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Stefano Bianchini

Professore ordinario

Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

Settore scientifico disciplinare: SPS/06 STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI

Responsabile unità organizzativa di sede (UOS) Forlì — Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

Temi di ricerca

Parole chiave: Modernity in Eastern Europe Diversity management State Partitions and ethnopolitics Democracy and Human Rights in SEE Post-Communist Transition Balkan Politics and History Russian Foreign Policy EU Enlargement Eastwards

I principali temi di ricerca su cui sta lavorando il prof. Bianchini sono:

a. Modernità e sviluppo: idee e percorsi dell'Europa Orientale fra XIX e XX secolo.

b. Nazionalismo e frantumazione degli Stati in Europa.

c. Etnopolitica e questioni energetiche nel corridoio Adriatico-Caspico.

d. Relazioni fra UE, Cina e Russia.

e. Sviluppi politici nei Balcani occidentali e allargamento della UE.



Gli ambiti di ricerca di maggior interesse riguardano la politica e la cultura politica nei Balcani, il Diversity management nelle relazioni etniche e nelle identità degli Stati con un particolare fuoco sulle minoranze nel Sud-est Europeo, i problemi istituzionali e politici della transizione post-socialista nei Balcani, l'idea di Stato, la modernizzazione e l'arretratezza non solo nei Balcani ma più ampiamente in Europa orientale, inclusa la Russia/URSS, la geopolitica balcanica e la storia dei Balcani nel XX secolo, la storia jugoslava e le relazioni regionali ed internazionali con particolare attenzione ai rapporti bilaterali italo-jugoslavi.

Nel complesso, le ricerche condotte dal prof. Bianchini hanno permesso di vagliare i documenti conservati nell'archivio di Tito e al Ministero degli Esteri jugoslavo a Belgrado. Più tardi, come visiting fellow al Columbia Research Institute of Scholars at Reid Hall in Paris ha studiato il tema della frantumazione degli Stati con colleghi europei e indiani. Il prof. Bianchini ha poi svolto ricerche in Bulgaria, in Albania e in Russia.

Su modernità e sviluppo in Europa orientale è ormai in fase di conclusione una monografia, unica in Italia e all'estero, che sintetizza i grandi dibattiti sullo sviluppo e li compara in un'ottica metodologica interdisciplinare e transnazionale.

Attualmente sta dirigendo un progetto di ricerca triennale internazionale dell'Unità forlivese del Dipartimento di Scvienze Politiche e Sociali intitolato "Russia and China in the Global World. State and Society between domestic dynamics and International Projections". Il progetto, che terminerà nel gennaio 2018 prevede la pubblicazione di due volumi collettanei in inglese e di un manuale in italiano.

Nel recente passato, il prof. Bianchini si è occupato di Etnopolitica, questioni energetiche e autodeterminazione dai Balcani al Caspio: questo filone ha costituito una sorta di “naturale” proseguimento della ricerca avviata in precedenza e incentrata sull'ambiguità dei trattati di pace nei Balcani firmati fra il 1995 e il 2003. In collaborazione con il Ministero degli Esteri italiano, il Forum for Ethnic Relations di Belgrado e il Balkan Trust for Democracy-German Marshall Funds of USA ha affrontato nel corso del 2008 la questione del rapporto fra nazione, territorio e diritto all'autodeterminazione in relazione all'impatto che l'indipendenza del Kosovo può esercitare tanto sul Sud-Est europeo, quanto più ampiamente sul corridoio adriatico-caspico, collegandosi alla questione cruciale degli interessi divergenti russo-americani sulla costruzione di reti di gasdotti e oleodotti dal Caucaso verso la Turchia e il Mediterraneo orientale così come, attraverso il Mar Nero nei Balcani e da lì verso l'Italia e il Centro-Europa. L'intreccio che si sta, infatti, stabilendo fra etnopolitica e questioni energetiche rischia di saldare la destabilizzazione balcanica a quella del Medio Oriente creando un'ampia area di scontro fra Grandi potenze, mentre l'etnopolitica rischia di innescare ripercussioni inattese sulla stabilità di altri stati multietnici, da Cipro, alla Spagna, dal Belgio all'Ucraina, allargando lo spettro delle tensioni al quadro europeo più vasto. Pertanto, ciò che si intende qui studiare è proprio l'intreccio fra tali dinamiche e i meccanismi di interdipendenza politica che, a partire dai Balcani, rischiano di svilupparsi a più largo raggio. Si affronta così una tematica di palpitante attualità tenuto conto dell'attuale momento diplomatico, assai delicato, per interagire con il quale si intende produrre non solo uno studio accademico ma anche una serie di raccomandazioni.

Per quel che concerne le relazioni fra Unione Europea e Russia, è stato realizzato un progetto di ricerca che fa seguito alla cooperazione avviata nel 2007 con gli Atenei di Leuven, Turku, Bristol e il Coimbra Group sui “quattro spazi di cooperazione comune” definiti fra UE e Russia. Il progetto la incluso la realizzazione di un incontro internazionale di analisi e valutazione sullo stato della democrazia in Russia a seguito dei risultati elettorali e presidenziali a cavallo fra 2007 e 2008, nonché delle loro conseguenze per le politiche energetiche dell'UE e della Russia. L'incontro si è svolto in collaborazione con l'Associazione Italiana Slavisti, lo United Democratic Center di Mosca e le Università di Mosca MGU. RGGU e quella Statale di S. Pietroburgo.

Infine, per quel che riguarda gli studi sulla transizione post-comunista e l'allargamento UE, il fuoco principale della ricerca ha tornato di recente a concentrarsi sul ruolo del nazionalismo nei processi di disintegrazione degli stati in Europa, sul loro impatto nel processo di integrazione europea e sulle ripercussioni relative alla natura della democrazia stessa. Peraltro, il filone di studi della frantumazione degli stati è particolarmente diffuso nel Sud-Est Asiatico e concentrato in particolare sul caso indiano, mentre poco è stato elaborato, in questi termini, sul caso europeo nonostante questo presenti un'esperienza drammatica e geopoliticamente molto diffusa, dall'Irlanda al crollo delle federazioni socialiste e, più di recente, dall'Ucraina alla Brexit. Su questi temi, pertanto, il prof. Bianchini ha svolto una ricerca approfondita, le cui conclusioni saranno sintetizzate in un volume per i tipi della Edward Elgar publ. alla fine del 2017.