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Franco Mastragostino

Professore Alma Mater

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

Professore a contratto

Dipartimento di Scienze Economiche

Professore a contratto a titolo gratuito

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Dipartimento di Scienze Economiche

Temi di ricerca

L'effettività della tutela dei diritti e degli interessi legittimi nel nuovo rito in materia di appalti pubblici


Nell'ambito dell'attività di ricerca sono stati affrontati i principali nodi problematici posti dal nuovo rito in materia di appalti pubblici dopo le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 53 del 20 marzo 2010 e successivamente dal D.Lgs. n. 104 del 7 luglio 2010, cd. Codice del Processo Amministrativo, in conseguenza della necessità di recepire nell'ordinamento italiano la direttiva n. 2006/77/CE, che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio, per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione di appalti pubblici.

Nell'ambito di questo tema di carattere generale, in particolare verranno approfondite quattro linee direttrici principali che avranno quale filo conduttore una comune riflessione circa l'idoneità del nuovo rito in materia di appalti pubblici ad assicurare alle imprese che partecipano alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture una tutela processuale effettiva e celere.

La prima linea direttrice riguarda la compatibilità delle scelte effettuate dal legislatore delegato con i principi contenuti nella direttiva comunitaria e con quelli della legge di delega, evidenziando i possibili profili di frizione che diverranno presumibilmente oggetto di esame da parte Corte di giustizia dell'Unione europea (è il caso ad es. del regime nazionale deroghe al cd. stand still o dell'esecuzione in via d'urgenza), o da parte della Corte costituzionale (è il caso ad es. del problema della pregiudiziale amministrativa, che sembrerebbe essere stata confermata dalla legge delega, mentre è esclusa dal Codice).

La seconda linea direttrice riguarderà i caratteri di specialità del nuovo rito in materia di appalti rispetto al rito ordinario e a quello accelerato, pure previsti dal Codice, con particolare riferimento all'istituto della tutela cautelare e alla peculiare funzione che essa svolge in quest'ambito.  

La terza linea di ricerca esamina le garanzie sostanziali e processuali che scattano a seguito dell'aggiudicazione della gara e della proposizione di un ricorso giurisdizionale con istanza di tutela cautelare in favore del partecipante che assuma di essere stato illegittimamente pretermesso (stand still sostanziale, informativa in ordine all'intento di proporre ricorso giurisdizionale,sospensione obbligatoria della stipulazione del contratto), e i poteri che il Giudice amministrativo esercita a seguito dell'annullamento dell'aggiudicazione (dichiarazione di inefficacia nel contratto ex tunc o ex nunc, irrogazione di sanzioni, ecc.), che possono comportare delicatissime valutazioni sulla sorte del contratto e un attento bilanciamento tra l'interesse generale e quelli delle parti in causa.

L'ultima linea direttrice riguarda i temi del risarcimento del danno in forma generica o specifica (con particolare attenzione alla questione del subentro), e delle controversie che possono insorgere in conseguenza della sorte del contratto tra la stazione appaltante e le imprese, o tra le stesse imprese, per la definizione dei rapporti di diritto – obbligo che da essa scaturiscono. Verrà inoltre dedicata una particolare attenzione alla recente pronuncia della Corte di Cassazione, S.U. n. 6596 del 23 marzo 2011 che, unitamente alle ordinanze n. 6594 e 6595, ha statuito la giurisdizione del giudice ordinario sulla richiesta di risarcimento dei danni cagionati per lesione del legittimo affidamento generato da un provvedimento di aggiudicazione in favore di una impresa, successivamente annullato con sentenza del giudice amministrativo. Pur essendo mossa dal chiaro intento di garantire una tutela piena ed effettiva alle posizioni giuridiche soggettive, la Corte di Cassazione pare rimettere nuovamente in discussione gli incerti e mobili confini del riparto di giurisdizione tra G.A. e G.O., modellando le categorie civilistiche per adeguarle alle specificità del diritto amministrativo.

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