistenza del fenomeno della vasculogenic mimicry, ossia la capacità da parte di cellule neoplastiche di formare esse stesse canalicoli o strutture simil-vasali in grado di trasportare sangue e cellule. La presenza di questo fenomeno nei tumori li rende ovviamente piu' aggressivi, con maggior possibilità di crescita e metastatizzazione rispetto ad altri che non presentano lo stesso fenomeno e li rende inadatti ad essere trattati con farmaci inibitori dell'angiogenesi.



Neoplasie mammarie della cagna e della gatta

La caratterizzazione del profilo d'espressione  proteica  nei tumori mammari della cagna e della gatta  rappresenta  la chiave di volta per lo sviluppo di modelli prognostico-predittivi  e di opzioni terapeutiche  mirate. Questo studio ha lo scopo di stimare la relazione del fenotipo molecolare tra tumore primario e  metastasi al linfonodo regionale. È stata collezionata una casistica di 120 carcinomi mammari, 60 casi di cagna e 60 di gatta, comprendenti  per ogni caso del tumore primario e della relativa metastasi al linfonodo tributario. La casistica è pervenuta sia dal Servizio di Anatomia Patologica del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie di Bologna che dal Settore di Anatomia Patologica, Dipartimento di Patologia Animale Profilassi Igiene degli Alimenti dell'Università di Pisa. È stata effettuata la colorazione Immunoistochimica dei casi collezionati con un pannello di Anticorpi anti -ER, -PR, - ERBB2, -CK 5-6, -CK 14, -CK 19, -P63. L'algoritmo utilizzato per la formulazione della tassonomia è quello di Sassi e coll. da noi modificato. Dai primi risultati ottenuti su parte della casistica si è potuto osservare sia nel cane che nel gatto fenomeni di concordanza (stesso profilo molecolare tra tumore primario e metastasi linfonodale) che discordanza (profilo molecolare differente tra tumore primario e metastasi linfonodale), I suddetti risultati rappresentano l'emblema delle due principali teorie riguardo il potere metastatico: la discordanza fenotipica indice di una selezione tardiva di cellule tumorali in corso di carcinogenesi, mentre la concordanza data da un'intrinseca e precoce capacità metastatica del fenotipo dominante nel tumore primario. Il valore predittivo-terapeutico del fenotipo stimato sul tumore primario trova ragion d'essere solo per i casi concordanti.

Fenomeno della vasculogenic mimicry nei tumori di cane e gatto

Dall'archivio del Servizio di Anatomia Patologica del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie di Bologna verranno selezionati casi di melanomi, carcinomi gastro-intestinali, vescicali e prostatici al fine di verificare l'esistenza del fenomeno della vasculogenic mimicry. I casi saranno esaminati all'ematossilina-eosina ed su quelli dove è riscontrabile il fenome della vasculogenic mimicry verranno effettuate colorazioni speciali quali il PAS per dimostrare la deposizione di una trama tubulare od intrecciata nella matrice extracellulare, e colorazioni immunoistochimiche quali anticorpo anti- CD31 per dimostrare che i vasi esaminati non siano rivestiti da vere cellule endoteliali. Una ulteriore dimostrazione sarà effettuata utilizzando anticorpi  anti-citocheratine (nel caso di carcinomi) per evidenziare le cellule epiteliali neoplastiche che delimitano i vasi. Nel caso di melanomi potra' essere utilizzato il Melan A. Solo nei casi con una matrice PAS positiva, con vasi negativi al CD31 ma positivi  per le citocheratine o con il Melan A verrà considerato presente il fenomeno della vasculogenic mimicry.