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Stefano Maini

Professore ordinario

Dipartimento di Scienze Agrarie

Settore scientifico disciplinare: AGR/11 ENTOMOLOGIA GENERALE E APPLICATA

Temi di ricerca

Parole chiave: insetti dannosi lotta biologica feromoni insetti utili effetti collaterali insetticidi

La difesa delle colture dalle avversità in un contesto di agricoltura sostenibile può essere intesa come un insieme di strategie eco-compatibili che si avvalgono, rispetto a un approccio di tipo tradizionale, di un maggiore potenziamento della biodiversità animale e vegetale, della valorizzazione della lotta biologica conservativa e di una gestione razionale delle relazioni “piante-fitofagi-organismi utili”. La biodiversità nel campo coltivato dovrebbe essere gestita in modo tale da potenziare le funzioni fondamentali per la limitazione degli organismi dannosi, ottenendo in altre parole un potenziamento della lotta naturale. I semiochimici, e in particolare i feromoni, rientrano in questa ottica di gestione, in quanto sono metodi selettivi e a basso impatto ambientale. L'ape e api solitarie rientrano come bioindicatori.

Il docente si occupa da molti anni di temi inerenti la riduzione degli interventi insetticidi e sull'impiego di tecniche alternative per il controllo degli insetti dannosi nei nostri agroecosistemi. Sono state portate avanti indagini sul tema inerente la bio-ecologia di entomofagi impiegati in lotta biologica. Nel corso di tale ricerca sono stati studiati temi di carattere agroecologico. Studi condotti su piante spontanee all'interno di aree non coltivate ai bordi dei campi, hanno permesso di individuare le specie di Agromizidi legati a diverse piante spontanee e il complesso di parassitoidi ad esso associato. Tali ricerche hanno consentito la segnalazione di alcune specie di Imenotteri nuove per la fauna italiana, sottolineando l'importanza delle infrastrutture ecologiche per la conservazione della biodiversità nel campo coltivato. Gli entomofagi numericamente più rappresentativi sulle piante spontanee sono risultati gli Eulofidi e i Braconidi. E' da sottolineare che tali specie di parassitoidi attaccano anche gli Agromizidi dannosi a lattuga e altre piante coltivate; viene quindi rimarcato l'importante ruolo delle piante spontanee ai margini dei campi per il potenziamento della lotta biologica contro gli Agromizidi. Si è inoltre elaborato un sistema di interscambio di parassitoidi fra coltura e spazi non coltivati nei diversi periodi dell'anno; questo apporterebbe benefici alla lotta naturale nei sistemi di lotta biologica e permetterebbe altresì una sostanziale riduzione dell'uso di fitofarmaci nelle aziende a lotta integrata. Dall'elaborazione statistica dei dati di campo, inoltre, è stato possibile elaborare un metodo di campionamento dei Ditteri Agromizidi e dei loro parassitoidi, che permette una valutazione dell'efficienza della lotta naturale e dell'attività dei parassitoidi selvatici in modo pratico e realistico. Sono poi iniziate le raccolte di parassitoidi del microlepidottero dannoso all'ippocastano. L'indagine ha dimostrato la presenza di specie di Imenotteri Eulofidi che, nonostante siano responsabili di elevate parassitizzazioni su altre specie di microlepidotteri, nel caso della Cameraria ohridella hanno evidenziato una bassa incidenza. I rilievi hanno interessato l'area di Bologna e i Comuni limitrofi. Su questo microlepidottero si sta valutando anche il comportamento di predazione effettuato da formiche della specie Crematogaster scutellaris. Strettamente collegato all'uso degli insetticidi nei nostri agroecosistemi è la rarefazione degli insetti impollinatori. In particolare i pronubi del genere Osmia hanno mostrato una elevata efficienza nell'impollinazione del pero, consentendo un'allegagione migliore e dimostrando altresì di migliorare la produzione qualitativa. Altri insetti pronubi sono i ditteri Sirfidi che pure sono stati studiati (in particolare dal Dr Burgio) e che devono essere salvaguardati e protetti anche per la loro grande utilità che si esercita a livello di predatori, allo stato larvale, di afidi dannosi ai futtiferi, altre piante coltivate, forestali e al verde urbano. Riguardo al tema semiochimici sono state svolte e si potranno continuare ricerche inerenti i feromoni di attrazione sessuale. Attualmente si valuta l'efficacia del monitoraggio e la lotta col metodo di cattura di massa e di confusione sessuale dei maschi di lepidotteri. In laboratorio si conducono studi sui volatili emessi da insetti e piante utilizzando un olfattometro. I semiochimici sono esaminati in modo “tritrofico” (odori emesse da pianta, fitofago e parassitoide). Le diverse specie di insetti e piante da saggiare vengono mantenuti rispettivamente in allevamento e in coltura continuate nelle celle climatizzate del DiSTA. All'interno di tali argomenti di ricerca, sono state presentate e vengono svolte diverse tesi di laurea, sia per la Facoltà di Agraria, sia per i corsi di laurea in Scienze Naturali e Scienze Biologiche, nonché tesi di Dottorato in Entomologia agraria. In sintesi le ricerche che si intende proseguire sono: 1) studiare l'entomofauna utile e i principali fitofagi presenti su colture e infrastrutture ecologiche in alcuni agroecosistemi; 2) ottenere informazioni per potenziare la lotta biologica conservativa contro i principali artropodi dannosi; 3) confrontare tecniche come la confusione sessuale e il mass-trapping nella lotta contro lepidotteri.