Foto del docente

Maurizio Lazzari

Ricercatore confermato

Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali

Settore scientifico disciplinare: BIO/06 ANATOMIA COMPARATA E CITOLOGIA

Temi di ricerca

Parole chiave: Recettori olfattori Cellule gliari Microvasi cerebrali Immunoistochimica Istochimica Morfologia

  • Studi ultrastrutturali, istochimici ed immunoistochimici dei microvasi nel sistema nervoso centrale dei vertebrati.
  • Studi ultrastrutturali ed immunoistochimici delle cellule gliari dei vertebrati.
  • Studi ultrastrutturali, istochimici ed immunoistochimici del sistema olfattorio dei vertebrati.
  • Effetti di agenti tossici ed inquinanti sugli epiteli sensoriali acustico ed olfattorio dei vertebrati



Maurizio Lazzari ha svolto ricerche nel campo della neurobiologia comparata dei vertebrati.
  • Studi ultrastrutturali, citochimici ed immunocitochimici sono stati condotti sui vasi del sistema nervoso centrale (SNC) di anfibi e rettili. Negli anfibi, le osservazioni ultrastrutturali hanno evidenziato la presenza di una barriera emato-encefalica di tipo endoteliale. Con tecniche istochimiche ed immunoistochimiche ha rivelato che vari enzimi associati ai vasi (fosfatasi  e trasportatore del glucosio Glut1) hanno una distribuzione asimmetrica tra la superficie luminale ed antiluminale delle cellule endoteliali. Questi enzimi sono probabilmente coinvolti nel funzionamento della barriera emato-encefalica. In anfibi e rettili, il modello di angioarchitettura del SNC è stato studiato per mezzo di osservazioni al microscopio elettronico a scansione di calchi microvascolari in resina. Il modello prevalente è costituito da una rete tridimensionale di vasi singoli. Alcune specie presentano vasi appaiati conformati a forcina che derivavano dalla vascolarizzazione meningea. Solo in poche specie coesistono vasi appaiati e singoli, ma questi ultimi sono prevalenti. Inoltre la permeabilità vascolare è stata studiata con l'iniezione intravascolare di traccianti, come la perossidasi di rafano ed il lantanio ionico, in anfibi che avevano ricevuto in vena soluzioni iperosmolari di mannitolo. Le giunzioni interendoteliali, che in condizioni normali impediscono la libera diffusione dei traccianti negli spazi intercellulari del parenchima nervoso, sono state aperte dalle soluzioni ipertoniche.
  • Un'altra linea di ricerca ha per oggetto il sistema olfattorio dei vertebrati. Il neuroepitelio olfattorio possiede uniche caratteristiche neurogenetiche e rappresenta un utile modello per studiare il differenziamento delle cellule nervose. I neuroni olfattori, direttamente esposti a fattori ambientali, subiscono un ciclo continuo di proliferazione e morte cellulare nel corso dello sviluppo e nell'individuo adulto. Cellule precursori presenti nello strato basale del neuroepitelio olfattorio si dividono e danno origine a neuroni immaturi. Queste cellule migrano nello strato superiore del neuroepitelio e stabiliscono nuovi contatti sia con la superficie dell'epitelio per mezzo delle loro regioni dendritiche, sia con il bulbo olfattorio per mezzo di sinapsi dei loro assoni sullo strato glomerulare del bulbo. Si ritiene che i glicoconiugati di superficie dei recettori olfattori abbiano un ruolo chiave nella funzione olfattoria oltre che nel riconoscimento intercellulare e nella fascicolazione. Lectine, proteine o glicoproteine che si legano con alta specificità agli zuccheri terminali dei complessi carboidratici, sono state impiegate come sonde molecolari per discriminare i neuroni olfattori primari e le loro terminazioni nel bulbo olfattorio sulla base delle loro glicoproteine superficiali. Questi studi sono stati condotti su varie specie rappresentative delle diverse classi di vertebrati, con l'eccezione degli uccelli. Queste ricerche hanno mostrato che il sistema olfattorio dei vertebrati è del tutto conservativo sia nella organizzazione strutturale che nella composizione carboidratica di superficie dei neuroni recettoriali primari.
  • Un'altra linea di ricerca ha considerato la presenza e la distribuzione della glial fibrillary acidic protein (GFAP) e della vimentina che sono marcatori molecolari dei filamenti intermedi delle cellule gliali. Questa ricerca è stata dapprima condotta sul dipnoo africano e su urodeli i quali mostrano per tutto il SNC solo un tipo di elemento astrogliale: la glia radiale ependimale. Le cellule della glia radiale posseggono un corpo cellulare piriforme o affusato collocato nello strato ependimale o periependimale ove esse costituiscono rispettivamente la glia radiale ependimale o periependimale. I loro corpi cellulari danno origine a lunghi processi citoplasmatici con orientamento radiale che terminano con endfeet laminari o globosi a ridosso della parete vascolare e della superficie sottomeningea. Nel dipnoo e nell'Ambystoma, queste cellule sono GFAP immunopositive e vimentina negative, mentre nel Triturus esprimono solo vimentina. Questi due marcatori molecolari delle cellule gliali sono stati poi studiati in alcune specie di rettili. La immunopositività alla vimentina è molto ridotta nei rettili, mentre la positività alla GFAP è evidente, anche se l'intensità della marcatura varia all'interno dello stesso tipo cellulare. Il rilevamento immunocitochimico della GFAP ha mostrato che nei rettili gli elementi gliali radiali coesistono con astrociti stellati. Dal punto di vista morfologico, la condizione dei rettili appare più primitiva di quella trovata negli uccelli e nei mammiferi. Questi risultati indicano che i rettili rappresentano una tappa importante nell'evoluzione della glia dei vertebrati in quanto il loro modello è collocato tra quello degli anamni e quello degli altri amnioti.