<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Aurora Donzelli � Avvisi</title><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/</link><description /><language>it-IT</language><copyright>� Copyright 2004-2026 - Universit� di Bologna</copyright><a10:link rel="self" type="application/rss+xml" href="https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/rss" /><item><guid isPermaLink="false">6143855c</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/6143855c</link><title>Antropolgia Linguistica   a.a. 2025-2026  Lista dispense frequentanti  per esame</title><description>&lt;p&gt; 1. Duranti, A. 2003. Language as culture in US anthropology: Three paradigms. Current&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;anthropology, 44(3), 323-347.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2. Witherspoon, Gary. “Language in culture and culture in language.” International Journal of American Linguistics 46.1 (1980): 1-13.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3. Ochs, Elinor. 1979. "Transcription as theory." In Developmental pragmatics 10(1): 43-72.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4. Woolard, Kathryn A. 2020. Language ideologies: Encyclopedia of linguistic anthropology. Wiley-Blackwell. Pp. 1-21.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5. Gal, Susan, and Judith T. Irvine. 1995. “Disciplinary boundaries and language ideology: The semiotics of differentiation.” Social Research 62 (4).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;6. Whorf, B. L., 1956b, “The Relation of Habitual Thought and Behavior to Language”, in J. B. Carroll, a cura, Language, Thought, and Reality: Selected Writings of Benjamin Lee Whorf, Cambridge, MA, MIT Press, pp. 134-159.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;7. Kulick, Don. 2001. “No.” In Alessandro Duranti (ed.) Linguistic Anthropology: A Reader. New York: Blackwell Publishers. Pp. 493-504.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;8. Ochs, Elinor, e Carolyn Taylor. 2006 [1992]. "La narrazione familiare come attività politica." Tr. It. Ochs E., Linguaggio e cultura. Lo sviluppo delle competenze communicative, pp. 117-223.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;9. Bourdieu, Pierre. "The economics of linguistic exchanges." Social science information 16.6 (1977): 645-668.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;10. Irvine, J. T. 1989. When talk isn't cheap: Language and political economy. American ethnologist, 16(2), 248-267.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;11. Philips, Susan U. 1972. Participant structures and communicative competence: Warm Springs children in community and classroom. Republished in A. Duranti Linguistic anthropology: A reader. John Wiley amp; Sons, 2009&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 21:30:48 +0100</pubDate><a10:updated>2026-03-18T21:32:19+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">03db479d</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/03db479d</link><title>Assegnazione Tesi di Laurea</title><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Indicazioni per tesi di laurea:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
    &lt;li&gt;Per la stesura della tesi di laurea occorre aver concordato un progetto di tesi almeno quattro mesi prima della data dell’upload del file dell’elaborato per le lauree triennali; e almeno nove mesi prima per le lauree magistrali.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Per concordare un progetto di tesi occorre che il relatore abbia approvato la proposta di lavoro dello studente, presentata secondo le indicazioni ricevute dal docente in sede di ricevimento.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Una volta approvato il progetto secondo la tempistica sopra indicata, sarà cura dello studente inviare progressivamente i diversi capitoli in &lt;strong&gt;formato word &lt;/strong&gt;e innbsp;versione definitiva (e non in bozza o in stesura parziale), avendo cura di presentarsi al primo ricevimento utile per avere un riscontro.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;La tesi deve essere redatta seguendo rigorosamente le norme editoriali indicate sul sito del corso di laura di pertinenza.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Al fine di consentire un’adeguata revisione finale, è necessario aver terminato, e inviato al relatore, la tesi completa in ogni sua parte indicativamente entro la fine del mese precedente a quello dell’upload del file definitivo. ossia circa due mesi prima della discussione.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;L’upload del file potrà avvenire solo dopo aver ricevuto formale via libera dal relatore.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Per i soli studenti della Laurea Magistrale: il correlatore va concordato con il relatore.&lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Casi di plagio saranno riferiti agli organi competenti.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;</description><pubDate>Sun, 23 Mar 2025 09:00:06 +0100</pubDate><a10:updated>2025-03-23T09:00:06+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">35291d5b</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/35291d5b</link><title>Periodicit&amp;#224; degli appelli d&amp;#39;esame</title><description>&lt;p&gt;Gli appelli sono normalmente fissati nei mesi di maggio, giugno, luglio, settembre, ottobre, dicembre, febbraio, aprile. Con appelli più ravvicinati nella sessione estiva, autunnale e primaverile e con intervalli più lunghi durante il periodo di insegnamento. Gli appelli vengono pubblicati su Almaesami non appena sussistono le condizioni per garantire la disponibilità di un'aula adeguata. In base alle date pubblicate ufficialmente su Almaesami e alla cadenza di cui sopra è possibile avere un'indicazione di massima sulla collocazione temporale degli appelli durante tutto l'anno accademico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ogni corso garantisco *almeno* 6 appelli all'anno.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sun, 23 Mar 2025 08:58:44 +0100</pubDate><a10:updated>2025-03-23T08:58:44+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">e96e382e</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/e96e382e</link><title>Linee guida per la richiesta e la preparazione della tesi di laurea</title><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Linee guida per la richiesta e la preparazione della tesi di laurea&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1. Come richiedere la tesi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli aspiranti laureandi sono invitati a contattarmi per email per concordare un primo appuntamento per discutere di un eventuale progetto di tesi, indicando, come soggetto del messaggio, “richiesta di tesi” e specificando il proprio corso e il periodo di laurea prescelto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio dovrà contenere anche una prima formulazione (di circa 250 parole) dell’argomento di tesi proposto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo &lt;strong&gt;primo incontro &lt;/strong&gt;sarà unicamente &lt;strong&gt;finalizzato a determinare se il progetto sia realizzabile&lt;/strong&gt; dal punto di vista della metodologia, della tempistica, e dell’argomento scelto (si leggano con attenzione le voci “tempistica” e “argomento” più sotto).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso il progetto sia giudicato fattibile e congruente con le mie competenze e insegnamenti, saranno fissati altri due incontri preliminari per concordare e meglio definire l’argomento e la metodologia da seguire. Dopo questi primi incontri, si richiede la stesura di un &lt;strong&gt;progetto di tesi&lt;/strong&gt;, di circa due di pagine, composto da:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) Titolo provvisorio;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2) Abstract (di 500 parole max.) e parole chiave (6 min.-10 max.) della tesi;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3) Descrizione sintetica dell’argomento e della metodologia che si intende utilizzare per la redazione della tesi;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4) Bozza di indice (struttura dell’elaborato, con titoli e numeri dei capitoli e dei paragrafi);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5) Bibliografia preliminare di riferimento: inclusiva del materiale già visionato e dei titoli che si è concordato di esaminare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La bibliografia dovrà essere aggiornata man mano che procede la stesura della tesi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;N.B. La tesi risulta formalmente “concordata” solo dopo la consegna del progetto di tesi completo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2. Tempistica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si incoraggiano gli aspiranti laureandi a contattarmi con largo anticipo in modo da poter procedere senza fretta all’individuazione dell’argomento di tesi e della relativa metodologia. Ciò detto, è fondamentale che gli studenti leggano attentamente le indicazioni relative alla tempistica riportate di seguito:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1. Per la stesura della tesi di laurea occorre aver concordato e presentato un progetto di tesi completo (organizzato nei 5 punti delineati sopra) almeno &lt;strong&gt;quattro mesi prima&lt;/strong&gt; della data dell’upload del file dell’elaborato &lt;strong&gt;per le lauree triennali&lt;/strong&gt;; e almeno &lt;strong&gt;nove mesi prima&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per le lauree magistrali.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2. Va osservato che, secondo il regolamento di Ateneo, &lt;strong&gt;la data di upload &lt;/strong&gt;della tesi &lt;strong&gt;precede di circa un mese quella della discussione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1. Al momento dell’upload la tesi deve essere stata già interamente corretta e approvata dal relatore. Questo significa che i diversi capitoli dovranno essere inviati via mail al relatore nel corso dei mesi precedenti. Si ricorda che il relatore leggerà solo &lt;strong&gt;versioni definitive dei capitoli&lt;/strong&gt;, non bozze o stesure parziali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3. Per consentire un’adeguata revisione finale, è necessario aver inviato al relatore la tesi completa in ogni sua parte circa &lt;strong&gt;due mesi prima della discussione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4. Una volta che il candidato avrà ricevuto tutti i capitoli corretti dal relatore, e dopo aver apportato le correzioni richieste, procederà a inviare al relatore il file completo (dal frontespizio alla bibliografia) almeno &lt;strong&gt;15 giorni prima dell’upload&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5. Solo dopo l’assenso formale del relatore, il candidato potrà procedere all’upload della tesi entro i termini previsti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;3. Scelta dell’argomento di tesi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda l’argomento di tesi, lascio ampia libertà di scelta agli studenti. Prediligo però proposte che riguardino il vasto campo dei miei interessi di ricerca: la comunicazione (verbale e non), della relazione tra linguaggio e cultura, del parlare come pratica culturale, delle ideologie linguistiche, delle comunità linguistiche reali e virtuali, del discorso politico (in tutte le sue declinazioni) e pubblicitario, dell’interazione umana in contesti pubblici e privati, dell’antropologia dei media e dei pubblici virtuali, delle forme di espressione artistica (linguistica e visuale), del cibo e dell’alimentazione (e.g., ritorno alla terra degli imprendotori neorurali, agricoltura urbana, la produzione agricola e discorsiva di cibi organici e biologici).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sono disponibile a supervisionare tesi che implichino lavoro di ricerca sul campo con persone minorenni, pazienti ospedalizzati, o individui che non sono in grado di dare il loro consenso alla partecipazione alla ricerca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Idealmente, la scelta dell’argomento di tesi deve essere oggetto di riflessione sin dall’inzio del percorso di studi triennale o magistrale. Una volta individuato un argomento, lo studente dovrebbe condurre una piccola ricerca preliminare (su &lt;em&gt;google scholar &lt;/em&gt;e in biblioteca) in modo da arrivare al colloquio preliminare con il docente prescelto con qualche idea sull’argomento e sulla metodologia di ricerca che si intende adottare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;4. Tipi di tesi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le tesi di distinguono in tesi compilative (o teoriche) e tesi etnografiche (basate su una ricerca empirica e/o sul campo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le tesi di laurea triennale&lt;/strong&gt; sono in genere di natura teorica e compilativa e comportano prevalentemente l’utilizzo di letteratura secondaria (ossia testi frutto di ricerche altrui). Nella pratica questo può comportare:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) La presentazione e la riflessione su un testo classico dell’antropologia culturale, sociale, o linguistica (per esempio, &lt;em&gt;Il Saggio sul Dono&lt;/em&gt; di Marcel Mauss) e l’analisi dei dibatti da esso scaturiti;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2) L’analisi e la riflessione sulle modalità di rappresentazione (attraverso la scrittura) di fenomeni e pratiche culturali in una o più monografie etnografiche emblematiche (per esempio, quali dispositivi letterari sono stati utilizzati da Bronislaw Malinowski nella descrizione dello scambio kula in &lt;em&gt;Argonauti&lt;/em&gt;);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3) La discussione di un concetto teorico o di un aspetto metodologico che ha contraddistinto la storia della disciplina (per esempio, il concetto di relatività linguistica e dell’idea che la lingua che parliamo influenzi la nostra percezione della realtà e visione del mondo);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4) La presentazione e discussione di alcuni aspetti della letteratura etnografica su un popolo o un’area culturale (per esempio, il sistema politico galattico e le concezioni del potere nel Sudest asiatico);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5) La trattazione di un aspetto specifico del nostro presente (per esempio, come riflettere antropologicamente sulla pandemia da Covid-19);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;6) La riflessione, presentazione e discussione di un paradigma o scuola antropologica (per esempio, il funzionalismo britannico come approccio allo studio di linguaggio e cultura).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene una tesi teorico-compilativa non comporti la raccolta di dati primari, lo studente dovrà elaborare un punto di vista proprio sull’argomento scelto dimostrando di avere condotto una lettura critica di numerosi testi e fonti secondarie (inclusi anche film, materiale audiovisivo, documentari).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le tesi di laurea magistrale&lt;/strong&gt; sono invece finalizzate a produrre un’elaborazione più complessa e si basano, oltre che sulla riflessione teorica su fonti secondarie, su di una fase di ricerca empirica e/o di ricerca sul campo. Il contributo di ricerca originale del candidato non necessariamente implica un periodo di fieldwork in senso tradizionale (ossia secondo la modalità immersiva in contesti “esotici” che ha tradizionalmente contraddistinto l’apprendistato antropologico). Una tesi di ricerca applicata in antropologia può anche basarsi sull’impiego di un approccio storico (per esempio, studio di fonti documentarie e di materiali d’archivio), o l’analisi di un corpus di dati linguistici, letterari, e discorsivi (per esempio, la trascrizione e l’analisi delle conferenze stampa del ex presidente Trump, l’analisi comparativa delle pubblicità coreane di instant noodles, l’analisi della rappresentazioni filmiche della cittá di New York negli anni Ottanta e Novanta). In qualsiasi caso la preparazione di un progetto di laurea magistrale comporta di scegliere un argomento e un cantesto specifico nel quale indagare questo argomento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;5. Lunghezza e format&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lunghezza standard dell’elaborato scritto &lt;strong&gt;di laurea triennale&lt;/strong&gt; è di minimo &lt;strong&gt;40 cartelle&lt;/strong&gt; (bibliografia ed eventuali appendici escluse), corrispondente a circa &lt;strong&gt;10.000 parole&lt;/strong&gt;. Si ricorda che una cartella conta 1800 caratteri, spazi inclusi, ossia circa 250/280 parole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lunghezza standard dell’elaborato scritto &lt;strong&gt;di laurea magistrale&lt;/strong&gt; è di circa &lt;strong&gt;100 cartelle&lt;/strong&gt;, corrispondente a circa &lt;strong&gt;25.000 parole&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;6. Regole fondamentali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1. Per quanto concerne le scadenze per l’iscrizione alle sessioni di laurea, ogni studente è tenuto a consultare preventivamente il sito del proprio Corso di Laurea nella sezione “Studiare” “Prova finale”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2. La tesi deve essere redatta seguendo rigorosamente le &lt;strong&gt;norme redazionali&lt;/strong&gt; indicate sotto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3. L’upload del file potrà avvenire solo dopo aver ricevuto formale via libera dal relatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4. Per i soli studenti della Laurea Magistrale: &lt;strong&gt;il correlatore va concordato con il relatore&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5. Casi di plagio saranno riferiti agli organi competenti.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sun, 14 Mar 2021 14:14:50 +0100</pubDate><a10:updated>2025-12-22T10:59:54+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">783ee18b</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/783ee18b</link><title>Norme Redazionali per la stesura delle tesi di laurea (triennale e magistrale)</title><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Norme Redazionali per la stesura delle tesi di laurea (triennale e magistrale)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La redazione della tesi deve attenersi strettamente alle norme redazionali esposte di seguito e mantenere una rigorosa coerenza interna, evitando in maniera categorica incogruenze nello stile tipografico ed editoriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Formattazione:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Carattere: Times New Roman Dimensione corpo testo: 12&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dimensione note: 10&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allineamento testo: giustificato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Interlinea: 1,5&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Margini destro-sinistro e superiore-inferiore: 2,5 cm&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(Per la stampa: fronte/retro)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Stile tipografico:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È bene limitare l’uso del &lt;em&gt;corsivo&lt;/em&gt; e evitare al massimo l’uso del &lt;u&gt;sottolineato&lt;/u&gt;, del &lt;strong&gt;grassetto&lt;/strong&gt;, del TUTTO MAIUSCOLO;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Sigle&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da evitare il TUTTO MAIUSCOLO sostituendloo preferibilmente con alto/basso (Cgil, Onu, Usa)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Quando utilizzare l’iniziale maiuscola&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È bene usare il &lt;strong&gt;maiuscolo&lt;/strong&gt; il meno possibile e limitarne l’uso a:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- nomi, cognomi, soprannomi, pseudonimi, dinastie. Per esempio: Lorenzo il Magnifico, Giovanna la Pazza, i Borbone&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- denominazioni di movimenti o sistemi o stili filosofici, letterari, artistici, compresi quelli stranieri. Per esempio: Cubismo, Surrealismo, Arte Povera, Espressionismo Astratto, Minimal Art).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- nomi di istituzioni o di cariche (Presidente, Stato, Chiesa, Regione, Comune,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Repubblica, Camera, Senato ecc.) vanno maiuscole solo quando si tratta delle istituzioni &lt;u&gt;ma sono minuscole quando usate in modo generico o al plurale&lt;/u&gt;; ne consegue che la maiuscola va usata molto raramente. La parola paese è sempre minuscola. Per esempio: i rapporti fra Stato e Chiesa; colpo di stato; funzionario di stato; i paesi dell’Est; i soldati partirono per difendere il loro paese&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i nomi che indicano epoche, periodi storici, movimenti politici o culturali, avvenimenti di fondamentale importanza storica. Per esempio: Medioevo, Rinascimento, Risorgimento, Illuminismo, Resistenza, Decadentismo, Rivoluzione francese (con l’aggettivo minuscolo)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i termini geografici che indicano una particolare regione. Per esempio: l’America del Nord (ma:&lt;em&gt; &lt;/em&gt;a nord di&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Parigi), nel Nord del paese (ma: andiamo a nord);&lt;em&gt; &lt;/em&gt;i paesi dell’Est&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;il Mezzogiorno, l’economia dell’Occidente (ma: il Piemonte confina a occidente con&lt;em&gt; &lt;/em&gt;la Lombardia); Medio Oriente, America Latina&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i nomi geografici; nei nomi geografici composti il nome comune avrà l’iniziale minuscola e quello proprio maiuscola. Per esempio: mar Mediterraneo; val Vigezzo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i nomi dei documenti ufficiali. Per esempio: la Costituzione, la Magna Charta, la Carta dei lavoratori, lo Statuto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;u&gt;Vanno rigorosamente in &lt;strong&gt;minuscolo&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;strong&gt; (&lt;/strong&gt;indicato da tre lineette parallele sopra le lettere):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i nomi di popoli antichi e moderni e aggettivi che fanno riferimento a nomi di popoli. Per esempio: i fenici, gli spagnoli, la lingua toraja, la cultura balinese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i titoli nobiliari, ecclesiastici e accademici. Per esempio: conte, vescovo, dottore, professore, avvocato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le parole signore, signora, signorina&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i gradi e i corpi militari. Per esempio: generale, ammiraglio, brigata&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- le qualifiche funzionali. Per esempio: prefetto, questore, ministro&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i nomi indicanti le religioni. Per esempio: il cristianesimo, il cattolicesimo, il buddhismo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Corsivo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il corsivo deve essere utilizzato per:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Titoli di libri, i titoli di articoli in rivista, i titoli di opere d’arte, film, canzoni, sinfonie, documenti di vario genere, ecc.; mentre vanno posti tra virgolette alte “ ” i titoli dei capitoli di libro (si veda la sezione bibliografia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le parole straniere e dialettali non entrate nell’uso comune (se una parola straniera ricorre spesso, meglio proporla in corsivo alla prima occorrenza definendone il significato e in tondo successivamente).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non sono mai scritte in corsivo&lt;/strong&gt;: i nomi di enti, associazioni, istituti ecc., anche se stranieri, i nomi propri di navi e di aerei, i nomi di alberghi, ristoranti, locali ecc. anche se portano un nome straniero, che non va tradotto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli esponenti di nota non vanno &lt;u&gt;mai&lt;/u&gt; in corsivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Grassetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da usare con parsimonia e unicamente per i titoli dei capitoli e delle sezioni dei capitoli, che vanno sempre numerate con numeri arabi in ordine progressivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Introduzione (non numerata)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1. (Titolo Primo Capitolo)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1.1 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(sezione 1 del capitolo 1)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1.2 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(sezione 2 del capitolo 1)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2. (Titolo Secondo Capitolo)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2.1 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(sezione 1 del capitolo 2)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2.2 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(sezione 2 del capitolo 2)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni (non numerata)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;“A capo” e suddivisione in capoversi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In italiano, il paragrafo (o capoverso) è innanzitutto una porzione di testo formata da uno o più periodi e isolata da ciò che precede e ciò che segue. L’inizio di un nuovo paragrafo deve esse segnalato da una rientro a sinistra che va impostata su word andando (nel menu in alto) su Formato e selezionado dal menu a tendina la voce Paragrafo, nella scheda &lt;strong&gt;rientri e spaziatura&lt;/strong&gt;, in &lt;strong&gt;rientro&lt;/strong&gt;, a sinistra selezionare &lt;strong&gt;prima riga&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bisogna usare l’“a capo” con discernimento, in quanto indica un cambiamento di argomento. I capoversi non devono essere troppo lunghi ma non si deve neppure andare a capo a ogni punto: andare a capo serve a segnalare che si sta cambiando discorso. Quando una pagina è un unico blocco di testo, qualche cosa non quadra e lo stesso vale per una pagina con dieci paragrafi. In genere in una pagina stanno due-tre capoversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si prega di &lt;strong&gt;evitare di separare&lt;/strong&gt; i diversi paragrafi &lt;strong&gt;con uno spazio bianco o con una riga vuota.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rientro di capoverso non deve essere fatto all’inizio di un capitolo o di una sezione di un capitolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Citazioni, note e riferimenti bibliografici:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le citazioni brevi vanno inserite tra virgolette basse (dette anche caporali) « », mantenendo sempre la grandezza del carattere 12. Eventuali interventi dell’autore posti al loro interno saranno collocati fra parentesi quadre (compresi i tagli, segnalati con […]. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;N.B.&lt;/strong&gt; Se la citazione supera le tre righe va evidenziata sempre tra virgolette, ma bisogna ridurre i margini sia destro sia sinistro di 1 centimetro e utilizzare un carattere più piccolo, separando il paragrafo da quello precedente e successivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Note a piè di pagina:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le note a piè di pagina hanno la sola funzione di commento, approfondimento o di digressione rispetto all’argomento principale, senza appesantire il testo. Possono essere utilizzate come spazio utile per aggiungere dettagli, una traduzione o dei cenni bibliografici relativi ad un particolare aspetto dell’argomento trattato a cui il lettore può fare riferimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’esponente di nota (numerico) va sempre messo dopo il segno d’interpunzione e anche dopo eventuali parentesi o virgolette. È in apice, corpo minore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Virgolette:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le virgolette basse o caporali « » vanno usate:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;– per delimitare un discorso diretto: «Felice notte, venerabile Jorge,» disse. «Ci attendevi?» (U. Eco, Il nome della rosa)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
– per delimitare una citazione (che va sempre corredate di riferimento bibliografico completo (vedi sotto),&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le virgolette alte “ ” (dette anche all’inglese) vanno usate per indicare scetticismo o disaccordo con la terminologia citata, questo utilizzo delle virgolette (dette in inglese “scare quotes”) ha una funzione simile a quella svolta dal termine "cosiddetto" utilizzato prima di una frase o parola da cui l’autore intende prendere distanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Punteggiatura:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle frasi con virgolette e parentesi:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;– i segni di interpunzione verranno posti dopo la chiusura delle parentesi o delle virgolette;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;– se, in fine frase, vi sono virgolette o parentesi di chiusura dopo i puntini di sospensione o dopo un punto interrogativo, al loro esterno il punto fermo viene soppresso;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;– A differenza dell’inglese, in italiano gli esponenti di nota vanno collocati sempre &lt;strong&gt;dopo&lt;/strong&gt; il segno di interpunzione;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Trattini:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il trattino breve&lt;/strong&gt; (“-”) verrà usato per unire due parole (es.: “storico-filosofico”, senza spazio tra una parola e l’altra). “Ex” non va seguito dal trattino ma da uno spazio, allo stesso modo anche tutte le preposizioni quali “post”, “ante”, “pre”, “ultra”, “infra”, “iper”, “super” non vanno seguite da un trattino, ma si collegano al lemma di cui mutano il significato creando un’unica parola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il trattino lungo&lt;/strong&gt;, detto didascalico (“–”, preceduto e seguito da uno spazio), verrà usato per separare frasi in funzione parentetica o sospensiva (incisi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Aporstofi vs. accenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Usare “È” (“e” maiuscola accentata) e non “E’” (“e” maiuscola seguita da apostrofo). Si raccomanda, in generale, la correttezza dell’accentazione delle vocali (per esempio: “cioè” e “perché”), così come nell’uso degli apostrofi (per esempio: “un po’ di più”).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Numeri e date&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I numeri si scrivono per esteso (da uno a dieci, le decine, le centinaia, le migliaia, i milioni). I numeri all’inizio di una frase vanno scritti per esteso (esempio: ventisette anni dopo). Anche i numeri che hanno un limitato valore aritmetico vanno scritti in lettere (esempio: all’età di vent’anni). Anche per le cifre dal diecimila (compreso) in avanti, soprattutto se sono cifre tonde o comunque numeri bassi, vale la regola generale di scriverle in parola (noi diciamo che Batista ha ammazzato ventimila cubani; i sette samurai; c’erano ventisette persone).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si scrivono in cifra solo i giorni e le date (escluso il primo gennaio).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le date complete di giorno, mese, anno si scrivono come segue: il 7 aprile 1956&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tranne che in certe date (come “la guerra del 1914-18”), i numeri separati da trattino vanno scritti per esteso: pp. 48-49; pp. 248-249.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- è preferibile indicare le cifre relative all’età sempre per esteso: ventitré anni, settantaduenne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Per i secoli, se scritti in numero, si usano sempre i numeri romani: nel xv secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Quando indicano un secolo storico particolare si scrivono in parola con l’iniziale maiuscola: il Settecento. Va evitata la forma il ’700, il ’900. Per date che indicano anni di particolare importanza storica si usa la forma in lettere con l’iniziale maiuscola: il Sessantotto).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Per la forma anni&lt;em&gt; &lt;/em&gt;venti, anni sessanta ecc., ormai di uso corrente, si usa la parola per esteso con iniziale minuscola: anni venti, &lt;u&gt;non&lt;/u&gt; anni ’20.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Riferimenti bibliografici nel testo e in coda allo scritto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I riferimenti bibliografici vanno inseriti nel testo nella forma “Autore data: pagina”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempio: (Mutti 1992: 57). L’esempio riportato sta a indicare che il brano citato o richiamato nel testo è rintracciabile alla pagina 57 del libro di Mutti, riportato poi nella bibliografia finale. L’iniziale del nome proprio nel corpo del testo si utilizza solo in caso di omonimie da disambiguare. Se ci sono due o più opere del medesimo autore pubblicate nello stesso anno è bene distinguerle con una lettera (Donzelli 2020a, 2020b).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si sottolinea, inoltre, che i riferimenti vanno inseriti non solo nei casi in cui si citi letteralmente tra virgolette un brano di altro autore, ma anche per indicare quali sono le fonti utilizzate per scrivere una frase, un paragrafo ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La bibliografia finale va elencata in ordine alfabetico in coda allo scritto. I testi vanno citati e consultati in versione originale ed è consigliabile, nel caso in cui si stia utilizzando un’edizione successiva alla prima, indicare tra parentesi anche la prima edizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Esempi:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Monografie con autore singolo:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cognome, Iniziale del Nome. (anno) &lt;em&gt;Titolo&lt;/em&gt;. Città (non tradotta): Casa ed.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Donzelli, A. (2019) &lt;em&gt;Methods of Desire: Language, Morality, and Affect in Neoliberal Indonesia&lt;/em&gt;. Honolulu: University of Hawai’i Press.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Nel caso di più autori:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cognome, Iniziale del Nome., Cognome, Iniziale del Nome. (anno) ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Articolo: Ferguson, J., Gupta, A. (2002) &lt;em&gt;Spatializing States: Toward an Ethnography of Neoliberal Governmentality&lt;/em&gt;, «American Ethnologist»&lt;em&gt; &lt;/em&gt;29 (4), pp. 981–1002. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Libro: Hughes, A., Trudgill, P., and Watt, D. (2005) &lt;em&gt;English Accents and Dialects: An Introduction to Social and Regional Varieties of English in the British Isles&lt;/em&gt;. London: Hodder Arnold.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Se citate da una riedizione&lt;/strong&gt;, specificare l’anno della prima pubblicazione tra parentesi:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Calvino, I. 2002 (1988) &lt;em&gt;Lezioni americane: sei proposte per il prossimo millennio&lt;/em&gt;. Milano: Mondadori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Se citate da una traduzione&lt;/strong&gt; è consigliabile inserire anche i dati dell’opera originale:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Douglas M. (1985) &lt;em&gt;Antropologia e simbolismo. &lt;/em&gt;Bologna: Il Mulino (ed. or., &lt;em&gt;Implicit Meanings. Essay in Anthropology, &lt;/em&gt;London, Routledge, 1975).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Contributi in opere collettanee:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Karp, I. (1980) “Beer drinking and social experience in an African society: an essay in formal sociology”. In C. Bird amp; I. Karp (a cura di), &lt;em&gt;Explorations in African systems of thought&lt;/em&gt;. Bloomington: Indiana University Press, pp. 83-119.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Articoli in riviste:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Turner V. (1980) &lt;em&gt;The social drama and stories about them, &lt;/em&gt;«Critical Inquiry», 7 (1), pp. 141-168.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Articoli da quotidiani:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rossi, A. (1986) &lt;em&gt;Una capitale venuta dal freddo&lt;/em&gt;, i «Airone », anno iii, n. 3, pp. 54-55.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Jacoviello, A. (1987)&lt;em&gt; A Mosca sognano le calze di seta&lt;/em&gt;, i«La Repubblica », 5 maggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Curatele:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Janowski, M., Kerlogue, F. (a cura di) (2007) &lt;em&gt;Kinship and food in South East Asia&lt;/em&gt;. Copenhagen: NIAS Press. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Se ci sono due o più opere del medesimo autore pubblicate nello stesso anno,&lt;/strong&gt; è bene indicarlo con una lettera secondo il seguente ordine:&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;1980a, 1980b ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Sitografia:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La citazione dei documenti reperibili sulla rete è un sistema relativamente recente e non rimandando ad un editore tradizionale e a un luogo fisico di pubblicazione, le indicazioni per reperire la fonte citata sono costituite dall’indirizzo di rete. Dal momento che le risorse disponibili in rete sono aggiornabili e modificabili con facilità, va indicate l’ultima volta che è stato visualizzato il documento. È importante sottolineare che la sitografia include solo quei testi che siano reperibili online e che sono privi di indicazioni editoriali come ad es. autore, anno, editore ecc. In questo caso, il sito web va elencato in sitografia, indicando la data dell’ultima consultazione. http://www.lastampa.it/2018/05/15/vaticaninsider/il-vaticano-alle-suore-di-clausura-sobriet-e-discrezione-nelluso-dei-social-ow2wdwbq5PLi6Zh4axSg7M/pagina.html (ultimo accesso: 17 maggio 2018)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;N.B.&lt;/strong&gt; Tutti i testi di articoli scientifici, monografie ecc. che invece riportino i dati editoriali suddetti, pur se scaricati dalla rete devono essere trattati in tutto e per tutto come pubblicazioni cartacee e quindi inseriti in bibliografia e non in sitografia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Risorse per la ricerca bibliografica online:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Catalogo del Polo Bolognese del Servizio Bibliotecario Nazionale: https://sol.unibo.it/SebinaOpac/Opac?sysb =&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sistema bibliotecario d’Ateneo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;http://www.sba.unibo.it/it&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Catalogo del servizio bibliotecario nazionale:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/free.jsp&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Banche dati dell’Ateneo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;http://www.sba.unibo.it/it/almare/collezioni/banche-dati&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Servizio proxy di Ateneo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;https://sba.unibo.it/it/almare/servizi-e-strumenti-almare/connessione-da-remoto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Google Scholar:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;https://scholar.google.com/&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Jstor:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;https://www.jstor.org/&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Academia:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;https://www.academia.edu&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Research Gate&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;https://www.researchgate.net&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per chiarisi qualche dubbio ortografico e redazionale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Abbreviazioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vanno usate &lt;u&gt;il meno possibile&lt;/u&gt; quando il testo è di carattere discorsivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allegato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;all.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;appendice&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;app.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;articolo/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;art./artt.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;articolo citato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;art. cit.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;autore/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A./Aa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;autori vari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aa.Vv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;avanti Cristo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a.C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;capitolo/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cap./capp.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;centimetro/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cm (senza punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;citato/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cit./citt.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;chilo/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;chilometro/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;kg (senza punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;km (senza punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;codice/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cod./codd.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Confronta&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cfr.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dopo Cristo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;d.C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eccetera&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ecc. (mai preceduto da virgola, né seguito da punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;edizione/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ed./edd., ed. or. (edizione originale)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;figura/e&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;fig./figg.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;frammento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;framm.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;gradi centigradi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;31° C&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;grammo/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;g (senza punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;metro/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;m (senza punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;manoscritto/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ms./mss.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;millimetro/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;mm (senza punto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;nota dell’autore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[&lt;em&gt;N.d.A.&lt;/em&gt;]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;nota del redattore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[&lt;em&gt;N.d.R.&lt;/em&gt;]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;nota del traduttore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[&lt;em&gt;N.d.T.&lt;/em&gt;]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;numero/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;n./nn.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;pagina/e&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;p./pp. (MAI pag./pagg.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;senza data&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;s. d.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;supplemento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;suppl.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tabella/e&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tab./tabb.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tavola/e&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tav./tavv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;traduzione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;traduzione italiana&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;trad.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;trad. it.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;verso/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;v./vv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;volume/i&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;vol./voll. (vol. iv, ma 4 voll.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non abbreviati&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a cura di non abbreviato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ad esempio non abbreviato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;circa non abbreviato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;vedi non abbreviato, sostituibile con “cfr.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Accenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;a, i, o,u &lt;/em&gt;in italiano hanno sempre accento grave. Sulla &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; l’accento può essere grave o acuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Portano l’accento acuto tutte le congiunzioni composte da “che”: affinché, benché, dopodiché, giacché, nonché, perché, poiché, ecc. E ancora: mercé, né (congiunzione negativa), testé, sé (pronome), scimpanzé, tutti i composti di “re” (viceré) e “tre” (trentatré), e i passati remoti (come “poté”). Il pronome “sé” non deve essere accentato quando è seguito da “stesso”, “medesimo” e “stante”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Porta l’accento grave un numero limitato di nomi comuni e propri, nonché di interiezioni, fra cui: ahimè, ohimè, caffè, tè, canapè, cioè, lacchè, gilè, Giosuè, Mosè, Noè ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le parole piane o sdrucciole si accentano solo in casi di forte ambiguità: [per esempio: principi (regnanti) / princìpi (convinzioni); subito (immediatamente) / subìto (part. pass. del verbo subire)] e l’accento sulla &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; sarà acuto o grave a seconda dell’indicazione del dizionario; sulle altre vocali l’accento sarà sempre grave; lo stesso vale per i monosillabi, ma in questo caso l’accentazione è di rigore. Esempi: dà (verbo “dare”) / da (preposizione); là (avverbio) / la (articolo); sì (avverbio) / si (pronome). Si raccomanda inoltre l’uso dell’accento grave sulla parola “dèi” (intesa come “divinità”).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Aggettivi da nomi propri stranieri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si formano, salvo eccezioni, seguendo la denominazione originale. Per esempio: freudiano, nietzschiano, rousseauiano, shakespeariano &lt;u&gt;e non&lt;/u&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;froidiano, nicciano, russoviano, scespiriano&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Apostrofi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno l’apostrofo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; alcuni imperativi come fa’, da’, sta’, va’;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; attenzione: l’imperativo del verbo dire è accentato, &lt;u&gt;non&lt;/u&gt; apostrofato: dì;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Solo alcune interiezioni come “boh!” “bah!” “mah!” esigono l’h finale;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; il troncamento di &lt;em&gt;poco&lt;/em&gt;: po’;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;il troncamento di &lt;em&gt;modo&lt;/em&gt;: a mo’ di;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;l’aferesi di &lt;em&gt;questo/a&lt;/em&gt;: ’sto / ’sta;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; evitare due apostrofi di seguito: la battaglia dell’84;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Nomi geografici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si segue l’uso italiano corrente: Marsiglia (non Marseille), Norimberga (non Nürnberg), Birmania (non Burma), Figi (non Fiji);&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ma: Philadelphia (non Filadelfia), Göttingen (non Gottinga), Malaysia (non Malesia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;· &lt;strong&gt;Grafie e usi privilegiati&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(se non specificato, in caso di dubbio rifarsi alla prima grafia indicata dal dizionario)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;aids (maiuscoletto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;alcol&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;autobus (solo se riferito a tratte urbane; altrimenti  pullman)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;be’ (non: beh)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;buddhista&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;buongiorno / buonanotte&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;choc (non: shock)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ciò nonostante&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dèi (divinità)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dopodiché&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;familiare (in tutte le accezioni)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;hashish&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;intravedere / intravisto (non: intravvedere / intravvisto)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;jugoslavo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;maghrebino&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;non-profit&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;obiettivo (non: obbiettivo)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;okay / ok (preferibile per esteso)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;percento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;pertanto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;principi (regnanti) / princìpi (convinzioni)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;pullman (solo se riferito a tratte extraurbane; altrimenti  autobus)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;qual è (anche al femminile senza apostrofo)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;shampoo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sott’occhio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sst (esclamazione per “silenzio!”)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;subito (immediatamente) / subìto (part. passato verbo subire)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;suspense (femminile; se riferito al genere letterario  maschile)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;thailandese&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tè&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tek (il legno)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tuttora&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tv (non tv)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;weekend&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;whisky (non: whiskey)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Evitare che i due punti (:) si trovino due volte in successione nel periodo. Nel caso, cercare di sostituirli con altro segno di interpunzione (soprattutto con il punto e virgola).&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sun, 14 Mar 2021 14:13:21 +0100</pubDate><a10:updated>2025-12-22T11:26:52+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">56b24dd2</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/56b24dd2</link><title>Liste di Distribuzione</title><description>Gli studenti frequentanti sono pregati di iscriversi alle mailing list (Lista di distribuzione “docenti-studenti”) del docente: &lt;strong&gt;aurora.donzelli.Antropologia_Sociale&lt;/strong&gt; (per il corso di Antropologia Sociale M-Z) e &lt;strong&gt;aurora.donzelli.Antropologia_Culturale &lt;/strong&gt;(per il corso di Antropologia Culturale M-Z) attraverso cui potranno ricevere eventuali comunicazioni urgenti circa variazioni dell’orario o della sede delle lezioni.&lt;br /&gt;</description><pubDate>Thu, 21 Jan 2021 20:49:30 +0100</pubDate><a10:updated>2021-03-14T14:12:13+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">3e5ad2c1</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/3e5ad2c1</link><title>DIDATTICA  Antropologia Sociale (MZ) e Antropologia Culturale (MZ): MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELLE LEZIONI</title><description>Alla luce delle disposizioni vigenti a riguardo dell’emergenza epidemiologica, &lt;strong&gt;le lezioni &lt;/strong&gt;del corso di Antropologia Sociale (MZ) e Antropologia Culturale (MZ) verranno &lt;strong&gt;erogate esclusivamente in modalità online&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Eventuali cambiamenti saranno comunicati in maniera tempestiva mediante la avvisi pubblicati su questa pagina. Inoltre, gli studenti sono pregati di iscriversi alla lista di distribuzione/mailing list (Lista di distribuzione “docenti-studenti”) aurora.donzelli.Antropologia_Sociale e aurora.donzelli.Antropologia_Culturale attraverso cui potranno ricevere eventuali comunicazioni urgenti circa variazioni dell’orario o della sede delle lezioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><pubDate>Thu, 21 Jan 2021 20:48:15 +0100</pubDate><a10:updated>2021-03-14T13:42:13+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">4d05897b</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/4d05897b</link><title>Utilizzo email istituzionale/Institutional email address</title><description>&lt;p&gt;Onde evitare di avere la propria email bloccata dal sistema antispam, si invitano le studentesse e gli studenti a inviare comunicazioni tramite l'indirizzo istituzionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Please use your unibo email address &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 18:55:33 +0100</pubDate><a10:updated>2021-01-14T18:55:33+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="false">9c30535f</guid><link>https://www.unibo.it/sitoweb/aurora.donzelli/avvisi/9c30535f</link><title>Ricevimento studenti/Office hours</title><description>&lt;p&gt;In linea con le disposizioni correnti, il ricevimento in presenza è sospeso sino a data da destinarsi. Chi avesse effettiva necessità può scrivere via email al docente mettendo come oggetto: RICHIESTA RICEVIMENTO.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;</description><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 18:53:49 +0100</pubDate><a10:updated>2021-01-14T18:53:49+01:00</a10:updated></item></channel></rss>