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Alberto Preti

Professore a contratto a titolo gratuito

Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"

Temi di ricerca

I miei studi sono rivolti in particolare ai seguenti ambiti di ricerca: 1) democratici e democrazia fra '800' e '900; 2) le trasformazioni dell'economia e della società fra '800 e '900, con riferimento all'area emiliano-romagnola (la centralità dell'agricoltura e le istituzioni agrarie, i ritardi nell'industrializzazione di una "regione intermedia", la storia delle città, delle amministrazioni locali, delle istituzioni scolastiche e universitarie); 3) il fascismo, la vita civile durante la seconda guerra mondiale, la Resistenza, la Repubblica sociale, le politiche della Ricostruzione; 4) la storia del giornalismo e i giornali come fonti storiografiche.


Ho svolto attività di ricerca dapprima nell'ambito della cattedra di Storia contemporanea dell'Istituto di Discipline storiche e giuridiche della Facoltà di Magistero (tenuta dal prof.A.Berselli, poi dal prof.A Varni), quindi, dalla sua costituzione nel 1983, nell'ambito del Dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna e di altri istituti culturali.

I miei studi sono rivolti in particolare ai seguenti ambiti di ricerca: democratici e democrazia fra '800' e '900; le trasformazioni dell'economia e della società fra '800 e '900, con riferimento all'area emiliano-romagnola; il fascismo, la vita civile durante la seconda guerra mondiale e la Resistenza.

 

Per quanto attiene al primo ambito di studio, mi sono occupato di alcuni aspetti del processo di costruzione della democrazia nell'Ottocento, in una regione nella quale quel processo risulta essere particolarmente fecondo e variegato. I risultati di queste ricerche sono stati talora presentati sotto forma di relazioni o di comunicazioni a convegni. E' il caso di uno dei miei studi di avvio, sulle prime esperienze politiche di Quirico Filopanti, tema che ho poi ripreso, progettando e coordinando, insieme con Angelo Varni, il convegno di studi su Un democratico del Risorgimento: Quirico Filopanti (Bologna-Budrio, 9-10 febbraio 1995), e presentando in quella sede una relazione su "Filopanti politico". Gli atti del convegno, da me curati, sono stati pubblicati nel 1997 dalla Casa editrice Il Mulino. Altri saggi appartenenti a questo ambito di ricerca e originati da altrettante relazioni a convegni, promossi dalla Deputazione di Storia patria per le province di Romagna, dalla Società storica toscana e dal Centro Emilia-Romagna per la storia del giornalismo, sono: Per una riflessione critica sul 1848 bolognese; Democratici e progressisti a Bologna negli anni di Depretis; Cesena e "Il Popolano nel primo decennio del Novecento: affermazione e decadenza della centralità amministrativa; Note sulle elezioni in provincia di Modena agli inizi del Novecento (relazione presentata al convegno su Gregorio Agnini e la società modenese, 1984). Al convegno sulla figura e l'opera di Giuseppe Ceneri, tenutosi a Bologna nel 1999, ho presentato, con F.Tarozzi, una relazione su Ceneri amministratore comunale nella Bologna della seconda metà dell'800. Al convegno (2002) sulla figura e l’opera di Luigi Frati, direttore della Biblioteca dell’Archiginnasio nella seconda metà dell’800, ho presentato un contributo sul Frati giornalista politico e direttore de “L’Unità”, periodico bolognese del 1848-49, ora pubblicato nella raccolta di studi in onore di Paolo Prodi.

A questo filone storico-politico si legano altre pubblicazioni: Giornali, circoli, caffè: le idee di unità e di indipendenza a Bologna; Amministrazione e politica nella stampa periodica carpigiana (1889-1908) (relazione al convegno su Alfredo Bertesi e la società carpigiana, 1990); e un saggio sulla storia del partito socialista a Ferrara dalla nascita al fascismo, pubblicato nella Storia illustrata di Ferrara, diretta da Francesca Bocchi

 

Studiando la realtà di questa regione alla luce delle più ampie modificazioni dell'economia e della società fra '800 e '900, ho affrontato i nodi dell'industrializzazione (o meglio, della mancata industrializzazione) di un'area "intermedia", in Caratteri e limiti di uno sviluppo industriale, pubblicato nel terzo volume della Storia dell'Emilia-Romagna curata da Aldo Berselli, e Processi di industrializzazione in Emilia e in Romagna nell'ultimo ventennio dell'Ottocento (relazione presentata al convegno della Fondazione Andrea Costa sulle elezioni del 1889). Studi su aree più limitate sono: Tendenze e trasformazioni dell'industria bolognese negli ultimi decenni dell'Ottocento (nel volume collettaneo sulla storia della Camera del lavoro di Bologna, 1988); Sull'economia della Romagna negli ultimi decenni dell'Ottocento (relazione presentata al convegno su Alfredo Baccarini, 1990) ; L'industria romagnola tra '800 e '900 come problema storico, pubblicato nella rivista "Padania"; Il mondo del lavoro tra il 1860 e il 1900, sul caso modenese.

Dall'approfondimento di altri aspetti dell'economia di questa regione, con particolare riferimento alla centralità dell'agricoltura, sono scaturite le monografie: La città della frutta. Alla ricerca delle radici storiche di un'esperienza cooperativa cesenate, uno studio sull'economia frutticola di quel territorio alla luce delle trasformazioni economiche e sociali indotte dalla crescita di uno specifico comparto produttivo-distributivo, fra gl'inizi del secolo e il secondo dopoguerra; e Braccia, falci e forche. L'economia cesenate dall'Inchiesta Agraria alla prima guerra mondiale, dove ho tra l'altro utilizzato e parzialmente riprodotto materiale documentario inedito prodotto in occasione dell'Inchiesta Jacini.

Al medesimo filone di ricerca, fra storia dell'economia e della società rurale e storia delle istituzioni agrarie, appartengono i saggi, nati da altrettante relazioni presentate a convegni di studio, promossi rispettivamente dall'Istituto per la storia di Bologna e dalla Soprintendenza ai beni librari, insieme con il Dipartimento di discipline storiche dell'Università di Bologna: La Società Agraria nella seconda metà dell'Ottocento e il dibattito sull'industria e sul credito; Alle origini dell'Accademia Nazionale di Agricoltura; e inoltre: Una terra da costruire: economia e società in provincia di Ferrara nel tardo Ottocento.

Ho raccolto gli studi dei primi anni '80 sulla società emiliano-romagnola fra '800 e '900, nel volume Democrazia e sviluppo industriale in Emilia-Romagna.

 

Dopo aver esordito studiando la storiografia della Resistenza bolognese per la tesi di laurea, ho ripreso questo argomento in una prospettiva più ampia nell'antologia di testi storiografici: Italia 1943-1945. La Resistenza (Zanichelli, 1978).

Ho poi allargato il mio ambito di ricerca ai problemi politico-sociali degli anni '40 e '50 con il saggio: Problemi del lavoro e del sindacato negli orientamenti dei partiti di sinistra (1981) (ricordo qui anche l'introduzione a G.Trevisi, Il delitto Fanin, 1998); e al periodo fascista, attraverso una ricerca, promossa nel 1983 dall'Istituto regionale per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione in Emilia-Romagna, sull'istruzione tecnico-industriale e le sue connessioni con le dinamiche economiche e sociali di un'area determinata, nelle carte d'archivio dell'Istituto professionale "Alberghetti" di Imola; attraverso due saggi sul partito comunista a Ferrara dalla nascita alla ricostruzione postbellica pubblicati nella Storia illustrata di Ferrara, un contributo di sintesi pubblicato in un volume della Storia della società italiana dell'Editore Teti (La politica interna fascista e l'organizzazione del consenso), e la relazione su Welfare State e fascismo, presentata, con C.Venturoli, al convegno di studi su "Forme di povertà e innovazioni istituzionali" (Il Mulino, 2000).

Dagli studi sulla vita civile durante la seconda guerra mondiale, sulle trasformazioni politiche e sociali di quegli anni, sulla Resistenza e la Repubblica sociale - connessi alle iniziative che ho promosso e alle quali ho collaborato anche nell'ambito dell'Istituto storico provinciale di Bologna - sono scaturite pubblicazioni diverse, fra le quali i saggi Quale storia tra Marzabotto e Monte Sole? (pubblicata nella "Rivista di storia contemporanea", 1988), Assetto e rappresentazione del potere nella Rsi. Le province emiliane (relazione presentata al convegno "Al di qua e al di là della Linea Gotica", 1990, e pubblicata nel volume degli atti), L'infermiera e l'ammiraglio (su Renata Viganò e Antonio Meluschi, pubblicato nel catalogo della mostra organizzata dall'Istituto per i Beni culturali della Regione Emilia-Romagna, 1995), e La Resistenza: storia, memoria, identità, pubblicato nel volume sul Novecento della Storia dell'Emilia Romagna, curata per l'editore Laterza da M.Montanari, M.Ridolfi e R.Zangheri (1999). Al tema delle stragi compiute durante la seconda guerra mondiale ho inoltre dedicato la breve monografia Sabbiuno di Paderno dicembre 1944. Ho fatto parte della segreteria scientifica della giornata di studi su “Le biografie tra psicologia e storia”, organizzata nel 2001 dalla facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna. La relazione presentata in quella sede, insieme con Fiorenza Tarozzi, su Storie di vita: uomini e donne fra guerra e Resistenza (1943-1945), è pubblicata in “Teorie e modelli”, 2003/1.

 Ho fatto parte parte del comitato di redazione della rivista “Resistenza oggi”, Quaderni bolognesi di storia contemporanea, su cui ho pubblicato, dal 2000, editoriali, note, recensioni e altri contributi.

Nell'ambito delle iniziative dell'Istituto storico provinciale della Resistenza di Bologna, ho coordinato il gruppo di ricerca sul tema Bologna in guerra 1940-1945, i cui risultati sono stati pubblicati nell'omonimo volume, da me curato insieme con Brunella Dalla Casa (Franco Angeli, 1995, collana dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), e comprendente un mio saggio, dal titolo: Spirito pubblico, fronte interno e carte di polizia (1940-43). La prosecuzione di questa ricerca in un ambito territoriale contiguo è rappresentata dal volume La montagna e la guerra, anche questo curato da B.Dalla Casa e da me (1999), che ha raccolto i risultati degli studi presentati nell'omonimo convegno del 1996. Nel 1997 ho organizzato, sempre con B.Dalla Casa e con gli istituti storici della resistenza e dell’età contemporanea dell’Emilia-Romagna, il convegno “La cultura della Resistenza: storiografia e identità civile in Emilia-Romagna”, nell’ambito delle iniziative per il 50° della lotta di liberazione.  Gli atti – che comprendono una mia rassegna degli studi sulla resistenza bolognese , poi ripresa negli "Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le province di Romagna" - sono stati pubblicati nel 2001.

A questo filone di studi appartiene una parte significativa delle "voci" che ho preparato per la nuova edizione del Grande Dizionario Enciclopedico, UTET, parzialmente ripubblicate nell’Enciclopedia (“La Repubblica”, 2003-2004).

Nell'ambito delle relazioni internazionali didattico-scientifiche di cui mi occupo in qualità di responsabile del rapporto fra Università di Bologna ed E.C.Co. College in Bologna, ho collaborato alla realizzazione del convegno "Luci e ombre nelle relazioni Italia-Usa", tenutosi a Bologna nel 2008. In quella sede ho presentato un intervento sul tema: Un docente del Wellesley College pioniere degli studi sul partito fascista.

 

Alla storia dell'istruzione e delle istituzioni scolastiche e universitarie ho dedicato, oltre al già citato saggio sulla Scuola "F.Alberghetti" di Imola: Le scuole di via Castiglione: dai Gesuiti al liceo statale; Università e industria nella Bologna di un secolo fa: due universi lontani, entrambi nell'ambito delle iniziative promosse in occasione del IX centenario dell'Università degli Studi di Bologna; gli studi confluiti nel volume (da me curato, insieme con F. Frabboni, A. Genovese e W. Romani) Da Magistero a Scienze della formazione (2006), pubblicato in occasione del cinquantenario di quella Facoltà dell’Ateneo bolognese; e il saggio sull'Università di Bologna nel 1977, presentato a un convegno di studi organizzato nel 2007 dal Diartimento di Discipline storiche dell'Ateneo bolognese e dall'Istituto storico Parri Emilia Romagna, i cui atti sono in corso di stampa.

 

Negli anni '70 e '80 è stata dedicata una particolare attenzione, nell'ambito della cattedra di Storia contemporanea dell'Università di Bologna (Facoltà di Magistero), alla storia delle amministrazioni locali, nell'ambito di un più generale interesse di ricerca per la storia della società (e di quella urbana in primo luogo). Ne sono scaturiti: la rassegna Classi sociali, istituti amministrativi e vita cittadina nell'Italia moderna. Contributo per una storia, preparatoria al convegno "Borgo città quartiere comprensorio" promosso dall'Istituto per la storia di Bologna (1977); e Forme di partecipazione alla vita cittadina nell'Italia moderna. Nell'ambito di una ripresa di studi di storia urbana va collocato il IV vol.dell'Atlante storico della città di Bologna (opera diretta da Francesca Bocchi), di cui sono autore insieme con G.Greco e F.Tarozzi, e la relazione Bologna nel Novecento fra modernizzazione e nostalgia: l’immagine della trasformazione, presentata al convegno organizzato da Francesca Bocchi: Imago urbis. L’immagine della città nella storia d’Italia (2001). Ho ripreso il tema della storia degli enti locali nel saggio Politiche e governo locale nella Bologna degli anni ’50 e ’60, pubblicato dal Mulino in un volumetto curato da Marco Cammelli (“L’innovazione tra centro e periferia”, 2004), nell’ambito di un progetto di ricerca su poteri locali e globalizzazione, diretto da A.Varni, e nei contributi, in corso di pubblicazione, ai due ultimi volumi della Storia di Bologna, diretta da Renato Zangheri per la Bonomia University Press, concernenti la storia di quell’amministrazione comunale dal’Unità al primo dopoguerra.

 

Oltre ai saggi già indicati sulla storia del giornalismo, mi limito qui a ricordare l'indagine, promossa dal Centro Emilia-Romagna per la storia del giornalismo, sulle biblioteche e gli archivi dell'Emilia-Romagna, tendente ad accertare i dati relativi alla conservazione dei periodici regionali. I risultati dell'indagine, presentati al convegno "Giornali Biblioteche Archivi", sono pubblicati nel II vol. degli atti. Nell'ambito delle attività promosse dal CERSG rientra inoltre Stampa locale e vita culturale in Emilia-Romagna.

 

Ho inoltre pubblicato recensioni, schede bibliografiche, note ("Italia contemporanea", "Bollettino del Museo del Risorgimento" di Bologna, "Memoria e ricerca", "Passato e presente", "Polis", "Rassegna storica del Risorgimento", "Ricerche di storia politica", "Il Risorgimento", "Rivista di storia contemporanea", "Storia in Lombardia", “Il mestiere di storico. Annali Sissco”, “Resistenza oggi”) e la rassegna bibliografica ragionata Pensare Bologna, nel volume Bologna 1937-1987. Ho collaborato e collaboro a pubblicazioni enciclopediche (la nuova edizione del Grande Dizionario Enciclopedico UTET, pubblicata negli anni '80 e il Dizionario di storiografia dell'editore Bruno Mondadori, 1996) e scolastiche. Tra queste ultime mi limito a ricordare il testo Percorsi di storia contemporanea (Zanichelli, 1998), di cui sono coautore insieme con F.Tarozzi.


In tema di storia del giornalismo, faccio parte del gruppo di RFO coordinato da Angelo Varni, dal titolo "Dagli archivi alla cronaca": organizzazione, ruolo, finalità della documentazione storica raccolta presso le testate giornalistiche e loro utilizzo in unione con altre fonti storiografiche", di cui riporto, qui di seguito, il progetto.


Qual è, e come si è sviluppato il ruolo della moderna stampa quotidiana italiana dopo l'Unità e per tutto il Novecento? Come si sono affermati alcuni dei principali giornali nazionali nel crogiuolo della nuova società? Come hanno interagito tra loro e con i poteri istituzionali? E come hanno svolto il compito di testimoni e attori dell'evoluzione sociale nel corso del XX secolo? In che modo, seguendo quali direzioni, la società è mutata e come sono testimoniabili, considerando anche le suggestioni provenienti da altre fonti, tali cambiamenti? E' con l'Unità d'Italia che si forma una robusta opinione pubblica nazionale. Non più divisa, la società italiana, almeno nelle sue fasce più avanzate, si incontra, si conosce, articola le proprie posizioni, mentre il paese faticosamente inizia a percorrere il sentiero di una nazionalizzazione che, pur difficile e incompleta, conoscerà diversi stadi. La creazione di un mercato nazionale, l'incontrarsi di gruppi locali portatori di istanze differenti nel crogiuolo del Parlamento, il procedere dell'alfabetizzazione anche tra i ceti più poveri, fanno sì che sempre più diventi necessario dotarsi di un'informazione moderna, capace di divenire portavoce degli interessi municipali e al tempo stesso mediatrice delle istanze tra politica governativa e principali consorterie, fautrice anch'essa, in maniera diretta o meno, di una coscienza nazionale e veicolo di sollecitazioni per un rinnovamento sociale e politico. E' in questa fase storica, durante gli ultimi decenni dell'Ottocento, che nascono nuovi importanti quotidiani, alcuni dei quali in edicola ancora oggi: a Bologna il “Resto del Carlino”, a Milano, centro economico della nuova nazione, “Il Secolo”, “La Perseveranza”, il “Corriere della Sera”, e tanti altri, amplificano le voci di una società locale vivace e sempre più complessa, esaltando le idee dei gruppi di pressione e dei ceti sociali più consistenti. La lotta politica si articola su due piani, quello locale e quello nazionale, e la stampa ne è lo strumento principale, con un ruolo che oscilla tra i protagonismo e il vassallaggio. Nasce una polifonia complessa, in cui ogni città si dota di un portavoce delle idee della propria classe dirigente o di quella fascia sociale abbastanza forte da farsi sentire, che siano gli artigiani meneghini o le consorterie liberali sparse per l'Italia. Attorno ai quotidiani si verifica un processo di composizione fluida e dinamica di interessi che travalicano i confini delle 'piccole patrie' per costruire veramente un embrionale ma vivido quadro di interessi socio-politici che costituisce la nascita di un'opinione pubblica nazionale. Spesso sono giunti fino a noi gli archivi di questi giornali, a testimoniarne la nascita e un'evoluzione che, in assenza di altri media, li ha resi assoluti protagonisti della formazione di un pubblico di massa in Italia. Attraverso le carte conservate a Milano, Roma, Bologna (e provincia), è possibile ricostruire la storia di quotidiani come il “Corriere della Sera”, “Il Resto del Carlino”, “Il Giornale d'Italia”, de “Il Secolo”, quattro degli organi che tra Otto e Novecento innovarono la stampa italiana e la resero protagonista. Altri archivi correderanno la ricerca: quelli privati di grandi direttori come Luigi Albertini, Alberto Bergamini o Ernesto Teodoro Moneta, mentre le carte prefettizie dell'epoca, conservate presso gli Archivi dello Stato, a partire da quello Centrale, forniranno un quadro dei non sempre facili rapporti tra voci giornalistiche e istituzioni governative, variabili a seconda della testata e dell'epoca storica. Ma i quotidiani stessi costituiscono una fonte preziosa che può essere organizzata, in maniera comparata, sia per verificare la posizione di ciascuno di essi su determinati argomenti, sia per una ricostruzione complessiva dell'evoluzione della società italiana. Ad esempio, per indagare qual è stato il ruolo femminile all'interno del mondo giornalistico - e al di là di quel mondo a parte rappresentato dalla stampa di moda – ma anche per raccontare il modificarsi della condizione femminile nella realtà sociale. Più in generale, è possibile leggere l'evoluzione della società nel corso del XX secolo attraverso lo specchio costituito dai mezzi di comunicazione di massa, tenendo tuttavia ben presente l'accelerato sviluppo e la complessa articolazione che raggiungono nel corso del Novecento. Ciò richiede pertanto che accanto alle fonti giornalistiche, altre se ne affianchino: ad esempio, e in primo luogo, le foto, ma anche testimonianze orali, memorialistica, ecc., sono documenti che vanno utilizzati assieme alla stampa per allargare lo spettro del materiale utile a costruire un quadro il più completo possibile della memoria del quotidiano, dell'evoluzione sociale italiana in un'epoca, quella novecentesca, che ha conosciuto cesure importanti – dalle vicende belliche all'imporsi del cosiddetto “miracolo economico" - e che merita pertanto un'attenzione particolare.