I miei interessi di ricerca si collocano principalmente nell’ambito dell’estetica contemporanea e della filosofia della mente, con particolare attenzione al modo in cui l’esperienza, il significato e la comprensione del mondo vengono articolati. In questo quadro, la fenomenologia e le scienze cognitive di stampo enattivista costituiscono un orizzonte teorico di riferimento costante, che accompagna e informa il mio lavoro.
In questa prospettiva, mi occupo della narrazione come pratica incarnata di costruzione del senso, intesa non come semplice forma linguistica o rappresentazionale, ma come schema attraverso cui esperienza, azione e significato vengono articolati e condivisi. La narrazione è analizzata come dispositivo estetico ed esperienziale, capace di orientare la percezione e di rendere intelligibili porzioni di mondo vissuto, nonché come strumento di scaffolding per la cognizione individuale e sociale, coinvolto nella costituzione dell’identità lungo le dimensioni dell’io, del tu e del noi. Un’attenzione particolare è rivolta al ruolo delle pratiche narrative nella formazione degli immaginari sociali, del senso comune e degli orizzonti normativi che orientano desideri, valutazioni e forme di vita condivise.