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Vittorio D'Anna

Professore a contratto a titolo gratuito

Dipartimento di Filosofia e Comunicazione

Curriculum vitae

Vittorio d'Anna, dopo essersi laureato in Storia della Filosofia con una tesi su Lukács, ha svolto soggiorni di studio in Gemania (Heidelberg e Monaco). In qualità di ricercatore ha coperto gli insegnamenti di Storia della filosofia moderna, Filosofia della storia e Storia della filosofia contemporanea. Attualmente insegna, presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna, Storia della filosofia contemporanea, tanto per il corso di laurea Triennale in Filosofia che magistrale in Scienze filosofiche.

E' direttore della rivista "Dianoia".

I suoi studi si sono rivolti tanto alla filosofia italiana che a quella tedesca. Dalla prima direzione d'interesse è risultata l'ampia monografia Kant in Italia. Letture della Critica della ragion pura 1860-1940 (1990), incentrata sull'idea che in Italia, più che di un vero e proprio neokantismo, si può parlare di un recupero di quelle parti della Critica della ragion pura, che soddisfacevano le esigenze problematiche di volta in volta presenti nel positivismo, nell'idealismo, nell'ontologismo, nel razionalismo.

Per quanto riguarda la filosofia tedesca si è occupato prima di Simmel, sul quale ha prodotto due monografie, rispettivamente dal titolo Georg Simmel. Dalla filosofia del denaro alla filosofia della vita 1982, e Il denaro e il "Terzo Regno" (1996). La prima rappresenta una ricostruzione complessiva del pensiero di Simmel, preso nella dinamica del suo sviluppo e dentro un quadro storico e culturale, i cui termini di riferimento sono positivismo, neokantismo e, specialmente, Lebensphilosophie. Ad essere fatto presente è il travaglio di tutta una cultura filosofica, sempre più percorsa da inquietudini e sempre più nel segno della crisi. La seconda monografia ha al suo centro, come oggetto di indagine, la vita, vista nel suo essere percorsa da istanze messianiche, per cui, lungi dal presentarsi semplicemente come un processo, è da realizzare, nell’esuberanza del suo essere, nei conflitti e nelle ricomposizioni dei conflitti. Sempre di Simmel, d’Anna ha curato l'edizione italiana dell'opera I problemi di filosofia della storia.

Dopo vari saggi su Scheler, Bloch e Gehlen, ha preso per oggetto di ricerca l’antropologia filosofica; e in una monografia su Gehlen, dal titolo L'uomo fra natura e cultura. Arnold Gehlen e il moderno (2001) ha mostrato come essa, lungi dall’avere portata empirica, sia innervata di motivi della filosofia classica tedesca, quali l'hegeliano spirito obiettivo, la schopenhaueriana distinzione di rappresentazione e idea, la nietzschiana volontà di potenza.

d’Anna ha poi volto la sua ricerca a Max Scheler, al quale ha dedicato due monografie, rispettivamente dal titolo Max Scheler. Fenomenologia e spirito del capitalismo (2006) e Il Dio in Tensione. Uomo e mondo della vita nella metafisica di Max Scheler (2011). La prima si sviluppa lungo due direttrici: l’una riguardante la riconduzione dei valori nella vita, per cui la loro natura è di essere direttrici dell’esperienza, e l’altra concernente il capitalismo, il suo essere, prima che un sistema economico, la risultante di modalità di esistenza. La seconda monografia ha per oggetto il pensiero del tardo Scheler, che è preso in un serrato confronto con Heidegger, per la funzione che svolge ‒ nella cultura filosofica degli anni Venti ‒ di portare ad un superamento della fenomenologia, in nome della natura temporale e storica dell’essere.

d’Anna ha inoltre curato, per l’editore FrancoAngeli, due edizioni italiane di scritti scheleriani, rispettivamente sull’amore e sulla fenomenologia, pubblicati con il titolo Max Scheler, Scritti sulla fenomenologia e l’amore. Fenomenologia e teoria della conoscenza, Ordo amoris (2008) e Max Scheler, Scritti sulla fenomenologici (2013). In essi viene messa a in evidenza la specificità dell’approccio fenomenologico oggettivistico di Scheler rispetto a quello coscienzialistico di Husserl.

Attualmente sta volgendo i suoi interessi alla scuola di Francoforte: in particolare a Marcuse, al cui pensiero ha dedicato due saggi, pubblicati presso la rivista Dianoia, rispettivamente con il titolo: Lo spazio vitale. Polarità e storicità nel pensiero del primo Marcuse (2013) e Marcuse e Adorno di fronte al surrealismo (2015).

Di recente pubblicazione è la sua monografia, Herbert Marcuse. Il positivo nella filosofia negativa (2016), incentrata sull’idea che il pensiero di Marcuse, critico e quindi eminentemente negativo, si venga trasponendo in una filosofia positiva, nel senso che la felicità è condizione ultima da raggiungere perché, effettivamente data, già all’inizio è alla base dell’esistenza.