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La ricerca di Shujie Feng teorizza la “speranza crudele” del femminismo digitale nelle società piattaforma, estendendo la
crudele ottimismo di Lauren Berlant. Essa esamina come la partecipazione femminista venga sistematicamente definita deviante, una categorizzazione che rende necessario un continuo lavoro affettivo ed emotivo da parte delle attiviste per sostenere visibilità e legittimità. Questo lavoro viene sfruttato dalle piattaforme che, pur promuovendo apparentemente solidarietà, vincolano strutturalmente, mercificano e disciplinano le aspirazioni femministe. I suoi interessi di ricerca includono il femminismo digitale, gli studi di genere e sessualità—in particolare femminilità/maschilità e intersezionalità(es. razza, età, classe/stratificazione sociale)—analizzati attraverso prospettive interdisciplinari come studi culturali, economia politica della comunicazione e tecnologia dei media. Studia inoltre la diaspora e le migrazioni da una prospettiva femminista.
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