Foto del docente

Mario Vayra

Professore associato confermato

Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica

Settore scientifico disciplinare: L-LIN/01 GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA

Temi di ricerca

Parole chiave: Acquisizione del linguaggio Struttura informativa, sintassi e intonazione Percezione e fonologia Spiegazioni fonetiche in fonologia Acquisizione fonetica e fonologica di L1 e L2 Fonetica e fonologia Sociofonetica, bilinguismo Articulatory Phonology Sillaba, prominenza accentuale e ritmo

·     

  • Teoria linguistica e fonetica sperimentale. Basi fonetiche della struttura fonologica. Analisi contrastiva della struttura prosodica (con particolare riferimento a sillaba, accento e ritmo linguistico in italiano e inglese), nel quadro teorico della Articulatory Phonology.
  • Pragmatica e prosodia: il ruolo dell'intonazione nella struttura informativa dell'enunciato e del discorso.
  • Acquisizione di L1 e produzione: dalle prime vocalizzazioni all'emergere della fonologia nel bambino.
  • Percezione linguistica e acquisizione di L2. Percezione di suoni non nativi in adulti monolingui e processi di "sintonizzazione" sulla fonologia di una lingua seconda (L2).
  • Sociofonetica. Resistenza e mutamento del dialetto d’origine in italo-australiani bilingui residenti a Sydney e provenienti da Veneto e Calabria. Aspetti fonetici e fonologici.

1. Teoria linguistica e fonetica sperimentale: la relazione fra fonetica e fonologia, nel quadro teorico della Articulatory Phonology. Studi sulla struttura prosodica, con particolare riferimento a sillaba, accento e ritmo linguistico

 La ricerca si colloca nel quadro teorico della Articulatory Phonology:  una recente teoria fonologica secondo la quale le strutture fonologiche possono essere meglio spiegate in termini di configurazioni di "gesti articolatori". I parametri dinamici dei gesti articolatori - la formazione e il rilascio di costrizioni  nel tratto vocale, caratterizzate da un dato luogo  e un dato modo di costrizione – svolgono il ruolo di elementi primi della fonologia (cfr. Browman & Goldstein, 1990, Browman & Goldstein, 1992; Studdert-Kennedy & Goldstein, 2003; (Goldstein e Fowler, 2003. I gesti sono in sostanza  unità dinamiche e discrete di azione e insieme di informazione fonologica. Essi possono sovrapporsi temporalmente e coordinarsi secondo le modalità stabili tipiche dei sistemi dinamici.
Obiettivo della ricerca è di far luce sulle basi articolatorie della struttura prosodica, con particolare riferimento a sillaba e accento, in lingue, quali italiano e inglese, tradizionalmente identificate come appartenenti a opposte tipologie ritmico-accentuali (syllable- vs. stress-timed).
Per quanto concerne la costituenza sillabica, la  ricerca esamina le proprietà fonetiche di un fenomeno di tipo "compensativo": l'accorciamento  della durata acustica della vocale in sillaba chiusa, considerato un ‘quasi-universale' fonetico (cfr. Maddieson, 1985).
Quanto all'accento si indagano le proprietà acustiche e articolatorie della prominenza accentuale ai diversi livelli della gerarchia prosodica: "parola fonologica" (sillabe atone vs. toniche), "sintagma fonologico" e "sintagma intonativo" (sillabe toniche con vs. senza prominenza intonativa (pitch accent) (cfr. Beckman, 1986; Nespor e Vogel, 1986; Gussenhoven, 2004).
Da un punto di vista sperimentale questa ricerca esamina: i) le durate acustiche; ii) le traiettorie formantiche di F1 della vocale in sillaba aperta vs. chiusa; iii) la cinematica dei movimenti labiali di apertura e chiusura in vocali atone vs. toniche  vs. intonativamente accentate (nucleari), in sillabe aperte vs. chiuse.

2. Pragmatica e prosodia: il ruolo dell'intonazione nella struttura informativa dell'enunciato e del discorso

La "struttura informativa" (Halliday, 1967) o "information packaging" (Chafe, 1994; Vallduvì, 1992) rappresenta il modo in cui la forma di un enunciato riflette le ipotesi del parlante sulle assunzioni, le credenze e lo stato attenzionale dell'ascoltatore in un particolare momento del discorso (Prince, 1981). La struttura prosodica interagisce con la struttura informativa segnalando all'ascoltatore: 1) come il parlante struttura il suo enunciato in un parte più informativa ("comment", "focus") e una meno informativa ("topic", "(back)ground"); 2) quale sia lo status informativo degli elementi referenziali entro il discorso ("nuovo", "dato").
Le domande fondamentali attorno alle quali s'incentra questo progetto sono: qual è il contributo della prosodia nel segnalare l'articolazione in focus e (back)ground di un enunciato? Quali indici intonativi ci permettono di identificare il focus e l'estensione del suo dominio? Come fa il parlante ad indicare all'ascoltatore la natura del costituente in focus (focus di “nuova informazione", focus “contrastivo")? Con quali mezzi prosodici? Lingue tipologicamente diverse usano strutture intonative diverse per esprimere la stessa struttura informativa? Referenti informativamente “dati” vengono deaccentati intonativamente in italiano come comunemente avviene nelle lingue germaniche?
Il lavoro fin qui svolto offre alcune risposte a queste domande. L'italiano, diversamente dall'inglese, sembra distinguere il focus di nuova informazione dal focus contrastivo grazie all'uso sistematico di accenti intonativi diversi e,  diversamente dalle lingue germaniche, non mostra correlazione diretta tra lo status informativo di un referente e la sua accentazione/deaccentazione (cfr., ad es., Avesani e Vayra, 2004; 2005). La deaccentazione di materiale informativamente “dato” appare condizionata da restrizioni di tipo strutturale, indotte dalla rappresentazione prosodica.
Molto resta ancora da indagare, naturalmente. Una delle domande ancora senza risposta riguarda un punto centrale per le fonologia intonativa dell'italiano: nelle diverse varietà regionali di italiano, i vari tipi di focus vengono codificati dalle medesime categorie accentuali? Una domanda, questa,  sullo sfondo della quale campeggia una questione di notevole interesse  per una teoria generale dell'intonazione.

3. Acquisizione linguistica: dalle prime vocalizzazione all'emergere della fonologia nel bambino

 Il progetto mira ad esaminare l'emergere delle influenze della lingua materna nello sviluppo vocale del bambino. La ricerca condotta negli ultimi 25 anni nell'ambito dell'acquisizione del linguaggio ha portato alla conclusione che tra babbling e lingua adulta esista una sostanziale continuità e che le produzioni di babbling risultino dunque altamente informative riguardo ai processi coinvolti nello sviluppo fonetico-fonologico del bambino.Il progetto in questione prevede l'analisi delle produzioni di babbling di soggetti di madrelingua diversa (italiano, inglese, francese, cinese mandarino), registrati tra i 6 e i 18 mesi di vita.

Il piano di lavoro prevede, oltre ad un'analisi acustica delle aree di esistenza e delle caratteristiche temporali delle vocali, un'analisi della coarticolazione consonante-vocale, nelle diverse fasi dello sviluppo fonetico-fonologico. Quest'ultima sarà effettuata utilizzando il metodo delle "equazioni di luogo" (Locus Equations), elaborato da Sussman e collaboratori (cfr. ad es., Sussman, Duder, Dalston, Cacciatore, 1999): il metodo misura il grado di coarticolazione C-V sulla base dei valori frequenziali di F2, calcolati in corrispondenza dell'onset della transizione CV e del centro temporale della vocale.
I risultati saranno interpretati entro il quadro teorico della Articulatory Phonology (Browman & Goldstein, 1990a; Browman & Goldstein, 1992; Studdert-Kennedy & Goldstein, 2003), una recente teoria fonologica che analizza l'attività del tratto vocale in azioni di costrizione e rilascio, dette "gesti articolatori", che possono sovrapporsi temporalmente e coordinarsi secondo le modalità stabili tipiche dei sistemi dinamici.

4. Percezione linguistica e acquisizione di L2. Percezione di suoni non nativi in adulti monolingui e processi di "sintonizzazione" sulla fonologia di una lingua seconda (L2).

 Quali effetti esercita l'esperienza linguistica sulla capacità di percepire l'informazione fonetica e fonologica contenuta in un enunciato? La percezione di contrasti fra foni di una lingua non-nativa differisce in modo decisivo fra ascoltatori "ingenui" (adulti monolingui funzionali) e ascoltatori che abbiano esperienza di quei contrasti o in quanto elementi di una lingua seconda che essi stiano apprendendo o in quanto elementi di una lingua che essi parlino fluentemente. Sappiamo che gli ascoltatori sono sensibili non solo a "dettagli" fonetici di potenziale rilevanza fonologica nella lingua nativa, ma anche a variazioni di tipo graduale, non-categoriche, non-distintive (ad es. Hallé, Best & Levitt, 1999; Flege e Hillenbrand, 1987).

Questo progetto ruota attorno a due nuclei teorici fondamentali: la Articulatory Phonology (cfr. , in particolare, Goldstein e Fowler, 2003) e il Perceptual Assimilation Model (PAM) di Best (per tutti, 1994). L'ipotesi di fondo è che la capacità di percepire contrasti non-nativi di rilevanza fonologica si basi sull'attitudine degli ascoltatori a sintonizzarsi sulle proprietà articolatorie dei foni che entrano in un contrasto non nativo e ad assimilarli alle categorie del sistema fonologico nativo (Best e Tyler 2007, Avesani, Vayra, Best e Bohn, 2008).
Il progetto è volto a indagare: i) le restrizioni sistemiche che la struttura fonetica e fonologica della lingua materna esercita sulla percezione e produzione dei suoni di una L2; ii) le differenze e similarità che caratterizzano la percezione di contrasti fonetici non-nativi in parlanti-ascoltatori adulti con un diverso grado di esperienza di L2. Sono previsti esperimenti di percezione e produzione che confrontano la capacità di discriminare contrasti non nativi in soggetti monolingui funzionali vs. soggetti bilingui fluenti. I monolingui sono parlanti delle varietà di italiano regionale veneta e calabrese; i bilingui sono parlanti delle stesse varietà di italiano-L1 fluenti in inglese.


5. Sociofonetica e bilinguismo: Traccie dell'eredità linguistica nel parlato di italo-australiani  residenti a Sydney

Si tratta di un progetto innovativo all'incrocio fra sociofonetica e acquisizione di una lingua seconda, che mira a identificare traccie dell'eredità linguistica locale nel parlato di Italo-Australiani residenti nell'area di Sydney, le cui origini risalgono a due diverse regioni italiane. Da un punto di vista sperimentale  sono studiate, sotto il profilo fonetico, determinate consonanti-chiave presenti nell'italiano regionale, nel dialetto locale e nell'inglese di Italo-Australiani di prima e seconda generazione, le cui origini risalgono al Veneto e alla Calabria. L'obiettivo è di individuare, attraverso uno studio fonologico e fonetico-acustico di dettaglio, elementi intorno alla conservazione o all'indebolimento di tratti specifici delle regioni di provenienza e intorno alla diffusione di questi tratti dal dialetto materno  (e dall'italiano regionale, dove presente) all'inglese appreso successivamente.