29019 - ISTITUZIONI DI REGIA (1) (LM)

Anno Accademico 2026/2027

  • Docente: Enrico Pitozzi
  • Crediti formativi: 6
  • SSD: PEMM-01/A
  • Lingua di insegnamento: Italiano
  • Modalità didattica: Lezioni in presenza (totalmente o parzialmente)
  • Campus: Bologna
  • Corso: Laurea Magistrale in Italianistica e culture letterarie europee (cod. 6689)

    Valido anche per Laurea Magistrale in Discipline della musica e del teatro (cod. 6737)

Conoscenze e abilità da conseguire

Stante la premessa che nell'ambito dell'insegnamento di Istituzioni di regia (1) il campo di applicazione della nozione di regia si intende aperto a tutte le forme di spettacolo dal vivo, compreso il teatro per musica, al termine del corso lo studente conosce: - le principali articolazioni teorico-metodologiche del pensiero registico analizzato nelle sue relazioni con il contesto artistico di settore e con il più ampio sistema delle scienze umane in generale; - i principali strumenti di studio per impostare indagini sulla registica. Egli è inoltre in grado di: - padroneggiare il linguaggio registico; - elaborare una matura e originale riflessione critica sull'arte della messa in scena, impostando autonomamente in modo corretto una ricerca di ambito registico che si avvalga di fonti diverse (documentarie e non), destinata ad essere comunicata in forma scritta o orale.

Contenuti

Titolo: Regia: interiorità e forma scenica

 

Il corso propone un’introduzione critica ai fondamenti storici, teorici e metodologici della regia teatrale, indagandone la nascita e l’affermazione come pratica artistica autonoma nel contesto della modernità scenica tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento. Attraverso l’analisi delle principali esperienze della regia europea (da Stanislavskij a Jan Fabre, passando per Vsevolod Mejerchol'd, Bertolt Brecht, Jerzy grotowski e Tadeusz Kantor, solo per citarne alcuni) il percorso approfondisce la trasformazione del ruolo del regista da “coordinatore” dell’evento teatrale a figura autoriale responsabile della composizione complessiva della scena, nelle sue componenti testuali, spaziali, gestuali, sonore e visive. Il corso esamina le diverse poetiche registiche attraverso lo studio di teorie, pratiche e materiali documentali, con particolare attenzione ai processi di composizione dello spettacolo e alle relazioni tra drammaturgia, corpo dell’attore e dispositivi scenici.

Nel contesto della regia contemporanea, un primo approfondimento sarà dedicato a Eimuntas Nekrošius, la cui ricerca ha segnato il teatro europeo attraverso una concezione della scena come spazio poetico e metaforico, fondato sulla centralità dell’attore, sul ruolo della materia e sulla dimensione sensoriale. Un secondo focus riguarderà invece l’opera di Federico Tiezzi, del quale andremo ad analizzare, in particolare, il rapporto con l’iconografia e la composizione scenica, indagando come immagini e i riferimenti visivi contribuiscano alla costruzione formale della scena. Il corso mira a fornire strumenti teorici e analitici per comprendere la regia come pratica di interpretazione, ricerca e produzione di senso nell’ambito delle arti dal vivo contemporanee.

 

Studenti/esse con DSA o disabilità temporanee o permanenti: si suggerisce di mettersi subito in contatto con l’ufficio di Ateneo responsabile e con il docente, per cercare insieme le strategie più efficaci nel seguire le lezioni e/o nel preparare l’esame.

Testi/Bibliografia

1)- Un libro a scelta tra

a)- M. Schino, La nascita della regia teatrale, Roma-Bari, Laterza, 2003.

b)- Umberto Artioli (a cura di), Il teatro di regia: genesi ed evoluzione (1870-1950), Roma, Carocci, [2004] 2018.

c)- Lorenzo Mango, La scrittura scenica. Un codice e le sue pratiche nel teatro del Novecento, Roma, Bulzoni, 2004

d)- Annalisa Sacchi, Il posto del re. Estetiche della regia teatrale nel modernismo e nel contemporaneo, Roma, Bulzoni, 2012.

e)- M. De Marinis, Ripensare il Novecento teatrale. Paesaggi e spaesamenti, Roma, Bulzoni, 2018.

f)- Mirella Schino, L’étà dei maestri, Viella, 2017.

g)- Lorenzo Mango, Il Novecento del teatro. Una storia, Roma, Carocci, 2019.

 

2)- Due libri a scelta tra

 

a)- A. Appia, Attore, musica e scena: la messa in scena del dramma wagneriano, la musica e la messa in scena, l’opera d’arte vivente, Milano, Feltrinelli, 1975.

b)- G. Craig, Il mio teatro, a cura di F. Marotti, Milano, Feltrinelli, 1971;

c)- M. Shavtsova, Stanislavskij. Teatro e spiritualità, Roma, Carocci, 2026.

d)- V.E. Mejerchol´d, L'attore biomeccanico, Milano, Ubulibri, 1993;

e)- P. Brook, Il punto in movimento 1946-1987, Milano, Ubulibri, 1988;

f)- T. Kantor, Il teatro della morte, Milano, Ubulibri, 2000;

g)- V. Valentini (a cura di), Eimuntas Nekrosius, Soveria Mannelli (CZ), Rubettino, 1999;

h)- L. Mango, Federico Tiezzi, Roma, Carocci, 2025.

Metodi didattici

Lezioni frontali, con analisi e approfondimento dei concetti trattati, analisi guidate delle opere audiovisive della scena teatrale.

Il corso mette in gioco il contributo teorico, analitico e critico-operativo del docente e degli studenti e si svilupperà secondo due modi interrelati: una parte teorica sotto forma di lezioni; e una parte pratica – con l'intervento diretto degli studenti nell'elaborare un lexicon dei temi trattati. Determinanti, per lo svolgimento del corso, saranno gli incontri con artisti che lavorano in quest'ambito di ricerca e creazione.

Altre indicazioni bibliografiche, in lingua straniera, verranno fornite e discusse durante lo svolgimento del corso, così da inquadrare le problematiche sollevate in una più ampia cornice analitica.

Approfondimenti e letture critiche, nonché una scheda con l'indicazione dei materiali discussi durante ogni lezione, sarano caricate sulla piattaforma "Virtuale" dell'insegnamento.

Modalità di verifica e valutazione dell'apprendimento

La valutazione del corso avverrà secondo i modi, i tempi e le direttive stabilite dal corso di studi. Si baserà su un colloquio orale; lo studente potrà, inoltre, concordare con il docente una tesina scritta riguardante argomenti legati allo svolgimento del corso. L'elaborato dovrà essere di circa 10 cartelle, da consegnare una settimana prima dell'appello nel quale si intende sostenere l'esame.

Nella valutazione della prova si terrà conto, in particolare, della capacità dello studente di sapersi orientare all'interno del materiale bibliografico d'esame al fine di trarre le informazioni utili che gli permetteranno di illustrare temi e problemi e di saperli collegare tra loro.

Si valuteranno quindi:

- La padronanza dei contenuti

- La capacità di sintesi e di analisi dei temi e dei concetti

- La capacità di sapersi esprimere adeguatamente e con linguaggio appropriato alla materia trattata

Il raggiungimento da parte dello studente di una visione organica dei temi affrontati a lezione congiuntamente alla loro utilizzazione critica, un’ottima padronanza espressiva e di linguaggio specifico saranno valutati con voti di eccellenza (30 e lode e 30).

Il raggiungimento da parte dello studente di una visione organica dei temi e una loro lettura critica, una buona padronanza espressiva e di linguaggio specifico saranno valutati con voti di buoni (29-27).

Una conoscenza mnemonica della materia, unitamente a capacità di sintesi e di analisi articolate in un linguaggio corretto, ma non sempre appropriato, porteranno a valutazioni discrete (26-24).

Lacune formative e/o linguaggio poco preciso – seppur in un contesto di conoscenze minimali del materiale d'esame – condurranno a voti sufficienti (23-21).

Lacune formative e/o linguaggio impreciso – seppur in un contesto di conoscenze minimali del materiale d'esame – condurranno a voti appena sufficienti (20-18).

Lacune formative, linguaggio inappropriato, mancanza di orientamento all'interno dei materiali bibliografici saranno valutati negativamente (<18).

Studenti/esse con DSA o disabilità temporanee o permanenti: si raccomanda di contattare per tempo l’ufficio di Ateneo responsabile [https://site.unibo.it/studenti-con-disabilita-e-dsa/it/per-studenti ] : sarà sua cura proporre agli/alle studenti/esse interessati/e eventuali adattamenti, che dovranno comunque essere sottoposti, con un anticipo di 15 giorni, all’approvazione del docente, che ne valuterà l'opportunità anche in relazione agli obiettivi formativi dell'insegnamento.

L'intelligenza artificiale (IA) può essere uno strumento utile a supporto dello studio individuale, attraverso analisi approfondite, sintesi e attività di autovalutazione. Tuttavia, per quanto riguarda la valutazione dell'apprendimento, l'uso dell'IA è vietato durante gli esami in presenza. Qualsiasi utilizzo dell'IA in tale contesto costituisce una violazione dell'integrità accademica.

Strumenti a supporto della didattica

Materiali audiovisivi, archivi digitali, piattaforme e siti web.

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Enrico Pitozzi

SDGs

Istruzione di qualità

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.