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Giacomo Faldella

Professore ordinario

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

Settore scientifico disciplinare: MED/38 PEDIATRIA GENERALE E SPECIALISTICA

Direttore Scuola di Specializzazione Pediatria (DI 68/2015)

Temi di ricerca

Parole chiave: Analgesia Nutrizione Infezioni Neonato pretermine

Nutrizione ed alimentazione del neonato pretermine con particolare riguardo alla fortificazione individualizzata del latte materno.

Analisi del reflusso gastroesofageo del neonato pretermine mediante pH-impedenziometria combinata

Relazioni tra reflusso gastroesofageo e apnee della prematurità

Infezioni neonatali, in particolare sifilide, infezione da CMV ed infezioni nosocomiali

Analgesia del neonato ricoverato in terapia intensiva neonatale

Determinanti della nascita pretermine. Esiti assistenziali nel neonato pretermine in relazione a diverse modalità di trattamento.

 



Il tasso di mortalità infantile, oltre ad essere un indicatore della salute del neonato e del bambino nel primo anno di vita, è considerato nella letteratura internazionale una misura riassuntiva della salute di una popolazione. E' infatti uno dei principali indicatori di valutazione delle condizioni socio-economiche, ambientali, culturali,e della qualità delle cure materno-infantili.  Secondo la letteratura internazionale i principali determinanti della mortalità infantile sono:  istruzione materna, reddito famigliare,basso peso alla nascita, età gestazionale, fumo materno durante la gravidanza, cittadinanza/nazionalità materna, legittimità, allattamento al seno.  Il tasso di mortalità infantile in Italia si è ridotto notevolmente negli ultimi anni (dal 6,1*1000 nel 1995 al 3,7*1000 nel 2005), pur permanendo importanti differenze tra le varie regioni. La mortalità infantile, in un paese industrializzato come l'Italia, è determinata per circa i 2/3 dalla mortalità neonatale.  I dati più recenti, infatti, dimostrano un crescente peso della mortalità neonatale nel determinarsi delle disuguaglianze nella mortalità infantile fra nord (3,2 *1000; anno 2005) e sud Italia (4,4*1000;anno 2005). Tra i determinanti della mortalità neonatale, il principale è rappresentato dalla nascita pretermine, che è uno dei più importanti fattori predittivi di sopravvivenza del neonato ed è strettamente correlato con le specificità locali socio-assistenziali e con la qualità/organizzazione dei sistemi sanitari. Infatti le differenze tra le varie regioni italiane, riguardo la mortalità infantile e soprattutto quella neonatale, possono essere attribuite soprattutto a determinanti di tipo ambientale e ad iniquità nelle cure materne e neonatali. Devono, pertanto, essere migliorate le cure perinatali riducendo le diseguaglianze nei tassi di mortalità neonatale nelle Regioni del Sud del paese, legate a fattori socioeconomici, quali i più elevati livelli di povertà e la scolarità più bassa, ma anche a fattori organizzativi e gestionali quali ad esempio: la carenza delle strutture consultoriali, la mancata concentrazione delle gravidanze a rischio, l'incompleta o la mancata attivazione del sistema di trasporto assistito del neonato e la mancanza di una guardia attiva medico-ostetrica e pediatrico-neonatologica, 24 ore su 24 in una percentuale elevata dei troppi punti nascita del nostro paese. E' necessario individuare modalità assistenziali per migliorare l'efficacia delle cure e dell'assistenza ai nati pretermine utilizzando database ad hoc, studiando e costruendo indicatori di processo e di esito e promuovere attività di audit per monitorare la qualità dell' assistenza. Per poter implementare misure di intervento mirate è però anche necessario, oltre a  valutare i bisogni assistenziali e l' efficacia delle diverse modalità di cura, indagare i fattori di stress specifici dei genitori dei neonati ricoverati in NICU, per individuare  profili di genitori a maggior rischio di carico emotivo ed assistenziale ai fini di predisporre interventi mirati di sostegno alle famiglie.

 

 

 

 

 

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