L’epatite da virus B e la vaccinazione antiepatite B

L’Epatite B è una malattia del fegato trasmissibile determinata dal virus dell’epatite B (HBV). Se infettata, una persona può sviluppare un’infezione acuta che può variare in gravità da una forma lieve o asintomatica a malattia severa richiedente il ricovero.

L’epatite acuta B si manifesta entro i primi 6 mesi successivi all’esposizione al virus. Alcune persone sono in grado di contrastare efficacemente l’infezione e di eliminare il virus. In altri soggetti l’infezione persiste (infezione cronica B) e nel 15-25% di questi determina, nel tempo, seri problemi quali :epatite cronica, cirrosi, insufficienza epatica, carcinoma epatocellulare.

L’HBV è di solito trasmesso quando sangue, sperma, liquidi vaginali o altri fluidi corporei di una persona infetta entrano in contatto con un soggetto suscettibile. Il virus è molto contagioso (50-100 volte più dell’HIV) e penetra attraverso le mucose o soluzioni di continuità della cute.

L’infezione può essere contratta mediante:

  • un rapporto sessuale con una persona infetta
  • il contatto diretto con sangue infetto, anche se in quantità talmente esigua da non essere visibile
  • la condivisione di oggetti personali (spazzolino da denti, rasoio, siringhe) contaminati da microscopiche quantità di sangue infetto.
  • il contatto diretto con ferite aperte di una persona infetta
  • il passaggio attraverso il canale del parto con infezione del neonato da parte della madre infetta.

L’HBV non si trasmette tramite gli starnuti, i colpi di tosse, gli abbracci o l’allattamento. Anche se il virus può essere trovato nella saliva non si ritiene che si trasmetta mediante baci o condividendo utensili per mangiare o bere.

Al contrario di altre forme di epatite, l’HBV non è trasmesso dall’acqua o dai cibi contaminati.

Il virus dell’Epatite B può sopravvivere nell’ambiente fino a 7 giorni; in questo periodo il virus può provocare infezione se penetra nel corpo di un soggetto suscettibile.

La vaccinazione Anti Epatite B

L’applicazione della L.165 del 27/05/1991, che ha imposto l’obbligo della vaccinazione antiepatite B a tutti i nati a partire dal 1979, ha determinato una significativa diminuzione dell’incidenza dei casi di Epatite B.

Prima della somministrazione del vaccino è necessario eseguire un controllo pre/vaccinale con ricerca di anticorpi anti HBsAg.

Il vaccino per l’Epatite B è composto dall’antigene di superficie ricombinante del virus dell’Epatite B. Il virus è prodotto tramite procedure di ingegneria genetica su cellule di lievito.

La via di somministrazione è quella intramuscolare, e la sede è la regione deltoidea.

La vaccinazione consta di 3 dosi: la seconda a distanza di 1 mese dalla prima e la terza dopo 6 mesi dalla prima.

Il Decreto Ministeriale del 20/11/2000 “Protocollo per l’esecuzione della vaccinazione antiepatite B” ricorda che la protezione conferita dalla vaccinazione, dopo dimostrazione di risposta misurabile al termine del ciclo primario, permane anche in assenza di anticorpi a titolo dosabile.

La vaccinazione contro l’epatite B è in genere ben tollerata. Può apparire una reazione locale (arrossamento, fastidio, gonfiore) sul punto dell’iniezione (1 persona su 10). Reazioni generali come mal di testa, stanchezza o febbre sono ancora più rare e scompaiono in 1-3 giorni.

Il vaccino dell’Epatite B non deve essere somministrato a soggetti con ipersensibilità nota ai componenti del vaccino o a soggetti che hanno manifestato segni di ipersensibilità a seguito di precedenti somministrazioni dello stesso. Come con gli altri vaccini, la somministrazione dello stesso deve essere posticipata in soggetti affetti da malattie febbrili acute.