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Ilaria Porciani

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Storia Culture Civiltà

Settore scientifico disciplinare: M-STO/04 STORIA CONTEMPORANEA

Contenuti utili

PER I LAUREANDI: TEMPISTICA; REDAZIONE TESI

TEMPI:
Per firmare una tesi ho bisogno di avere almeno due mesi prima della scadenza una scaletta completa (cioè un indice dettagliato dell’intero lavoro, paragrafo per paragrafo, con l’indicazione approssimativa e delle pagine di ciascuno e delle fonti) e due capitoli completi.
Gli studenti che desiderano laurearsi con la mia supervisione sono pregati di organizzare il proprio lavoro in modo da tener conto di questa tempistica, magari anticipando l’inizio rispetto all’ultimo esame.
La vostra esperienza vi insegna di quanto tempo avete bisogno per preparare un esame, ma la redazione di una tesi può essere più lunga del previsto!
Niente vieta di iniziare con un congruo anticipo,che consente di redigere con calma e con cura la versione finale.
Cerco sempre di leggere i vostri testi nel più breve tempo possibile. Dovete però cercare di rispettare i tempi che ci daremo insieme.

SUGGERIMENTI PER LA SCRITTURA
La scaletta va redatta all’inizio e serve a costruire bene il lavoro e ascrivere con maggiore tranquillità.
 
L’introduzione si scrive alla fine del lavoro. Deve sempre contenere una precisa indicazione del tema, delle fonti utilizzate, e dello stato degli studi. Una tesi anche se della triennale deve sempre rispondere a una domanda. L'autore/l'autrice deve mettere in luce il senso e l'interesse del proprio lavoro con chiarezza e semplicità.
E’ necessario redigere un breve capitolo di conclusioni. Possono essere anche poche pagine, ma servono a tirare le fila del lavoro.
E’ necessario scrivere in modo chiaro, comprensibile, con periodi ben articolati.
Evitare forme inutilmente ridondanti.
Controllare su un buon dizionario il significato di termini di cui non si è sicuri, ed eventualmente utilizzare sinonimi (che si possono anche trovare su un buon dizionario) per evitare le ripetizioni.
Evitare la terza persona: lo studente/ la studentessa è autore/autrice della tesi. La prima persona serve anche a mettere in luce il suo modo di procedere, le sue scelte. “Ho scelto questo argomento perché” “a mio parere” “ritengo” sono forme che consentono di esplicitare il modo in cui l’autore/l’autrice si pone di fronte alle proprie fonti, come le interroga, quali ipotesi di lavoro formula e quali conclusioni trae. Queste forme consentono di esplicitare i problemi aperti, i propri dubbi e i punti che non si sono potuti sviluppare pienamente – spesso per mancanza di tempo come è ovvio e naturale in una tesi di laurea – e che eventualmente varrebbe la pena di sviluppare inseguito.
Evitare i puntini di sospensione e l’uso di forme allusive.
Evitare forme di futuro generico, riferito al passato. Se un evento si colloca nel passato, è inutile usare il futuro.
Fare attenzione alla concordanza soggetto – verbo ( mai verbo al singolare se il soggetto è plurale!).
Non si mette la virgola tra il soggetto e il verbo.
Fare attenzione ai tempi: in una frase non si possono utilizzare insieme presente, passato, imperfetto e passato remoto se non giustificati da costruzioni sintattiche specifiche. Scegliere tra una di queste forme.
Non fare periodi troppo lunghi. Andare a capo ogni volta che il discorso lo rende necessario o opportuno. Una pagina intera senza andare mai a capo è pesante.
Nello scegliere il titolo dei paragrafi pensare bene a che cosa si vuol dire, a quale è il punto forte del paragrafo stesso. In altre parole evitare di essere inutilmente descrittivi ma cercare di comunicare un’idea e controllare bene la scrittura.
I segni di interpunzione vanno usati con cura. Evitare di usare solo e sempre la virgola. A volte sono più utili i due punti o il punto e virgola. Controllarne eventualmente l’uso su un manuale della scuola secondaria
NORME REDAZIONALI
Per quanto riguardala redazione gli studenti sono pregati di attenersi al modello di spaziatura e impaginazione previsto dalle segreterie; di presentare sempre un testo GIUSTIFICATO, con note a piè di pagina.
E’ necessario controllare accuratamente ortografia, sintassi, punteggiatura.
E’ necessario attenersi con precisione alle seguenti norme redazionali:
L’uso delle maiuscole è da limitarsi il più possibile. Si scrive Partito socialista italiano, Rivoluzione francese, ecc. Se il partito indicato è invece generico, va in minuscolo. I rinvii alle note vanno messi sempre in esponenti, prima dei segni di interpunzione (compresi i trattini e le parentesi).
Limitare uso del corsivo alle sole parole straniere non divenute di uso comune nella lingua italiana, o da non tradurre (es. Bildungsbürgertum); termini come continuum, status, corpus, excursus, élites ecc. vanno in tondo.
Nell’uso delle virgolette, le virgolette doppie “”o a sergente » si usano per citare nel testo un brano, per rendere espressioni comunemente usate (es. «battaglia del grano»), per indicare il nome di giornali e riviste («Corriere della sera»). Le virgolette semplici ‘’ si usano per indicare espressioni generiche (il cosiddetto “revisionismo”, per così dire “socialista”, o per citazioni all’interno di altre citazioni: «disse che “di solito” si recava…»).
Le citazioni vanno limitate a pochissime righe.
Le cifre: 150, 2/3, 1.500 iscritti; solo nelle indicazioni delle pagine: 1200 (e non 1.200)
I riferimenti cronologici vanno messi in cifre: ‘900, anni ‘50, il ’68, ecc.

NOTE
Ogni nota non dovrebbe superare, in linea di massima, le 5 righe di testo.
Citazioni di volumi: autore con nome puntato; titolo dell’opera in corsivo, editore, luogo e data (senza virgola in mezzo). Esempi: I. Calvino, La tradizione popolare nelle fiabe, in Aa.Vv., Storia d’Italia, v. 5, I documenti, t. 2, Einaudi, Torino 1973, pp. 1253-64 (oppure pp. 1253 ss.); S. Galante, In Search of Lost Power, in E. Di Nolfo (ed.), Power in Europe? Great Britain, France, Germany and Italy and the Origins of the EEC, 1952-1957, De Gruyter, Berlin 1992, p. 409 (in caso di testi stranieri: ed. o eds.; sous la direction de; Hrsg.).
Nel caso che il rimando sia generico usare la formula ‘cfr.’
Nel caso che il rimando sia puntuale indicare la pagina.
Nel caso di citazioni tratte da pubblicazioni periodiche: C. Dipper, L’aristocrazia tedesca nell’epoca borghese. Adattamento e continuità, «Quaderni storici», n.s., 21 (1986), n. 62, pp. 361-92. Indicare sempre, oltre all’annata, anche il fascicolo (a meno che la numerazione non sia progressiva). Senza “in” dopo la virgola. Attenzione! pp. 154-55 e non 154-155.
Nel caso di fonti archivistiche: Archivio di Stato di Firenze (d’ora in poi ASF), Prefettura dell’Arno, b. (busta) 506, c. (carta, al plurale cc.) … (seguito eventualmente dall’indicazione r-v).
Nel caso di quotidiani e giornali in genere: «Corriere della sera», 5 settembre 1962 (senza in dopo la virgola).
Per le altre abbreviazioni di uso più frequente, sempre in tondo: cit. (citato, citazione); cfr. (confronta; mai mettere “si veda”); ed. or. (edizione originale, seguito dalla data); 1a ed. (prima edizione); Ibidem (stessa opera e stessa pagina); Id. (stesso autore); Ivi (stessa opera ma in pagina diversa: va quindi aggiunto il numero della pagina); passim (qua è là).
Quando si cita un’opera precedentemente citata autore (anche nome), prima parte del titolo dell’opera, seguito dall’abbreviazione cit., senza virgola: I. Calvino, La tradizione popolare cit., pp. 1255 ss. Non si scrive mai I. Calvino, op. cit.
Quando si cita un’edizione successiva di un libro, mettere tra parentesi tonda dopo il titolo l’anno della I edizione, e poi l’anno del volume effettivamente consultato.
Quando si cita un testo straniero nell’edizione italiana indicare tra parentesi: (ed. or. LUOGO e DATA, senza editore).
Per un volume di due (o più) autori, separare i nomi con un trattino breve senza spazio: S. Soldani-G. Turi (a cura di), Fare gli italiani. Se sono ricordati più autori (ad esempio come curatori di un volume con il quale si fa iniziare la citazione), indicarli separati da una virgola, e prima dell’ultimo autore mettere e: es. Il regime fascista, a cura di A. Del Boca, M. Legnani e M.G. Rossi.