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Max Victor David

Ricercatore confermato

Dipartimento di Storia Culture Civiltà

Settore scientifico disciplinare: L-ANT/08 ARCHEOLOGIA CRISTIANA E MEDIEVALE

Temi di ricerca

Parole chiave: Storia dell’Architettura Archeologia dei paesaggi Storia dell’Archeologia Archeologia della Tarda Antichità Mosaico antico Urbanistica Epigrafia Avori tardoantichi Storia urbana Storia delle religioni Ceramica Marmi e cave antiche Riuso e reimpiego Metodologia della ricerca archeologica Archeologia e storia dell'arte greca e romana Topografia antica Storia dell'archeologia cristiana Analisi stratigrafica dei monumenti Archeologia della guerra Archeologia delle religioni tardoantiche Archeologia funeraria

Sempre partendo da una riflessione sulla metodologia scientifica della documentazione nel campo dei beni culturali, le sue ricerche si sono sviluppate lungo il filo dell'archeologia romana, tardoantica, cristiana e medievale. La sua attenzione si è concentrata sulla storia del paesaggio, la topografia, l'urbanistica ed edilizia delle città romane. Ha approfondito problemi metodologici come lo studio delle tipologie pavimentali, il reimpiego nell'edilizia antica e medievale e la storia dell'archeologia e delle tecniche di scavo. Altro suo specifico campo di studio è quello incentrato sullo sfruttamento, il commercio e l'utilizzo dei materiali lapidei in epoca romana e tardo-romana. Si è occupato anche di cultura materiale dedicandosi a classi ceramiche romane come le lucerne e la pietra ollare. Ha affrontato anche temi di storia del collezionismo antiquario e di epigrafia classica, cristiana, medievale e moderna.

PROGETTO OSTIA MARINA

La città di Ostia rappresenta uno dei siti primari per la conoscenza dello sviluppo della civiltà romana e tardoromana in Italia. La capitale importanza del sito - in larga parte conosciuto grazie a scavi estensivi, ma anche in seguito a molteplici indagini stratigrafiche mirate - non è derivata solo dalla posizione strategica a controllo della foce del Tevere e della costa tirrenica, ma anche dalla straordinaria continuità insediativa dall'epoca arcaica a quella tardoantica. La zona compresa tra Porta Marina e l'antica linea di costa si rivela come un settore particolarmente carico di ragioni di interesse. Su queste rive fu ambientato in età severiana l'”Octavius” di Minucio Felice. Qui finiva il “Decumano” e, lungo la costa, passava la via detta Severiana, un’infrastruttura approntata già a partire dall’età Flavia. Il quartiere suburbano fuori porta Marina doveva avere in età tardorepubblicana e augustea carattere marcatamente funerario e importanti monumenti sono tuttora conservati come il sepolcro di Cartilio Poplicola. Nel corso delle ricerche novecentesche sono stati individuati importanti complessi come il cosiddetto “Foro di porta Marina”, un'ampia struttura porticata (dotata di ampia cisterna) che nella Tarda Antichità può aver assolto importanti funzioni per l'accoglienza dei viaggiatori, ma che è sospettata di essere stata precedentemente uno spazio di grande rilevanza pubblica (forse un santuario); la villa detta “domus Fulminata” con interessanti apparati decorativi musivi; il santuario della Bona Dea; una fontana monumentale. In questo quartiere è presente anche un complesso termale detto della Marciana o di porta Marina. Nel tardo IV secolo, a breve distanza dalla riva del mare, è stata scoperta una grande villa marittima: è il cosiddetto “Edificio con opus sectile fuori porta Marina”. All'estremità meridionale dell'area archeologica è stata individuata la sede rituale della comunità ebraica di Ostia. Non lotano dalla Sinagoga e lungo la via Severiana sono state individuate strutture di epoca tardoantica, tra le quali le cosiddette “Terme di Musiciosus” dal nome dell'atleta raffigurato in uno dei pannelli musivi. Nel 2007 è stata avviato il Progetto Ostia Marina, un progetto volto ad allargare considerevolmente il quadro delle conoscenze. In questo quadro si opera non solo con lo scandaglio delle fonti archivistiche e bibliografiche. Precedute dalle prospezioni geo-magnetiche e geo-radar eseguite grazie alla collaborazione della Fondazione Lerici e della Becker Archaeological Prospections, sono stati aperti due grandi settori di indagini archeologiche. Nel settore A è emerso un grande complesso termale di epoca adrianea denominato “Terme del Sileno” con apparati decorativi di grande pregio. Nel settore B è stato possibile indagare l’insieme degli edifici che si affacciavano sulla via della Marciana: il caseggiato detto delle Due scale (con le tardoantiche Terme dello scheletro) e una Caupona detta del dio Pan, divenuta sede di una setta mitraica nel tardo IV secolo. In questa area i saggi stratigrafici sono scesi in profondità fino a documentare la battigia della primissima età imperiale. Le indagini stanno anche documentando le ultime fasi di vita urbana della fine del IV secolo, ma stanno facendo emergere le particolari forme di frequentazione posteriori al Mille che videro l’apertura di innumerevoli cantieri di spoliazione in corrispondenza degli edifici antichi.

 

PROGETTO PAL-ESA

Nel 2013 è stata avviata una nuova ricerca sul monumentale
complesso che sorge all'angolo tra via di Roma e via Alberoni, in
prossimità della chiesa di Sant’Apollinare Nuovo. In esso sono esposti
molti dei frammenti di pavimento a mosaico rinvenuti sia nell'area del noto
complesso archeologico di via Alberoni sia altrove.
L'edificio deve essere fatto verosimilmente coincidere con quello descritto
da Andrea Agnello nel Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis, di cui
l'autore offre una testimonianza molto ricca di informazioni dettagliate.
Egli vi vedeva una raffigurazione di Teoderico a mosaico indicando però
che l'edificio era noto col nome di "Sicrestum" o "regia ad Calchi" perché
era stato costruito nel luogo in cui si trovava l'accesso primario - con porta
di bronzo - al palazzo; egli aggiungeva anche che sul posto - nel IX secolo
- si poteva vedere la chiesa di San Salvatore.
"Hic autem similis fuit in isto palatio, quod ipse haedificavit, in tribunale triclinii
quod vocatur 'Ad mare', supra portam et in fronte regiae quae dicitur 'Ad
Calchi' istius civitatis, ubi prima porta palatii fuit, in loco qui vocatur 'Sicrestum',
ubi ecclesia Salvatoris esse videtur".
Se il legame con la residenza regia di Teoderico - fossilizzatosi poi nella
coscienza cittadina - pare assai poco verisimile, si tratta comunque di una
testimonianza ricca di suggestioni e di una struttura di straordinario
interesse dalla complessa stratificazione storica che era sopravvissuto fino
al 1896 come edificio di civile abitazione.
In quell'anno furono avviati i primi importanti lavori di restauro diretti da
Corrado Ricci; altri lavori di restauro furono condotti nel corso del
Novecento per riparare i danni di guerra.
Le ricerche si svolgono con la
collaborazione di studenti e studiosi di archeologia in massima parte
facenti capo all'Università di Bologna. Finora le ricerche sono sfociate
nella tesi di laurea specialistica realizzata dal dott. Dante Abate dal titolo
"Laser scanner e archeologia a Ravenna" (a.a. 2013/2014) e hanno offerto
la materia di esercitazione per un modulo didattico del Laboratorio di
archeologia dell'architettura (a.a. 2014/2015).
E' stata già realizzata nel 2014 una campagna di rilievi laser-scanner e nel
2015 una campagna di documentazione con la collaborazione dell'Enea e
degli studenti dell'Università.
Le ricerche - svolte in situ, negli archivi e nelle biblioteche - stanno
rivelando la natura pluristratificata del fabbricato e la complessità delle
vicende edilizie e restaurative che lo hanno interessato.
Il progetto intende giungere ad una lettura integrale della sequenza delle fasi costruttive e arrivare fino
alla pubblicazione di una monografia dedicata esclusivamente a questo edificio. Nell'immediato si intendono raggiungere i seguenti obiettivi:
- analisi stratigrafica integrale della struttura architettonica
- schedatura sistematica dei materiali iconografici
- schedatura dei materiali fotografici ottocenteschi
- schedatura della scultura architettonica
- schedatura delle tecniche edilizie
- progetto di nuovo allestimento museale e nuovo apparato didattico
- video didattico

PROGETTO ACHELOO

Poco a nord-est di Civitavecchia si estende un’ampia area caratterizzata dall’affioramento di strutture di grande interesse di epoca romana. Recentemente è stata riportata in luce una vasca ellittica, che può essere messa in relazione alla presenza di impianti per lo sfruttamento di acque termo-minerali. La natura dell’insediamento nel suo complesso è però ancora del tutto incerta e assai controversa. Una corretta valutazione delle potenzialità archeologiche del sito impone la pianificazione di indagini preliminari volte a orientare lo sviluppo successivo di più approfondite ricerche. La riflessione è comunque matura per avviare una prima campagna di indagini archeologiche. Innanzitutto l’area dovrà essere resa interamente calpestabile, riducendo al minimo i disagi prodotti dalla presenza di vegetazione. Sarà poi cura della Missione archeologica dell’Università di Bologna-Dipartimento di Storia Culture Civiltà appositamente costituita realizzare un’accurata campagna di prospezioni geofisiche che riguardino l’intera area, volte a definire i caratteri dell’insediamento. La banca dati informatizzata costituirà la base di una serie di saggi stratigrafici mirati per una più approfondita verifica dei luoghi-chiave dell’insediamento antico. Tali saggi saranno strategici per comprendere il contesto archeologico (compresa la vasca recentemente individuata) e le modalità di sfruttamento delle acque termali.