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Patrizia Simoni

Ricercatrice confermata

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

Settore scientifico disciplinare: MED/09 MEDICINA INTERNA

Temi di ricerca

Parole chiave: Biosensori Chemiluminescenza Acidi biliari Metodi immunologici

- Sviluppo di metodi immunometrici chemiluminescenti, anche in formato multiplex, per analiti di interesse farmacologico, tossicologico, ambientale ed alimentare.

- Studi su proprietà chimico-fisiche, relazione struttura-attività, farmacocinetica e metabolismo in modelli animali e nell'uomo di acidi biliari naturali e sintetici.

- Sviluppo di nuovi analoghi sintetici di acidi biliari e studi su struttura, assorbimento intestinale e trasporto epatico per l'impiego nella terapia medica della calcolosi biliare di colesterolo e delle epatopatie croniche colestatiche

- Sviluppo di metodi di spettrometria di massa per il rapporto isotopico ¹³C/¹²C: breath test per la diagnosi rapida e non invasiva di patologie gastrointestinali o epatiche.

- Sviluppo di metodi bio- e chemiluminescenti ultrasensibili basati sull'uso di enzimi accoppiati e/o immobilizzati per analiti presenti in matrici biologiche, ambientali e agro-alimentari.



Metodi immunologici per applicazioni cliniche Sviluppo di metodi immunoenzimatici (EIA) per la determinazione quantitativa di molecole di interesse clinico in campioni biologici e loro applicazione in studi di farmacologia e fisiopatologia. In particolare, sono stati sviluppati metodi immunologici competitivi per la quantificazione dei principali acidi biliari (acido chenodesossicolico CDCA, acido colico CA ed acido ursodesossicolico UDCA) ed i loro derivati coniugati in campioni di siero, saliva e altre matrici organiche. - Il metodo EIA per la determinazione dell'acido tauroursodessossicolico (TUDCA) è stato utilizzato per la valutazione del tempo di transito oro-ileale in diversi studi clinici [Colecchia A. et al 2006 World J Gastroenterol 12:5336-43]. - Il metodo EIA per la determinazione di UDCA è stato utilizzato per la valutazione dei livelli ematici in pazienti pediatrici nell'ambito di uno studio clinico volto a determinare l'efficacia dell'UDCA nel trattamento della colestasi associata alla nutrizione parenterale [De Marco G. et al 2006 Aliment Pharmacol Ther 24:387-94]. - I metodi EIA per la determinazione di CA e CDCA sono stati utilizzati per la determinazione dei livelli sierici di questi acidi biliari nell'ambito di uno studio effettuato al fine di valutare l'efficacia del sistema di purificazione del sangue (MARS, Molecular Adsorbent Recirculating System) in pazienti affetti da insufficienza epatica [Stefoni S. et al 2006, Int J Artif Organs 29:207-18]. - - I metodi EIA per la determinazione dei livelli sierici di CA e CDCA sono stati utilizzati nell'ambito di uno studio volto a valutare l'utilità dei test del respiro (breath test, BT) basati su 13C-fenilalanina e 13C-metacetina nella valutazione quantitativa della funzionalità epatica [Festi D. et al 2005, World J Gastroenterol 11:142-8]. - Un metodo EIA per la determinazione dell'elastasi fecale ed un metodo enzimatico per la determinazione della chimotripsina sono stati applicati nell'ambito di uno studio effettuato al fine di valutare l'utilità di un test per la determinazione dei livelli sierici di isoenzima piruvato chinasi nella diagnosi del cancro del pancreas [Ventrucci M. et al 2004, Dig Dis Sci 49:1149-55]. Metodi immunologici per applicazioni agro-alimentari Sviluppo di metodi immunoenzimatici chemiluminescenti (CLEIA) per la determinazione ultrasensibile di molecole di interesse agro-alimentare. - E' stato sviluppato un metodo CLEIA per la determinazione quantitativa della proteina Cry1Ab prodotta dal mais Bt geneticamente modificato (GM). Il metodo, caratterizzato da elevata sensibilità e, grazie all'uso di piastre microtiter a 384 pozzetti da elevata produttività analitica, permette di determinare la presenza di mais GM alla concentrazione 0,1% ed è quindi conforme alle direttive della Comunità Europea [Roda A. et al 2006, Anal Bioanal Chem 384:1269-75]. - E' stato messo a punto un metodo CLEIA per la quantificazione dell'aflatossina M1 in campioni di latte. Il metodo, che è stato validato mediante confronto con un metodo di riferimento HPLC-FL, permette la rivelazione dell'analita a livelli di 1 ppt [Magliulo M et al. 2005, 53:3300-5]. Biosensori cellulari bioluminescenti L'attività di ricerca riguarda lo sviluppo di biosensori cellulari bioluminescenti per la determinazione della concentrazione biodisponibile di molecole di interesse ambientale. - Recentemente è stato sviluppato un biosensore basato su cellule di lievito geneticamente modificate in modo da esprimere il recettore umano per gli estrogeni (hER) e di attivare la sintesi della proteina reporter beta-galattosidasi, misurabile mediante chemiluminescenza, in seguito all'attivazione del recettore da parte di una molecola simil-estrogenica. Il metodo prevede anche l'uso di un ceppo di controllo, che esprime l'enzima reporter in maniera costitutiva, al fine di controllare l'effetto matrice che si osserva nell'analisi di campioni dalla composizione complessa. Il biosensore è stato applicato alla determinazione dell'attività estrogenica totale di campioni di acqua reflua raccolti in ingresso ed in uscita da depuratori urbani. Il metodo ha permesso di evidenziare una significativa attività estrogenica nei campioni in ingresso (80-400 pmol/L di equivalenti di estradiolo), che risultava ridotta del 70-95 % in seguito al trattamento di depurazione [Roda A. et al 2006, Anal Bioanal Chem 385:742-52].

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