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Marco De Marinis

Professore ordinario

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: L-ART/05 DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO

Temi di ricerca

1. Il Novecento teatrale è stato il secolo della regia ed è dall'interno della regia che il teatro contemporaneo si è mostrato capace di pervenire agli esiti più interessanti e radicali. 2. Nel corso del Novecento molti uomini di teatro si sono richiamati al rito e al rituale nel tentativo di restituire necessità ed efficacia al lavoro teatrale e allo spettacolo. 3. Lungi dal coincidere con la parola e con il linguaggio verbale, la voce è stata nel teatro contemporaneo uno degli strumenti mediante i quali si è cercato di rompere la gabbia del significato predeterminato e della rappresentazione testocentrica in direzione dello spettacolo come azione efficace. 4. Grotowski, andando dal teatro degli spettacoli all'Arte come veicolo, ha rappresentato una delle esperienze teatrali più importanti e più dirompenti di tutto il secolo; come dimostra la tradizione vivente del Workcenter di Pontedera oggi.

RFO 2006 1. Regia e attore nel Novecento teatrale. Il Novecento teatrale è stato il secolo della regia ed è dall'interno della regia, e mediante i suoi strumenti, che il teatro si è mostrato capace di pervenire agli esiti più interessanti e radicali –fino, talvolta, al superamento della regia stessa e persino dello spettacolo. Talvolta si è fatto leva sullo spazio scenico, altre volte sulla drammaturgia, altre ancora sulle contaminazioni interdisciplinari, più spesso sull'attore; ma sempre il regista sta al centro o alla base delle esperienze più innovative e avanzate del Novecento teatrale e anche dell'attuale fenomeno del nuovo teatro post-novecentesco. Studiare su basi metodologiche e teoriche rinnovate la centralità della regia e del regista nel teatro del Novecento è l'obiettivo principale di questa ricerca. Si procederà per campionature significative, legate agli specifici interessi e alle competenze dell'équipe di ricerca, procedendo dal Naturalismo fino alle tendenze più recenti. 2. I rapporti fra teatro e rituale nelle esperienze teatrali contemporanee. Nel corso del Novecento molti uomini di teatro si sono richiamati al rito e al rituale nel tentativo di restituire necessità ed efficacia al lavoro teatrale e allo spettacolo. Ciò ha portato spesso gli artisti e i teorici a sviluppare un interesse verso le culture altre, primitive, di interesse etnografico e a conferire un taglio antropologico alle loro stesse modalità di ricerca e di lavoro artistico. Inizialmente si è spesso tentato di rifare il rito a teatro, cioè di dar vita a forme di teatro rituale o di rito teatrale. In seguito, la presa d'atto dell'impossibilità di questi tentativi, a causa delle condizioni socio-culturali della contemporaneità (disgregazione della comunità unanime etc.) ha portato alcuni (come Grotowski) ha ricercare piuttosto equivalenti teatrali contemporanei delle forme rituali tradizionali. L'indagine in corso intende fare luce sulle strutture profonde di fenomeni come la trance e la possessione rituali e sulle loro implicazioni teatrali e viceversa: rileggere alcuni processi teatrali, e in particolare la pereformance attoriale, alla luce di nozioni antropologiche e di fenomeni come la trance e la possessione rituali. 3. La voce nelle ricerche teatrali contemporanee. Nel corso del Novecento, sono stati numerosi i mezzi di cui gli uomini di teatro si sono serviti per rompere le convenzioni del teatro del testo e della rappresentazione: lo spazio, il movimento, la musica, più raramente il dramma (si pensi a Pirandello e a Beckett), etc. E sicuramente l'attore, in dialettica con il regista, ha svolto un ruolo di punta al riguardo. Tuttavia, meno nota è l'importanza rivestita in proposito dalla voce e dalle molteplici, ricchissime sperimentazioni che l'hanno riguardata. Questo è colpa innanzitutto degli schemi pseudo-storici in cui spesso si è cercato di ingabbiare la realtà multiforme delle esperienze sceniche novecentesche: teatro del corpo vs teatro di parola, teatro del testo vs teatro senza testo, etc. In realtà, la voce, non in quanto parola o linguaggio, cioè entità semantica, ma in quanto suono, fonetica, espressione corporea, cioè entità vocalica al di qua e al di là del significato, è stato uno degli strumenti più avanzati delle rivoluzioni teatrali contemporanee, per il superamento della rappresentazione verso un teatro dell'azione efficace. Voce come grido, balbettio, sussurro, gemito, borbottio, urlo, onomatopea, melismo, canto. Voce come strumento musicale in dialogo con le sonorità strumentali e corporee. L'indagine in corso cerca di ricomporre una mappa delle principali sperimentazioni interdisciplinari al riguardo, muovendosi fra poesia, musica e scena. 4. Jerzy Grotowski e la tradizione grotowskiana del Workcenter di Pontedera. Ci si prefigge di indagare ciò che è denominabile come “tradizione grotowskiana”, intendendo con questa formula la linea di lavoro generata dalla ricerca teorico-pratica di Grotowski (1933-1999) nel teatro e oltre il teatro, attraverso le quattro fasi principali che l'hanno scandita: teatro degli spettacoli, parateatro, teatro delle fonti, arte come veicolo. Grazie a una trasmissione ininterrotta e diretta, questa linea di lavoro feconda da anni le attività scientifiche e artistiche del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, fondato dallo stesso Grotowski a Pontedera nel 1986 e dopo la sua morte diretto dall'americano Thomas Richards con la collaborazione di Mario Biagini. Negli ultimi anni, grazie anche ad un imponente progetto europeo triennale, appena conclusosi, il Workcenter ha impresso un nuovo dinamismo alle sue attività nell'ambito delle performing arts. Accanto a una nuova versione dell'opus performativo Action, prodotto nell'ambito dell'Arte come veicolo, programmaticamente esclusa allo spettatore, i responsabili del Workcenter hanno dato vita a una nuova struttura performativa (dal titolo Dies irae), che, nelle sue ultime versioni, è stata proposta come un vero e proprio spettacolo per un pubblico pagante. Si intende indagare sulle implicazioni di questa novità e sul complesso delle attività attuali del Workcenter, uno dei più importanti centri di ricerca teatrale a livello internazionale. Le linee di ricerca che si propongono quest'anno, 2007, sono le stesse della richiesta 2006. Si tratta di mettere a frutto il lavoro svolto l'anno scorso, traducendolo fra l'altro in una serie di pubblicazioni a stampa.