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Alberto Vaccheri

Ricercatore confermato

Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche

Settore scientifico disciplinare: BIO/14 FARMACOLOGIA

Temi di ricerca

Gli studi di farmacoutilizzazione e di appropriatezza, in medicina generale e in ospedale utilizzano: 1) dati di prescrizione di farmaci del SSN e raccolti in database amministrativi; 2) dati di consumo dei farmaci in ospedale, raccolti dalle farmacie ospedaliere; 3) dati raccolti con questionari ad hoc su campioni di popolazione e relativi a specifici problemi terapeutici, anche di natura qualitativa. I dati sono integrati con dati anagrafici e informazioni ospedaliere. Gli studi di farmacovigilanza hanno l'obiettivo di migliorare le conoscenze sul profilo di sicurezza dei farmaci in commercio. È in corso un monitoraggio continuo delle segnalazioni spontanee di reazioni avverse da farmaci proveniente da cinque regioni italiane. Finora sono stati svolti studi riguardanti fluorochinoloni, statine, shock anafilattici e danni epatici. Sono anche in corso studi sull'allungamento del tratto QT dell'elettrocardiogramma, provocato da vari farmaci e che può portare a gravi aritmie cardiache.

Gli studi di farmacoutilizzazione, condotti sia in medicina generale sia in ambiente ospedaliero, hanno l'obiettivo di identificare eventuali aree di inapropriatezza nell'uso dei farmaci, al fine di progettare interventi educativi per migliorare la qualità della prescrizione e per razionalizzare l'uso delle risorse economiche sanitarie. Tali studi possono utilizzare: 1) dati di prescrizione di farmaci rimborsati dal SSN e raccolti in database amministrativi; 2) dati di consumo dei farmaci in ospedale, raccolti dalle farmacie ospedaliere; 3) dati raccolti con questionari ad hoc su campioni di popolazione e relativi a specifici problemi terapeutici, anche di natura qualitativa. I dati sono integrati con le informazioni anagrafiche della popolazione assistita (punto 1) e con le informazioni sulle giornate di degenza dei reparti ospedalieri (punto 2) e delle diagnosi di dimissione (punti 1 e 2). Gli studi su banche dati (1 e 2) forniscono informazioni sull'uso reale dei farmaci nell'intera popolazione assistita, mentre gli studi campionari (punto 3) permettono di ottenere, direttamente dal medico prescrittore o dal paziente, informazioni non disponibili nelle banche dati, come il problema terapeutico trattato o l'uso di farmaci non rimborsati. Gli studi di farmacoutilizzazione si avvalgono di una metodologia internazionale che prevede l'uso della classificazione ATC (Anatomica, Terapeutica, Chimica) dei principi attivi. Le unità di misura comunemente utilizzate sono la DDD (dose definita giornaliera), che consente di esprimere i consumi in termini di giornate di terapia, e la prevalenza d'uso, che misura la percentuale di soggetti esposti a farmaci all'interno di una popolazione. I principali studi di appropriatezza hanno finora riguardato il rispetto delle linee guida nella scelta dei farmaci antiasmatici in relazione allo stadio della malattia, nella scelta dei farmaci per il trattamento iniziale dell'ipertensione arteriosa, e l'aderenza ai trattamenti cronici con farmaci cardiovascolari (antiipertensivi, antianginosi, ipolipemizzanti, antidiabetici, ecc.) e con farmaci antidepressivi. Gli studi campionari con questionari hanno riguardato l'appropriatezza di impiego dei farmaci antibatterici in relazione alla diagnosi, e le modalità di utilizzo dei farmaci antiinfiammatori non steroidei. È in programma uno studio in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale, per valutare mediante questionari i determinanti della scarsa aderenza ai trattamenti cronici cardiovascolari. In ambito ospedaliero, è in corso un'indagine sulla variabilità dell'uso di farmaci antibatterici tra 5 ospedali dell'Emilia Romagna, prevedendo anche un confronto tra i dati di utilizzo dei farmaci e i dati microbiologici sulla prevalenza e sulle resistenze dei ceppi batterici. Un altro studio condotto in ambito ospedaliero, riguarda il trattamento dei pazienti affetti da sclerosi multipla nei centri neurologici di tutta la regione Emilia Romagna. Lo studio consiste nella raccolta dei dati clinici e di prescrizione, relativi a tutti i pazienti che vengono trattati con farmaci immunomodulatori. Gli studi di farmacovigilanza hanno l'obiettivo principale di migliorare le conoscenze sul profilo di sicurezza dei farmaci in commercio, con particolare riguardo ai farmaci più recenti, contribuendo così a ridefinire continuamente e in modo sempre più preciso il rapporto beneficio-rischio del farmaco dopo la sua commercializzazione. La farmacovigilanza si suddivide solitamente in passiva e attiva. La prima si fonda sulla segnalazione spontanea di reazioni avverse ai farmaci Si tratta di un approccio metodologico dotato di una potenzialità intrinseca notevole in quanto consente di sorvegliare un gran numero di pazienti per lunghi periodi di tempo a partire dalla entrata in commercio di un farmaco. La farmacovigilanza attiva si basa su studi analitici osservazionali, che permettono di valutare a ritroso il nesso causale tra farmaco ed evento nel caso di reazioni avverse rare (studi caso-controllo) oppure prospetticamente le conseguenze sfavorevoli di esposizioni prolungate in gruppi di popolazione (studi di coorte). Sono in corso studi, anche in collaborazione con altre sedi universitarie, basati sul monitoraggio continuo delle segnalazioni spontanee di reazioni avverse da farmaci provenienti da cinque regioni italiane. Con tale rete sono già stati svolti studi di farmacovigilanza passiva riguardanti specifiche classi di farmaci (antibatterici fluorochinolonici, statine) o determinate tipologie di reazioni avverse (shock anafilattico, reazioni epatiche). Inoltre, sono oggetto di particolare studio eventi quali l'allungamento del tratto QT dell'elettrocardiogramma, provocato da farmaci delle più disparate categorie terapeutiche e che può portare a gravi aritmie cardiache talvolta fatali.